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Cinque ricette per rinnovare la politica dell'ex partitone
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"Se fossi presidente Plrt
ecco che cosa cambierei"
CLEMENTE MAZZETTA


L’estate difficile del Plrt.  Ad un anno dalla sconfitta elettorale (perdita del seggio al Consiglio degli Stati) e a pochi mesi dalle elezioni comunali, l’ex partitone è alla ricerca di un nuovo presidente. Mentre si susseguono le voci dei possibili candidati e, perchè no, di candidate il Caffè ricorre al vecchio gioco del "Se io fossi...", per capire cosa deve fare il Plrt per uscire dall’angolo. Per ridare slancio al partito, alla fiamma asfittica della sua fiaccola.


Gerardo Rigozzi
Intellettuale, 69 anni
"Bisogna riconquistare la fiducia delle persone con passione e emozione

Gerardo Rigozzi, intellettuale d’area liberal-radicale, nove anni fa quando era sindaco di Bedano, si candidò alla guida del Plrt. Senza successo.
Si discuteva del dopo Gianora. Come andò?
"Andò che neanche mi risposero".
E se oggi le dicessero di sì?
"Direi che è tardi. Ho 69 anni.Non ho più l’età".
Ci vuole un giovane per guidare il Plrt?
"Ci vuole una persona motivata, un buon organizzatore, fra 40 e 55 anni. Capace di suscitare entusiasmo: che abbia coraggio e indipendenza".
Cosa cambierebbe innanzitutto?
"Cambierei l’approccio. Siamo stati troppo partito delle istituzioni. Quasi uno Stadtpartei. Troppo legato al consenso verso il governo e il parlamento. Dobbiamo riconquistare credibilità, la fiducia della gente".
E cosa si dovrebbe fare?
"Per far politica bisogna anche saper emozionare. Se non sapremo essere propositivi all’interno della società, scompariremo. Dobbiamo saper affrontare la questione economica, ambientale, sociale con qualche idea nuova e concreta sempre tenendo al centro la fiaccola della libertà".
La politica come emozione?
"Certo. Come diceva Francis Bacon la società ha bisogno di sensazione e non della noia della comunicazione. Se si continua a fare i ragionieri della politica non si va da nessuna parte".
Che nome suggerirebbe come presidente?
"Un nome ce l’ho, ma non glielo dico".


Matteo Quadranti
Deputato, 54 anni
"Darei una nuova visione al futuro di questo Paese e una identità al partito"

Matteo Quadranti, 54 anni, deputato, esponente dell’ala radicale del Plrt, aveva aspramente criticato l’attuale dirigenza, all’indomani della débâcle elettorale: "Per una lotta di sedie, di percentuali, di posti abbiamo toppato l’alleanza con il Ppd, attaccato i socialisti, individuato il nemico nella Lega. Ma non siamo usciti con una nostra chiara identità".
Che bisogna fare per risalire la china?
"Serve un’analisi seria su chi siamo e dove vogliamo andare. Anche a costo di perdere qualche pezzo".
Cosa cambierebbe se fosse lei il nuovo presidente?
"Individuerei alcuni temi precisi, mettendo in discussione anche certi concetti - non è che il tema prima i nostri debba essere solo quello della Lega o della destra - facendo un’azione di cultura politica interna".
Cosa intende?
"Al nostro interno non si capisce più chi sta a sinistra, chi sta con la Lega o con la destra pur rimanendo nel Plrt. Manca chiarezza".
Lei dove si profilerebbe?
"Sul futuro, spingendo sull’innovazione, sulla ricerca, sulla digitalizzazione. Temi cruciali che ahimè non passano. Ma il partito dovrebbe ricreare un’immagine positiva del futuro".
E nel partito cosa cambierebbe?
"Il presidente, la squadra, ma anche gli statuti. Il partito che abbiamo ereditato è troppo macchinoso. E le nomine troppo in mano alla direzione. Vorrei un  partito più snello e aperto. Anche alla critica".


