Da edifici dimenticati sono diventati luoghi di incontro
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I nuovi "monumenti"
oggi sono le stazioni
ANDREA BERTAGNI E ANDREA STERN


Lugano
Il ristrutturato scalo cittadino figura tra i quattro finalisti del concorso "Flux-Snodo d’oro"
"La terrazza del Ticino" valorizzata e più efficiente

Quando fu inaugurata nel dicembre 2016 Andreas Meyer, presidente della direzione delle Ffs, la definì "il più bel nodo intermodale che abbiamo in Svizzera". Più modestamente la giuria del premio "Flux-Snodo d’oro" si è invece per ora limitata a nominare la rinnovata stazione ferroviaria di Lugano tra le quattro finaliste dell’edizione 2019 del concorso. Le altre concorrenti alla vittoria finale sono Zurigo Oerlikon, San Gallo e La Chaux-de-Fonds, scelte in un lotto di 45 stazioni ferroviarie. Il criterio prevalente per l’assegnazione del premio "Flux" di quest’anno sarà l’integrazione nell’area urbana del nodo di interscambio.
In effetti la stazione di Lugano ha fatto un bel salto di qualità grazie ai lavori di rinnovamento eseguiti in vista dell’apertura della galleria di base del San Gottardo.  Lavori costati 23 milioni di franchi che hanno permesso di valorizzare e rendere più efficiente una stazione risalente al 1882, quando fu aperta la prima galleria del San Gottardo. Oggi la "Terrazza del Ticino" gode di spazi più ampi, di nuove attività commerciali, di zone d’attesa attraenti, di nuovi collegamenti pedonali con la stazione Flp e verso la città, di un accesso facilitato alla funicolare e di un piazzale pedonale che facilita l’interscambio con i bus urbani. Tutti fattori che hanno notevolmente accresciuto la vivibilità di quella che è la stazione più frequentata del cantone.
E non è finita qui visto che in futuro sono previsti un nuovo anello stradale attorno alla stazione, l’autosilo e il nuovo passaggio pedonale di Besso. Tuttavia il punto forte, quello che molte altre stazioni le invidiano, resta e resterà sempre l’impareggiabile vista sulla città, sulle montagne e sul golfo. Non c’è turista che non si conceda un primo selfie non appena arrivato a Lugano.
Si scoprirà il 29 novembre se anche la giuria del premio "Flux-Snodo d’oro" si sarà lasciata conquistare dal fascino mediterraneo dell’arrivo a Lugano. In ogni caso è già un grande riconoscimento aver superato la prima fase di selezione. In passato solo un’altra stazione ticinese era riuscita a farsi nominare tra le quattro finaliste. Era quella di Riazzino, nel 2011. La giuria elogiò in particolare l’ottimo collegamento della nuova fermata con la rete ciclabile. Tuttavia non bastò a vincere il premio. E pochi anni dopo la sua edificazione, la stazione di Riazzino è già tornata sotto i ferri, per la realizzazione di un secondo marciapiede. Segno che il mondo ferroviario è un mondo in costante evoluzione.
a.s.


Bellinzona
Aspettando AlpTransit
Una scalinata in granito e un piazzale per i pedoni

Sono passati due anni da quando l’area della stazione di Bellinzona è finita sotto i ferri. Dopo che già nel 2016 era stato rinnovato l’edificio. Ora è tutto pronto. Giusto in tempo per l’apertura al traffico della galleria di base del Monte Ceneri prevista nel dicembre 2020.
Cambierà tutto. Almeno nell’aspetto. Nel piazzale avranno la precedenza i pedoni e il limite di velocità sarà fissato a 20 km/h. Anche perché una volta ultimato sarà ricoperto da oltre 500 lastre di granito ticinese e mezzo milione di cubi di porfido. La rivalutazione dell’area è stata affidata  allo studio Lands Architetture e Orsi&Associati.
A colpire i viaggiatori sarà però la nuova scalinata in granito con trattamento a intarsio e incisioni. Coprirà l’intera entrata. Un’opera d’impatto che unirà rinnovamento e praticità. Perché il rifacimento visivo dell’area sarà accompagnato da un nuovo Park&Rail da 150 posti per auto, 50 per motocicli e 250 per biciclette, da una postazione per  bici elettriche e da una nuova passerella sopra i binari. Una struttura a telaio in acciaio dotata di tre torri. All’interno, tre ascensori per facilitare le persone con mobilità ridotta, le famiglie con bambini e chi viaggia con le valige pesanti.
Per arrivare in tempo all’apertura della nuova galleria del Monte Ceneri, le Ferrovie federali svizzere hanno investito a Bellinzona circa 30 milioni di franchi.
an.b.


