Tappa dopo tappa, diario dal tragitto più famoso d'Europa
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Il Cammino di Santiago
inseguendo la leggenda
MARIA MICHELA D'ALESSANDRO


Una sfida per il corpo e per la mente. Ovvero il Cammino di Santiago, un’alchimia del tempo sull’anima. Una terra di mezzo da attraversare a piedi, 800 chilometri dai Pirenei fino alla città santa di Santiago di Compostela, lì dove la scoperta del sepolcro di San Giacomo agli inizi del nono secolo, è ancora la leggenda più fortemente radicata nella Spagna e nell’Europa medievale. Nel tempo però, a cambiare sono state tante le cose, a partire dal tragitto che portava fino all’ovest della Spagna: il famoso Cammino non indica infatti un solo percorso, bensì infinite strade e sentieri che, da ogni parte d’Europa conducono e condussero i pellegrini fino a Santiago de Compostela e all’Oceano.  
Perché nel Medioevo, il Cammino di Santiago iniziava dalla porta di casa, senza la necessità di organizzare il numero delle tappe, calibrare il peso sulle spalle e scegliere le scarpe giuste. La leggenda vuole che i discepoli di Gesù abbiano riportato il corpo di Giacomo attraverso il mar Mediterraneo e costeggiando la parte atlantica, fino in Galizia, lo seppellirono nell’Iria Flavia - città della Coruña - dove il vescovo Teodomiro lo trovò nel IX secolo.
È a partire dall’XI secolo che il Cammino di Santiago divenne un fenomeno di portata europea, grazie soprattutto al sostegno dei regni di Navarra e di Leon, in particolare al re Sancho el Mayor di Navarra e Alfonso VI di Leon che diedero un grande contributo alla tracciatura dell’attuale Camino Francés, non l’unico che conduceva al sepolcro del Santo.
Dal Cammino Francese - il più famoso - al Portoghese, quello del Nord, de La Plata, il Primitivo e l’Inglese, negli anni il pellegrinaggio si è diffuso lungo tutto il Paese diventando oggi una meta di turismo non solo in Spagna. Basta pensare che nel 2018 l’Ufficio del Pellegrinaggio di Santiago de Compostela ha accolto 327.378 pellegrini, 306 mila arrivati a piedi, 20 mila in bicicletta, poco più di 300 a cavallo e meno di 100 in carrozzina,  8,75% rispetto al 2017. E stando ai dati attuali, solo nei primi sei mesi del 2019, la percentuale è in crescita del 12%.
Nell’anno passato, il numero delle donne è stato di poco superiore rispetto a quello degli uomini, 50,35% le prime e 49,65% i secondi; entrambe le categorie hanno motivato la decisione di intraprendere il cammino principalmente per un motivo culturale religioso. Dopo la Spagna, il Paese con il maggior numero di pellegrini è l’Italia con 27 mila, seguiti da Germania e Stati Uniti, rispettivamente 13 e 10%, Portogallo, Francia, Regno Unito, Irlanda e Corea. Ed è proprio la strada a parlare, custodendo migliaia di storie diverse su quel cammino che da secoli continua ad attirare pellegrini.
Da Marcelo a Nelly, David, Elena, Daniel e Mary, chi per la prima volta, chi per la seconda e terza, quasi tutti partiti soli seguendo una delle innumerevoli frecce gialle che portano a Santiago.
"Anche se qui non si viene solo per camminare, ogni cammino è diverso, torno per rivivere delle emozioni che so saranno sempre nuove e inaspettate, così come le persone incontrate", spiega Marcelo, boliviano, insegnante di spagnolo a Seattle negli Stati Uniti.
Quattro cammini, tutti in estate, quando la scuola va in vacanza e si comincia a camminare con la luna; Marcelo sembra un veterano con lo stesso entusiasmo di un pellegrino alla sua prima volta, entrambi sulla stessa strada. Perché la forza nascosta del cammino non è nell’abituarsi alla routine dei 25/30 chilometri al giorno, agli estremi della condivisione di un posto letto con altre 200 persone o alla solitudine di camminare soli per intere distese di grano, ma nell’accogliere e meravigliarsi delle difficoltà e dei cambiamenti, metafore di vita.
Ad Arturo e Piera, venezuelani originari della Sicilia, il cammino continua a cambiargli la vita ogni giorno, anche nel piccolo comune di poco più di mille abitanti Hospital de Órbigo sul Cammino Francese. Nella località della comunità autonoma di Castiglia e León, gestiscono dal 2015 l’Albergue San Miguel, definendolo un miracolo: "Nel 2014 abbiamo venduto tutto quello che avevano in Venezuela pensando di poter iniziare un’attività in Sicilia. Quando abbiamo capito che non saremmo arrivati a nessuna cifra che ci avrebbe permesso di avviare un business, abbiamo fatto il cammino insieme e dopo pochi mesi abbiamo trovato l’annuncio di questa casa", spiegano sorridenti.
Così come l’Ave Fenix di Jesus Jato a Villafranca del Bierzo a circa 200 chilometri da Santiago: da monaco ad albergatore, il passaparola delle cure a base di erbe di Jesus hanno reso la struttura una meta conosciuta nel cammino, costruita negli anni con l’aiuto degli stessi pellegrini. Gli stili diversi risaltano agli occhi così come il valore dell’ospitalità, pochi euro a notte.
18.08.2019


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