Moreno Colombo
Ex deputato ed ex sindaco di Chiasso, 57 anni
"Farei tabula rasa dei dirigenti e ritornerei in mezzo alla gente"

Moreno Colombo, 57 anni, ex sindaco di Chiasso, ex deputato, è drastico. "Ho una sola soluzione. Per cambiare bisogna far tabula rasa dell’attuale dirigenza. Inutile che resti in direzione chi ha detto sì all’alleanza con il Ppd senza uno straccio di programma".
Non si è mai candidato alla presidenza del Plrt
"Mai. Aggiungo che non me l’hanno mai chiesto".
Cosa cambierebbe se fosse presidente?
"Su temi importanti, dal lavoro per i giovani al fisco, al sostegno agli anziani, il Plrt dovrebbe avanzare proposte chiare su cui trovare delle alleanze per concludere qualcosa di concreto".
E invece cosa si fa?
"Si perdono quattro anni in chiacchere a rimorchio del governo".
Il Prt va a rimorchio?
"Il Plrt deve far sentire che c’è. Perché il Plrt non può fare un referendum, perché non può fare una iniziativa? Non siamo più il partito di maggioranza. Diamoci una mossa".
Per fare cosa?
"Andare in piazza. Non l’ho mai visto raccogliere firme per chiedere posti di lavoro per i giovani, ad esempio. Come a Chiasso e a Mendrisio dove si sta facendo una battaglia per far fermare l’intercity, dovremmo combattere per un obiettivo che la popolazione sente come possibile".
Potrebbe essere una donna il futuro presidente?
"Al momento l’unica che ha delle chances è Natalia Ferrara. Anche se è un po’ divisiva. Karen Valenzano anche, ma fa parte della vecchia dirigenza".


Giovanna Viscardi
Deputata, 44 anni
"Svecchierei un po’ tutto per toccare il cuore, l’anima dei concittadini"

Giovanna Viscardi, 44 anni, deputata luganese, ex presidente della sezione plrt della città, carica da cui è uscita in modo un po’ burrascoso, un nome per il futuro presidente ce l’avrebbe: "Ma non glielo dico".
Ma se fosse lei il nuovo presidente, che farebbe?
"Darei una svecchiata un po’ a tutto. Non facendone una questione d’età, sia ben chiaro, ma di modalità nel proporre idee, contenuti, discorsi. Vorrei un po’ più di freschezza. Un po’ più di immediatezza".
Trova il Plrt troppo ingessato?
"Anche. A volte comunica in modo difficile se non pesante. Dovrebbe essere tramite fra cittadino e istituzioni senza troppe complicazioni. Senza difficoltà. Il cittadino deve capire di che cosa si sta parlando".
Deve essere più semplice?
"Bisogna essere semplici, senza essere semplicistici. Bisogna saper prendere sul serio i problemi, prendendosi meno sul serio".
Invece questo Plrt è andato in direzione opposta.
"Si è perso nelle schermaglie con gli altri partiti, perdendo di vista la sua vera funzione. Ha come costruito un muro fra sè e la gente. Almeno questa è l’impressione che ha dato. Un partito non vince perché prevale su di un altro, vince perché è riuscito a raggiungere il cuore, il cervello, l’anima della gente".
Ma ha ancora un futuro
"Sì, se riprende a fare il Plrt, a parlare con la gente, a dare risposte, a proporre visioni per il futuro. Con fiducia, ma anche coraggio, perché non si può sempre dire di sì a tutto e a tutti".


AlessandroSpeziali
Deputato, 37 anni
"Guardiamo avanti con il coraggio delle nostre idee"

Alessandro Speziali, 37anni, deputato pronto al dialogo ma anche alla polemica dura, scommette sul Plrt: "Si può risalire la china a patto di essere capaci di proporre un progetto realista, chiaro, rasoterra, senza l’ossessiva ricerca di sintesi fra troppe sensibilità, di quel che dovrà essere il Ticino".
Che farebbe se fosse lei nuovo presidente?
"La prima cosa che farei è appunto quello di trasmettere la fotografia del Ticino che vogliamo come Plrt nel prossimo futuro".
E che Ticino sarebbe?
"Un Parse che sa uscire dalle difficoltà, facendo il meglio possibile nell’ambito della formazione, del mercato del lavoro, dell’innovazione, della tutela ambientale...".
Ma con quali forze politiche?
"Con quelle che hanno voglia di investire nel futuro e non lasciarsi invischiare in  polemiche. Dobbiamo essere il motore, il 4 x 4 della visione che abbiamo in mente. Poi ovviamente ci vorranno i numeri nel parlamento e nel Paese".
Ma guarda più al Ps, alla Lega o verso il Ppd?
"In verità, osservando i socialisti troppo spostati a sinistra e il Ppd che ha una vena sindacalista maggioritaria, mi vedo un po’ orfano di alleati".
Ma non siete più partito di maggioranza…
"Sì, ma dobbiamo essere un partito militante, coraggioso, in grado di raccogliere firme se è il caso di proporre iniziative. Essere un partito di governo significa assumere responsabilità di fronte al Paese, con il coraggio delle proprie idee".
22.08.2020


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