Locarno
È prevista una radicale trasformazione del nodo di interscambio nel comune di Muralto
La "chicca" è l’enorme spazio verde

Le Ffs hanno investito 11 milioni di franchi per valorizzare l’edificio risalente al 1874. Ed è già un gran bel passo avanti. Ma alla stazione di Locarno-Muralto di passi importanti ne sono previsti altri. Uno di questi, forse il maggiore, è stato messo nero su bianco dall’architetto Mario Botta e attende ora di completare il sempre lungo iter formale. Prevede la realizzazione a nord della stazione di un autosilo a due piani con 420 posti auto e di uno stabile a quattro piano con contenuti residenziali e commerciali. Sul tetto dell’autosilo è prevista un’area verde di 4mila metri quadrati a libera fruizione del pubblico per godersi la vista del lago.
Non meno importante sarà il nuovo terminale dei bus, che verrà edificato in altezza e che ospiterà a sua volta commerci e amministrazioni. È previsto inoltre un terzo "modulo", destinato ai servizi e alla vendita, che sarà gestito dalle Ffs.
Questi progetti, frutto di una lunga e travagliata pianificazione, dovranno consentire alla stazione di Locarno-Muralto di fare fronte al previsto importante aumento dei passeggeri che seguirà l’apertura della galleria di base del Monte Ceneri, nel dicembre 2020. Si stima che gli attuali 8mila passeggeri ferroviari al giorno diventeranno 12.500. Mentre per i bus si passerà da 5mila a 9mila passeggeri al giorno.
a.s.


Mendrisio
Rifatta in uno stile retrò
Per il viaggio del futuro si ritorna al passato

A Mendrisio, dopo l’avvio dei lavori per il nuovo campus della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (Supsi) e il nuovo nodo intermodale, toccherà allo stabile viaggiatori della stazione a finire sotto i ferri. Per il fabbricato, eretto nel 1874, si tratterà di un ritorno al passato. Dopo che diversi interventi nel corso degli anni ne hanno modificato l’aspetto originale. L’investimento messo sul piatto dalle Ferrovie federali svizzere (Ffs) è di circa 4 milioni di franchi. Mentre i lavori dovrebbero durare 16 mesi.
Gli interventi a Mendrisio sono stati previsti in vista dell’apertura della nuova linea Mendrisio-Stabio-Varese e per far fronte all’aumento del traffico in relazione alla messa in esercizio del progetto AlpTransit. Il concetto urbanistico pensato dalle Ffs in collaborazione con il comune e il cantone prevede proprio di ridare centralità dell’edificio viaggiatori  esistente. Non solo dal punto di vista estetico ma anche funzionale e commerciale con un nuovo chiosco e un nuovo buffet-bar. Previsto anche il prolungamento del sottopasso pedonale per raggiungere via Catenazzi e lo spostamento del terminale dei bus a nord della stazione, così come la realizzazione di posteggi Kiss&Rail  e per taxi, in prossimità dello stabile viaggiatori.
Questo nella teoria. Nella pratica   il Municipio ha per il momento ritirato il messaggio sulla variante del Piano regolatore del comparto per evitare un conflitto con il progetto del nuovo Piano direttore comunale.
an.b.
17.11.2019


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