Mario Camani uno dei pionieri della sostenibilità
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"Clima malato da anni,
non è una emergenza"
ANDREA BERTAGNI


Da Mario Camani arriva una lezione, un richiamo alla sostenibilità ambientale. L’ex funzionario cantonale già parlava di clima, dell’esigenza di intervenire contro l’inquinamento quando nessuno, o quasi, si occupava di questo problema. E proprio attorno all’ambiente ruota il nuovo numero di Illustrazione Ticinese, il mensile che i lettori troveranno allegato al prossimo numero del Caffè (dentro il giornale), domenica 16 febbraio, e il giorno dopo, lunedì, al Corriere del Ticino. Dal cibo ai trasporti, dai gesti quotidiani all’energia pulita, una serie di servizi su un tema sensibile e di stretta attualità. Un numero da non perdere.

I politici dovrebbero svegliarsi". Mario Camani, ex direttore della Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo del Dipartimento del territorio (Dt), non usa mezzi termini. D’altronde la salvaguardia dell’ambiente e la lotta all’inquinamento ha sempre toccato la sua sensibilità. "Siamo il Paese più ricco del mondo e dovremmo essere d’esempio, ma non facciamo abbastanza per cambiare rotta e proteggere il pianeta".
Per fortuna c’è Greta Thunberg, la giovane attivista svedese, osserva Camani che a 78 anni non ha perso la voglia di combattere per una Terra migliore. Più pulita. "I nostri politici non si sono accorti che non c’è più tempo - precisa -, ci sono molte popolazioni che soffron, a causa del riscaldamento globale non hanno più cibo o sono state costrette a fuggire da alluvioni e allagamenti. Senza contare i vari disastri ambientali come le frane e le valanghe".
Oggi l’emergenza climatica non è più una novità. Era già nota da anni. Almeno secondo Camani che a inizio degli Anni ’70 si trovava negli Stati Uniti. "L’aria di New York era letteralmente nera, ma anche altri luoghi, penso ai laghi, erano già inquinati. In quel momento mi sono reso conto che bisognava intervenire, che non si poteva più restare con le mani in mano". Rientrato in Ticino, nel 1973 Camani organizza la sua prima conferenza sull’effetto serra al liceo di Lugano. "Di formazione sono fisico, ma il viaggio negli Stati Uniti mi ha convinto che i temi ambientali erano molto importanti. È cominciata così la mia sensibilità e il mio impegno nei confronti della natura".
Una sensibilità che per Camani non è solo sulla carta. "Abito in una casa di due piani che ha 23 anni di vita, ma ancora oggi si riscalda solo con una stufetta - spiega - e l’energia elettrica la ricavo da un impianto fotovoltaico che produce un terzo in più del necessario che viene ‘riconsegnato’ alla rete".
Abitare in modo ecologico è dunque possibile. Anche viaggiare in modo sostenibile. "Per molti anni in famiglia abbiamo fatto le vacanze in bicicletta visitando l’Europa - racconta Camani -, non siamo mai andati in Paesi lontani, quando dobbiamo spostarci andiamo a piedi. L’automobile la usiamo solo se dobbiamo trasportare qualcosa di voluminoso". Ma la sensibilità non si esaurisce qui. "Evito di mangiare carne e prodotti che arrivano da altri continenti - precisa l’ex direttore della Sezione della protezione dell’aria, dell’acqua e del suolo -; cerco inoltre di avere pochissimi rifiuti, non cambio mobili a ogni piè sospinto e in famiglia raccogliamo la plastica in modo separato. A volte faccio fatica a riempire il sacco dei rifiuti con quello che resta".
Cambiare rotta, dunque, con piccoli, significativi gesti quotidiani. È la lezione di Camani. Anche a livello globale, di istituzioni e società. Anche se non tutto è facile. "Mettere in pratica una vera svolta verde non sarà una passeggiata, bisogna essere sinceri e avere il coraggio di dirlo, altrimenti non si è credibili - sottolinea Camani -. Prendiamo ad esempio il settore delle auto. Se la politica deciderà di ridurre il traffico, ciò avrà un impatto anche sull’industria e sui posti di lavoro. Dovremo insomma affrontare numerosi sacrifici, anche se verranno creati nuovi impieghi".
E il traffico non è stato scelto a caso da Camani. "È la causa principale delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, ma nessuno vuole davvero invertire la rotta", afferma. Eppure i margini di manovra ci sarebbero. Anche qui, Camani ha le idee chiare. "Prendiamo il limite di 80 chilometri orari in autostrada. È una misura che si può adottare subito; oltre a ridurre drasticamente le emissioni di anidride carbonica, abbasserebbe anche il numero di incidenti sulle strade, l’usura dell’asfalto e dei veicoli, favorirebbe il passaggio ai mezzi pubblici e contrasterebbe il deprezzamento degli immobili causato dall’inquinamento". Anche tassare i carburanti, secondo Camani, è una buona idea. Ma non con imposizioni di pochi centesimi.
Per compensare le emissioni di anidride carbonica il Parlamento federale sembra intenzionato ad aumentare la benzina al massimo di 10 centesimi al litro fino al 2024 e al massimo di 12 centesimi dal 2025. "È uno sforzo ridicolo - osserva Camani -, occorrerebbe invece una tassa vicino ai 5 franchi al litro che si potrebbe compensare con uno sgravio fiscale facoltativo nella dichiarazione dei redditi".
Volere è potere secondo Camani. "Nonostante molte dichiarazioni di facciata - sottolinea - non mi pare che vengano presi molti impegni seri. Una parte di responsabilità ce l’ha anche la nostra politica economica e finanziaria che non sta facendo tutto quello che si potrebbe già fare per voltare davvero pagina". abertagni@caffe.ch
09.02.2020


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