Dalla Nigeria alla Romandia, il destino di decine di ragazze
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Le prostitute africane
sbarcano a Losanna
ANDREA BERTAGNI


Bénin City. Arrivano in prevalenza da questa città della Nigeria le prostitute che raggiungono la Romandia per vendersi. Per lo più schiave del sesso, vittime di tratta di esseri umani, come ha dimostrato la condanna nel 2018 a una nigeriana di 36 anni che ha costretto diverse sue connazionali a prostituirsi. "La tratta degli esseri umani dei Paesi africani è legata ai fenomeni migratori - dice Nina Lanzi del Servizio specializzato in materia di tratta e migrazione delle donne di Zurigo - molto spesso arrivano in Svizzera, facendo una domanda d’asilo".
È a Losanna che in particolare è attestata la maggiore presenza di squillo di origine africana. Nel 2018 l’associazione Fleur de Pavé, che presta assistenza sanitaria alle ragazze di strada, ha avvicinato e curato 653 donne, la metà delle quali nigeriane. Nel 2015 le cure erano stato prestate a poco meno di 13mila ragazze: Togo, Ghana, Camerun e Guinea equatoriale i loro Paesi di provenienza.
Anche l’associazione Astréee, che sostiene le vittime di tratta, sempre a Losanna, si confronta spesso con giovani di origine africana. Nel 2017 ha aiutato 11 di loro a rifarsi una vita, a liberarsi dalla schiavitù sessuale. Quasi tutte richiendi l’asilo e sempre più numerose. Almeno secondo il Servizio specializzato in materia di tratta e migrazione delle donne che nel 2017 ne ha aiutate 315. Un quarto di loro era obbligato a prostituirsi e le nigeriane sono aumentate dal 10 al 34% in un anno. "Una persona può essere vittima di tratta, quando vive una situazione molto precaria - spiega Lanzi -. Le donne molto spesso non riescono a difendersi perché hanno subito una violenza oppure hanno paura di trovarsi in una situazione irregolare".
Rumene, italiane e spagnole vanno invece per la maggiore  in Ticino, dove non c’è mai stata nel corso degli anni una vera presenza di prostituzione africana. Nel 2018 le persone che si sono annunciate per l’esercizio della prostituzione, secondo i dati diffusi della Polizia cantonale sono state 295.
Sia quel che sia, secondo le autorità nazionali è il 90% delle prostitute in Svizzera a essere straniere e a vivere una situazione irregolare. La maggior parte è vittima di estorsione, minacce, sequestro e sono state condotte in Svizzzera da una rete criminale internazionale ben organizzata e ramificata.
an.b.
11.08.2019


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