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Con le finanze in rosso serve un controllo delle spese
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Punto per punto i partiti
dicono dove risparmiare
CLEMENTE MAZZETTA


È un’equazione a più incognite. Forse impossibile. Far quadrare i conti dello Stato. Il ragionamento è elementare: se a causa del Covid aumenta il deficit (per ora è quantificato in -269,5 milioni), ma non si aumentano le imposte, dove si deve tagliare per pareggiare i conti?   L’Udc, a questa equazione, da tempo ha una soluzione radicale: si tagli nel personale. "È un settore che costa più di un miliardo, che assorbe l’intero gettito delle imposte e che è  cresciuto negli ultimi anni oltre le previsioni del governo contenute nella manovra di rientro del 2016", dice il deputato udc Paolo Pamini. Ed elenca una serie di misure. Primo, mettere un tetto a questa spesa. Secondo, bloccare gli scatti automatici (risparmio di 20 milioni). Terzo, ridurre l’assenteismo dei dipendenti pubblici: "Si ammalassero almeno con tassi di assenza in linea con quelli nazionali, risparmieremmo 18 milioni". E poi controllo ferreo della spesa corrente, dall’uso delle fotocopiatrici ai mandati esterni. "Anche senza revisione dei compiti dello Stato, si potrebbe ridurre sensibilmente il disavanzo", conclude Pamini.
Di tutt’altro avviso la sinistra rosso-verde. Samantha Bourgoin, dei Verdi, suggerisce un’altra soluzione che fa andare in cortocircuito l’equazione. "No ai tagli. Sì a più investimenti. La soluzione è aumentare il debito spalmando il deficit sui prossimi trent’anni, facendo investimenti anticiclici che favoriscano la transizione energetica". No anche a nuove imposte "perché non è una buona idea tassare i consumi e il lavoro, che va incentivato a livello locale".
Posizione condivisa (in parte) da Ivo Durisch, del Ps, il partito incriminato per aver suggerito, di fronte a questa situazione eccezionale, il ritorno al moltiplicatore cantonale dell’anno scorso (100%). "La soluzione non è ridurre gli investimenti ma far sì che lo Stato investa nei settori dell’energia rinnovabile aiutando la ripresa con una politica anticiclica - spiega Durisch -, garantendo prestazioni e servizi ai suoi cittadini, non tagliando nel personale dello Stato che ha dei settori sottodimensionati soprattutto nel sociale". Concetto che all’estrema sinistra (Mps) viene rinforzato: "Macché tagli - dice Matteo Pronzini -. Lo Stato deve incentivare il suo ruolo anticiclico investendo nella qualità dei servizi, potenziando le scuole, le case anziani, facendo pagare gli alti redditi che, grazie alla riforma fiscale-sociale hanno avuto sostanzialmente dei benefici". Poi c’è una terza soluzione all’equazione. Viene avanzata dai partiti di centro. "Mi rendo conto che è un po’ la quadratura del cerchio, ma come non bisogna aumentare le imposte non bisogna nemmeno tagliare gli investimenti che creano lavoro, indotto per l’economia locale", sostiene Matteo Quadranti, plrt. E per di più, niente tagli allo Stato e ai servizi: "Nel sociale non va lasciato indietro nessuno. Piuttosto si risparmi laddove è possibile, dando delle priorità".
Soluzione analoga a quella suggerita da Maurizio Agustoni che dice di no a nuovi tagli e a nuove tasse e che descrive una situazione meno pesante del previsto. "Le finanze dovrebbero ritornare in equilibrio a fine legislatura. Dunque che si faccia molta attenzione alla spesa corrente - sostiene il capogruppo Ppd - evitando nei prossimi anni di assumere nuovi compiti (e nuove spese). Ma come sarebbe sbagliato aumentare le imposte sarebbe sbagliato tagliare prestazioni sociali e servizi".
Linea del risparmio su cui converge anche Michele Guerra (Lega). "La prima cosa da evitare è aumentare le imposte al cittadino", dice Guerra. Presiede la Sottocommissione finanze che sta monitorando la situazione finanziaria. "Da questa situazione  negativa si deve uscire tutti assieme - dice -. Nel dettaglio, cosa fare, lo decideremo nei prossimi mesi. Penso che solo in minima parte ci si possa indebitare, caricando il deficit sul debito pubblico cantonale per risanarlo in più anni. Si deve invece cercare di risparmiare, razionalizzando alcuni settori dello Stato. Almeno dove è possibile. Senza pesare sui cittadini". Sembra facile.
cmazzetta@caffe.ch
19.09.2020


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