Il calciatore portoghese "pesa" quanto gli 11 di Petkovic
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Il Ronaldo che vale
quanto la Svizzera
MASSIMO SCHIRA


Cristiano Ronaldo contro tutti. Tutti contro Cristiano Ronaldo. O quasi. Il “fantasma” del campione lusitano aleggia ormai da qualche tempo nel clan rossocrociato e, alla vigilia dell’ultima sfida verso i Mondiali di Russia del prossimo anno, appare chiaro che i riflettori dell’Estadio Da Luz di Lisbona saranno puntati soprattutto sul 32enne talento di Funchal. Un giocatore capace di segnare finora 78 reti con la nazionale campione d’Europa in carica. Un calciatore che, da solo, vale sul mercato quanto tutto l’undici titolare di Vladimir Petkovic messo assieme. Un uomo da 100 milioni di euro contro una squadra da 95 milioni. Senza però dimenticare che la Svizzera, a Lisbona, arriva dopo una campagna senza sbavature e con nuove certezze.
Sarebbe però un errore per i rossocrociati focalizzarsi unicamente sulla sfida tecnica all’asso del Real Madrid. Intanto perché, tatticamente, sarebbe un autentico suicidio pensare soltanto al “contenimento” del talento portoghese. Poi perché, non va dimenticato, la nazionale lusitana è diventata campione d’Europa battendo in casa la Francia dopo una finale con Ronaldo assente. Quindi i valori della formazione di Santos non si limitano certamente al solo numero 7. Anzi. “Per contenere un giocatore di questo tipo, serve un lavoro di squadra - ha sottolineato l’ex selezionatore elvetico Ottmar Hitzfeld -. Serve compattezza. La Svizzera per quasi un anno non ha subito reti, si difende bene e con grande equilibrio”.
Che il calcio svizzero abbia le carte in regola per mettere in difficoltà quello lusitano, del resto, è dimostrato dalle ultime sfide incrociate tra le due realtà. A cominciare dal 2-0 con cui la nazionale di Petkovic ha aperto la sua “campagna di Russia” al St. Jakob-Park di Basilea proprio contro i portoghesi il 6 settembre dello scorso anno. Ma l’esempio per certi versi più clamoroso è quello dello scorso 27 settembre, quando - sempre sul medesimo terreno di gioco - il Basilea ha strapazzato l’ambizioso Benfica con un perentorio 5-0. C’è di che rovinare il sonno della vigilia a Cristiano Ronaldo e compagni.
Per i giocatori svizzeri, comunque, la sfida di Lisbona rappresenta un crocevia importante e suggestivo. Negli ultimi anni, infatti, quando si è trattato di disputare partite “dentro o fuori”, la formazione rossocrociata ha spesso avuto scarsa fortuna. A cominciare dai Mondiali in Brasile, con il “maledetto” ottavo di finale di San Paolo contro l’Argentina perso soltanto ai supplementari, con il palo a respingere l’assalto in extremis degli elvetici. Per arrivare all’ottavo di finale degli Europei 2016 a Saint-Etienne, in Francia, perso sciaguratamente ai rigori contro la Polonia dopo una gara caratterizzata dalla strepitosa rete in rovesciata di Shaqiri. Neanche la Svizzera, malgrado le buone prestazioni spesso offerte contro le “big”, può insomma dormire tra due guanciali.
C’è un tabù da sfatare, perciò, all’Estadio da Luz. Cristiano Ronaldo o non Cristiano Ronaldo. La nazionale Svizzera ha l’occasione di dimostrare di aver superato anche l’ultimo gradino che la separa dal “calcio dei grandi”, quello della mentalità vincente. L’assenza del leader naturale della squadra, Valon Behrami, potrebbe farsi sentire in caso di partita particolarmente combattuta. Ma ormai tutti i convocati da Petkovic hanno trovato stabilità nei club. Tutti in pratica giocano in campionati prestigiosi, in cui la pressione è all’ordine del giorno. Tutti o quasi con un ruolo da titolare. Lasciare al Portogallo l’incombenza di giocarsi lo spareggio rappresenta un grande passo avanti per il calcio elvetico.

mschira@caffe.ch
08.10.2017


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