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Coltivazioni indoor i cui prodotti sono locali e nutrienti
Immagini articolo
Il futuro dell'agricoltura
è verticale e... saporito
PATRIZIA GUENZI


Erano affascinanti le immagini delle insalate e delle erbe aromatiche illuminate di rosa-violetto che crescevano alte alte su torri ripiene di lana di cocco e di torba. Un progetto messo a punto anche per risparmiare acqua, ne occorreva il 90% in meno, per ridurre l’emissione di CO2 ed evitare i pesticidi. Stiamo parlando della prima fabbrica di agricoltura verticale senza suolo, interamente robotizzata e attiva tutto l’anno, della Svizzera, a Basilea. Un progetto della start-up Growcer, con la collaborazione di Migros che avrebbe messo sugli scaffali del supermercato di Basilea i prodotti. Erano affascinanti quelle tonalità rosa-violetto... Già, purtroppo il prestigioso progetto di coltivazione ecologica e iperregionale è stato sorprendentemente interrotto. Troppo costoso, sono venuti a mancare gli investitori. È probabile che Growcer ritenterà l’avventura negli Usa dove dovrebbero esserci più possibilità di reperire i fondi necessari.
Ma cerchiamo di capire come funziona questo tipo di coltivazione che, stando a chi la promuove, ha il pregio di produrre merce regionale, fresca che può arrivare al consumatore nel giro di poche ore e che quindi mantiene inalterato il contenuto di vitamine e nutrienti, generalmente superiore rispetto ad una coltivazione "tradizionale".
Tanto per cominciare la produzione avviene in stanze senza finestre, soffitto basso con una costante una luce a led rosa-violetta. Ambiente sterile e altamente tecnico. A volte estremamente robotizzato. Un tipo di coltivazione che si adatta bene alle grandi città che non hanno grandi spazi per i terreni agricoli. Infatti, poche settimane fa a Milano ha aperto - sarà inaugurato dopo l’estate - Planet Farms, il più grande impianto d’Europa di "vertical farming". Insalate ed erbe aromatiche per rifornire le principali catene di supermercati lombardi. E a Zurigo Yasai, spin-off dell’Eth è impegnato in un impianto pilota insieme a Fenaco, cooperativa agricola che ha concesso un prestito di mezzo milione di franchi e ha finanziato il supporto scientifico dell’istituto di ricerca Agroscope. La produzione partirà verso fine luglio (vedi intervista a destra).
Ormai è il futuro. Agricoltura e industria alimentare devono pensare a soluzioni innovative per andare incontro ad una richiesta che vuole cibo sano, sicuro e prodotto in modo sostenibile. La costruzione su più livelli aumenta la produttività di un fattore di 10-15 per metro quadrato. La produzione indoor durante tutto l’anno consente la crescita 24 ore, 365 giorni, il che aumenta la percentuale di verdure ed erbe.
Andando più nel dettaglio, i prodotti, essendo coltivati al chiuso in qualsiasi stagione non sono soggetti alle condizioni meteorologiche, fattore che risulta determinante nella resa finale. Queste realtà eco-compatibili sfruttano la tecnologia e utilizzano risorse come acqua, spazio e suolo. Non solo, le aziende agricole che operano sullo sviluppo verticale delle coltivazioni riducono anche la necessità di forza lavoro, registrando un vantaggio di gestione.
Infine, nell’ambito di queste attività, quelle che producono ortaggi possono essere suddivise in due macro-categorie: idroponica e aeroponica. La prima si riferisce alla crescita di piante senza la presenza di suolo ma, al contrario, in acque ricche di nutrienti. Le piante sono supportate da pannelli e le radici immerse in una soluzione nutritiva arricchita con fosforo, potassio e calcio.
pguenzi@caffe.ch
03.07.2021


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