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Meno ristoranti, meno abiti ma più serate davanti alla tv
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Se l'homo pandemicus
adesso acquista divani
MARINA CAPPA


Sdraiati e stesi. Non sono solo quelli di cui parlava nel 2013 un libro di Michele Serra, ragazzi "sdraiati" che anziché lavorare preferiscono poltrire. E non sono neppure le vittime economiche "stese" dalla crisi. Sono i nuovi acquisti ai tempi del Covid-19. Mentre ricominciano a crescere contagiati e paure, e ci si confronta con l’opportunità di tornare a chiudersi in casa, si riaprono i conti con la lista dei desideri. Se nei mesi scorsi non si è perso - o comunque drasticamente ridimensionato - il lavoro, paradossalmente ci si può trovare con un tesoretto di qualche franco in più, frutto di vacanze saltate, ristoranti non frequentati, nuovi capi d’abbigliamento ridotti ai minimi termini (a cosa serve l’abito lungo se la mia serata prevede tv e letto?).
Come stanno allora utilizzando questi soldi i cittadini d’Europa? In divani, per esempio. Nel Regno Unito le vendite di sofà hanno registrato un vero e proprio boom. "Non mi era mai successo di chiudere così presto gli ordini per Natale", dice Peter Campbell, responsabile della Long Eaton Sofa. Gli fa eco dal Galles Gary Lasham, ceo di The Belfield Group, che vende 20mila divani al mese e che non può più accogliere prenotazioni natalizie, mentre negli anni passati produzione e ordini in questo periodo erano ancora tutti aperti.
Mentre in Italia, Poltronesofà - che negli spot pre lockdown citava direttamente Dio come potenziale testimonial di qualità - dismesso il linguaggio poco adatto al momento, riempie la tv di commercial festosi per celebrare compleanno e vendite.
In generale, nella scelta dei modelli i più richiesti al momento sembrano essere i divani 4 posti o quelli modulari, a dimostrazione che - appunto - il pubblico si immagina sdraiato, pronto ad affrontare le notizie dei contagi almeno in una posizione comoda. Per ordinarli, sempre più aziende propongono online il proprio catalogo, permettendo al cliente navigatore di esplorare colori e prospettive dei prodotti. Come la storica Poltrona Sacco di Zanotta, in cima alla classifica dei desideri e disponibile anche su Amazon in una infinità di possibilità cromatiche, super pouf adattabile pure ad appartamenti a misura mini.
Fin qui l’evoluzione del mondo imbottito, che chiede di "ammorbidire" l’impatto della pandemia con complementi d’arredo accoglienti. E questo si rivela in perfetta sintonia con quanto sta emergendo da altre testimonianze, per esempio sui quotidiani inglesi, dove i single spiegano che oggi nella ricerca di partner online preferiscono puntare a uno disposto a condividere il sofà più del letto.
Ma non di sole poltrone vive l’homo pandemicus, tipologia umana che - costretta ad affrontare una crisi inimmaginabile fino a un anno fa - cerca spesso rifugio in un proprio universo cocoon, che coccoli e liberi dallo stress. Ed è anche per questo forse che, secondo i dati di una ricerca che sarà presentata domani (19 ottobre), si è avuta una notevole crescita della vendita di vasche idromassaggio.
Nel parametro delle coccole, rientra pure l’aumento di lavastoviglie in famiglia: se stando chiusi in casa si è riscoperto il piacere di cucinare, meglio evitare poi la fatica di dover lavare tutto a mano. Quanto allo "stesi", una delle categorie che nell’ultimo Amazon Prime Day del 13 e 14 ottobre, è stata segnalata come più gettonata è quella degli stendibiancheria. Va bene prendersela comoda e morbida, ma qualche tuta va pur lavata.
17.10.2020


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