Terence Schweitzer da disegnatore edile al palco
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"Tra gavetta e cimiti
sono diventato attore"
CLEMENTE MAZZETTA


La volontà nella vita è tutto. Lo è per Therence Schweizer, un ragazzone alto e magro di Lugano (nato a Basilea), che a 19 anni, dopo essersi diplomato disegnatore edile alla Spai di Trevano, ha deciso di fare l’attore. Ma non a Lugano o a Basilea. E neppure a Roma. Direttamente a Hollywood. Negli States. Dove nel 2017 è stato preso per il cortometraggio "I tetti della mia città" e nominato miglior attore dalla Top Indie Film Awards e l’anno dopo ha partecipato ad una produzione teatrale per interpretare un soldato tedesco ("Upstander Bystander"). "Sono sbarcato a Los Angeles a 19 anni - racconta -. Parlavo poco e male l’inglese. L’unica esperienza di recitazione che avevo era stata  uno spettacolo teatrale muto alle elementari". Nella sua fantasia di ragazzo pensava che gli sarebbe bastato bussare a Hollywood, per farsi aprire le porte scintillanti dello star system. Aveva detto alla famiglia che voleva perfezionare l’inglese, soggiornare alcuni mesi negli Usa. "Una scusa. Volevo solo inseguire il mio sogno. Che poi rivelai, con un po’ d’apprensione a mio padre, l’anno dopo. Arrivato negli States mi guardai in giro e inondai di email tutte le migliori agenzie di recitazione. Nessuno mi rispose. Non mi persi d’animo. Sapevo che la prima cosa da fare era lavorare sul mio accento. Così decisi che non avrei parlato né tedesco né italiano con nessuno".
Dopo i primi sei mesi in una famiglia, rinfrancato nella lingua, cominciò a prendere lezione alla Beverly Hill Playouse. "Ci andavo due volte alla settimana, di sera". La scuola non è poca cosa, vi si sono diplomati personaggi come George Clooney, Jim Carrey, David Carradine. "Fu un periodo intenso. Con due amici adocchiammo una casa in affitto. Ci costava un occhio della testa, sui duemila dollari, anche se si rivelò piena di cimici". L’esperienza fu utile. "Non solo imparai le basi fondamentali della recitazione, ma anche a cucinare, con piena soddisfazione dei miei amici. Niente di troppo complicato. Ero specializzato nel pollo fritto".
Intanto Therence frequenta la Community College di Santa Monica: "Mi armai di coraggio e mi presentai ai primi provini in cerca d’ingaggio. Presi anche qualche fregatura. Come quando mi iscrissi ad un’agenzia di recitazione e moda di alto livello pagando un bel po’ e scoprendo poi che queste agenzie vivono sulla percentuale del lavoro che procacciano agli attori. E quindi non vanno mai pagate prima".
Economicamente lo sosteneva la famiglia. "Ma mi cercai qualche lavoretto. Come cameriere. Poi in una compagnia di catering. E ovviamente feci qualche dollaro con le prime parti di attore. Ho pure sfilato come modello per una nota marca italiana a New York". Dove, persa la battaglia con le cimici, si era trasferito per iscriversi  alla "Lee Strasberg Theatre & Film Institute", scuola che insegna il metodo introspettivo, diventato famoso con attori come James Dean e Al Pacino. "Si impara ad accedere alle emozioni più intime, a richiamare i ricordi emotivi", spiega Therence. Lì ha come mentori personaggi come George Loros, insegnanti come Geoffrey Horne, attore ne Il ponte sul fiume Kwai. "Dopo essermi diplomato ho iniziato a lavorare". E siccome da cosa nasce cosa "sono stato preso per una serie tv. Le puntate sono state trasmesse sul canale Travel Channel. Ho anche partecipato ad uno spot di un’agenzia internazionale per promuovere il turismo in Svizzera".
Fra le esperienze, lo spettacolo interattivo (Vampyre’s Lair) in un castello di proprietà della Guggenheim, dove sono state filmate centinaia di produzioni hollywoodiane. "Politici e personalità del mondo della finanza sono venuti a vederci".
Adesso è tornato a casa. Ma ripartirà quanto prima. Destinazione Broadway. Ovviamente.

cmazzetta@caffe.ch
14.04.2019


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