Una ricerca traccia l'identikit collettivo tra timori e gioie
Stressati e stanchi
e paura per il lavoro
ANDREA BERTAGNI


I ticinesi sono soddisfatti della propria vita? Per molti non è né buona né cattiva. Difficile dire quindi se i ticinesi sono felici o contenti. Anche se l’indagine sulla salute in Svizzera, che ha sondato gli umori di 22mila persone, 1.500 delle quasi residenti in Ticino, ripresa dall’Ufficio cantonale di statistica, prova a dare alcune risposte (vedi articolo principale nella pagina a fianco).
La prima non è confortante. Giacché quelli che pensano di avere una scarsa padronanza della propria esistenza in Ticino sono più numerosi che nel resto del Paese. Anche il dato su quelli che credono che la propria vita sia cattiva e molto cattiva non è confortante. Nel resto del Paese c’è più ottimismo. Visto che che in Ticino la tristezza accompagna l’esistenza del 2,6% degli intervistati, mente in Svizzera dell’1,5%.
Insomma, da Airolo a Chiasso capita spesso di avere poco controllo su quello che capita. Di sentirsi sommersi dai problemi che non si riescono a risolvere. E di sentirsi sballotati di qua e di là. Per fortuna i danni psicologici che ne derivano non sono importanti, anche se il 24 per cento degli intervistati ammette di averne di medi o elevati, contro il 15 per cento in Svizzera. Ciò nonostante, non mancano nervosismo, episodi dove ci si sente giù di morale scoraggiati o depressi.
Passeggere o lunghe che siano le crisi, a volte, causano inoltre preoccupazioni legate all’appetito. Che per il 40 per cento degli interpellati durano alcuni giorni. Come i disturbi del sonno, di cui quasi la metà dei ticinesi dice di soffrire per alcuni giorni: difficoltà ad addormentarsi o a dormire tutta la notte senza svegliarsi. Anche se poi c’è anche chi dorme troppo.
Si spiegano così la stanchezza e la mancanza di energie che per il 66 per cento dei ticinesi si verifica almeno un paio di giorni sull’arco di due settimane. Tirando le somme, i ticinesi sono più inappetenti, più assonnati e stanchi dei romandi e degli svizzero tedeschi.
E il lavoro? Un quadro a più facce. Se da un lato non mancano le situazioni di stress, il 38 per cento afferma di viverle qualche volta, a essere dominante è la paura di perdere il posto di lavoro. Tra le cause l’Ufficio di statistica individua le particolari condizioni del mercato del lavoro ticinese. Molto diverso dal resto della Svizzera. Per fortuna a non mancare è il sostegno sociale. I rapporti di amicizia e familiari. La sofferenza fa insomma meno male se si ha qualcuno vicino.
Fa affidamento invece su un’altra indagine, che ha scansionato i redditi e le condizioni di vita delle economie domestiche svizzere, lo scenario che emerge dalle situazioni finanziarie personali. Situazioni che non rallegrano i cittadini ticinesi. Che in una scala da 0 a 10 assegnano 6,7 alla loro soddisfazione economica. Una valutazione tra le più basse in Svizzera, dove la media è 7,2. Poco generoso è anche il punteggio assegnato alle condizioni di lavoro. Sommato al giudizio complessivo sulla vita pone comunque il nostro cantone al di sotto della media nazionale.
Certo, confrontando i dati svizzeri con quelli euopei, frutto di una terza ricerca, ripresa anch’essa dall’Ufficio di statistica ticinese, il quadro che emerge ha tinte molto meno fosche. Fa eccezione la valutazione media sul lavoro, più elevata in Austria, Islanda, Norvegia, Finlandia e Danimarca. Altrimenti il nostro Paese tiene testa agli altri, anzi, si piazza tra i migliori, per quanto riguarda il giudizio sulla vita in generale, le condizioni di abitazione e finanziarie. Due preoccupazioni, queste ultime, che attanagliano molto di più i cittadini italiani, francesi e tedeschi.
abertagni@caffe.ch
24.11.2019


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