Il dominio del Basilea e i sogni dell'YB pesano sul calcio
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Cercando la quadratura
del pallone elvetico
MASSIMO SCHIRA


Dopo nove titoli negli ultimi dieci campionati di Super League, otto dei quali consecutivi, il dominio del Basilea è destinato a proseguire? Oppure sarà finalmente l’anno dello Young Boys, che alla città Berna sta facento aspettare la vittoria ormai dal 1986? E che "peso" avranno le Coppe europee sui protagonisti della stagione da poco iniziata, compresa quella dell’Euro-Lugano (vedi articolo in basso)? Sono le incognite del massimo campionato svizzero di calcio, che il Caffè ha deciso di provare a sciogliere per tentare di risolvere il "rebus" calcistico di un campionato che ha voglia di crescere ancora, ma che è alla ricerca di grandi protagonisti. È caccia alla… quadratura del pallone.
Un po’ bloccato dallo strapotere basilese - succede del resto anche a campionati più blasonati, come in Bundesliga con il Bayern o nella Serie A italiana con la Juventus - il torneo di Super League continua a dimostrarsi complicato da interpretare per le squadre, perché è un campionato esigente dal profilo atletico, ma in cui il gioco offensivo sta evolvendo, come dimostrano le 582 reti realizzate la passata stagione. "La Super League è certamente un impegno difficile da affrontare - sottolinea l’allenatore Livio Bordoli, attento osservatore del calcio rossocrociato -, lo testimonia ad esempio il fatto che, la scorsa stagione, il Basilea ha vinto, ma senza dominare sul piano del gioco. Spesso i renani hanno affrontato avversari molto vicini nel livello, riuscendo poi a vincere grazie alle individualità molto spiccate di cui disponeva il club. Ora, invece, anche a Basilea si è scelta una strada nuova, quella del cambiamento e del ringiovanimento della rosa. Un fatto che potrebbe rimescolare le carte in tavola. Infatti nelle prime partite non si è vista una squadra inarrivabile". Molto, in casa renana, dipenderà dalle prestazioni della nuova "star" rossoblù, il centravanti olandese Van Wolfswinkel, uno dei protagonisti più attesi.
Dalle parti dello Stade de Suisse, invece, si è scelta la continuità, rinunciando a vendere anche alcuni pezzi pregiati per tentare, finalmente, di sfatare quello che - a tutti gli effetti - sembra ormai diventato un tabù per lo Young Boys. È praticamente da un’altra era calcistica che si attende un successo a Berna e i tempi potrebbero quest’anno essere maturi. "Sulla carta è certamente un anno buono per i gialloneri - conferma Bordoli -, perché la rosa è forte e le prime partite, pur con qualche alto e basso, hanno mostrato una squadra convinta e di qualità. Del resto gli investimenti e il budget dell’YB sono importanti da anni e hanno permesso al club di trattenere giocatori importanti come Hoarau, l’uomo in più per la squadra di Uli Forte".
Dietro il duo annunciato come "di testa" per questa stagione, il "rebus" calcistico è di lettura un tantino meno complicata. "Equilibrio - afferma Bordoli -, perché tutte le squadre sono estremamente vicine per contingente e qualità. Il ritorno in Super League dello Zurigo dopo lo sciagurato anno in Challenge League, assicura al campionato maggiore qualità rispetto a quando c’è il Vaduz, che comunque si è sempre difeso con onore. Infatti al pronti-via gli zurighesi sono addirittura balzati al comando, confermando le ambizioni di un rapido ritorno ai vertici. Più che un’incognita, insomma, lo Zurigo è una certezza".
La stessa lotta per non retrocedere, quindi, si annuncia tirata, punto su punto. "Anche il Thun è sempre da prendere con le pinze - precisa Bordoli -, perché magari sulla carta sembrano un po’ inferiori alle altre, ma alla fine dei conti con la grinta e la voglia, riescono a farcela. Ormai hanno l’esperienza per confermarsi". Due parole, infine, sulle incognite attorno al potenziale del Lugano. "La squadra è di qualità e con Gerndt ha trovato il centravanti giusto, che però negli ultimi anni ha sofferto di qualche infortunio di troppo. Se resta in condizione, è l’attaccante giusto. E poi la società si sta attrezzando per coprire meglio i ruoli chiave,  quelli che si fanno sentire quando qualcuno è assente…".

mschira@caffe.ch
27.08.2017


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