Il plrt Cattaneo e il ppd Lombardi sulla futura intesa
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'Non un accordicchio'
'Dovremo unire le forze'
CLEMENTE MAZZETTA


Più dell’onor... poté il digiuno. Seppur potenziale. Il rischio di perdere un seggio al Nazionale per il Ppd, e la paura di non riprendersi quello di Fabio Abate agli Stati per il Plrt, ha portato i due partiti di centro a miti consigli. Fine del dissidio storico e apertura ad un accordo elettorale. Il Caffè ha sentito il parere di due ex "numeri uno", i due ex presidenti Rocco Cattaneo e Filippo Lombardi, che più volte hanno cercato un’alleanza o comunque punti programmatici comuni. L’idea di un patto - tecnicamente una congiunzione elettorale per il Consiglio nazionale fra Ppd e Plrt con annesse sottocongiunzioni con la solita pletora di liste di accompagnamento - ormai ha sfondato le porte del centro. La congiunzione (i voti delle due liste si assommano nella ripartizione dei seggi) servirà per garantire la rielezione di Marco Romano e di Fabio Regazzi. Il Plrt in contropartita si aspetta il sostegno per il proprio candidato agli Stati, Giovanni Merlini, che rischia di fronte all’assalto della destra, dell’Udc o della Lega.

"La decisione di una congiunzione tecnica fra Plrt e Ppd di cui tanto si parla in questi giorni, spetta ovviamente agli organismi di partito. Dovrà essere ragionata sotto ogni aspetto valutata in ogni dettaglio, ma se si farà dovrà andare oltre ai semplici calcoli elettoralistici. Dovrà guardare al futuro, ai prossimi dieci, vent’anni", sostiene Rocco Cattaneo, l’imprenditore-ciclista, arrivato a Berna, in Consiglio Nazionale, subentrando a Ignazio Cassis, dopo aver rinnovato il Plrt nei suoi 4 anni di presidenza.
Andare oltre. Ma dove? Verso un accordo politico?
"Personalmente penso che, prima o poi, i partiti di centro dovranno unire le forze se vorranno fronteggiare l’erosione che subiscono a destra e a sinistra".
Quale è lo scenario che avete davanti?
"Semplice: a sinistra abbiamo i socialisti e i verdi che hanno preannunciato la loro congiunzione. Sono due forze che arrivano da un buon risultato delle ultime elezioni cantonali. A destra abbiamo Lega e Udc che si sono sostenute a vicenda nell’aprile scorso, mantenendo il seggio in governo nonostante il calo dei consensi leghisti. Poi ci siamo noi e il Ppd, che continuiamo a subire erosioni. A medio e lungo termine è inevitabile per il centro unire le forze. Adesso si presenta un’occasione alle federali....
Solo un’occasione?
"Questo primo accordo, se si farà, dovrà essere l’inizio di un’alleanza di centro credibile, in grado di governare a diversi livelli, federale, cantonale e comunale".
Sarà possibile superare gli steccati del passato?
"Sono consapevole che all’interno del Plrt alcuni vedono ancora il Ppd come il fumo negli occhi. Ma non possiamo essere ostaggio del passato. Divergiamo su alcuni aspetti della politica sociale, ma su altre questioni, dalla formazione allo sviluppo economico alla politica regionale, siamo sulla stessa lunghezza d’onda. A livello federale lo siamo stati sulla riforma fiscale, sulla legge delle armi. Dobbiamo dimenticare il passato, politicamente dobbiamo guardare avanti".

Non un "accordicchio" elettorale, ma una convergenza sui temi di fondo fra Plrt e Ppd per dare forza al "centro".  "Occorre pensare ad una collaborazione che funga da locomotiva in grado di trascinare la politica cantonale in un’unica direzione, rispetto ai tanti vagoni che vanno ognuno per conto proprio".  Filippo Lombardi, "senatore" uscente che si presenta per la sesta volta per il Consiglio degli Stati, usa l’immagine della locomotiva per sostenere le discussioni in corso fra i due partiti di centro.
La congiunzione fra Plrt e Ppd è un’ipotesi percorribile?
"È una questione che i vertici dei due partiti devono esaminare. Non sta ovviamente ai candidati esprimersi. Occorre rispettare le forme e gli statuti dei due partiti che devono discutere in tutta serenità".
Però se ne discute, vero?
"Io credo che sia importante  discuterne non tanto per una questione di seggi e seggiolini, anche se bisogna difendere i propri rispetto all’assalto degli altri, che non ne fanno mistero, ma per una questione di fondo".
Ovvero?
"Di fronte ad un frastagliamento della politica cantonale, accentuato dalle ultime elezioni cantonali, è opportuno che ci sia una migliore intesa al centro. Una collaborazione organica su alcuni temi fondamentali per il Ticino a Bellinzona e per il Ticino a Berna. Nell’ambito di una discussione del genere ha senso portare la collaborazione anche  sul piano elettorale...".
Però...
"Però bisogna chiedersi se si vuole spingere ulteriormente questa collaborazione al centro per avere una locomotiva che sappia trainare la politica cantonale".
Quindi una prospettiva politica, non solo elettorale?
"Verso una prospettiva politica cantonale e per una  difesa degli interessi ticinesi a Berna".
E che ne sarà della storica divisione fra Ppd e Plrt?
"Bisogna consegnarla agli archivi della storia: ha avuto un ruolo nella politica ticinese, a volte divertente a volte tragico, ma sempre interessante. Ma ora, guardando al presente, non più.
30.06.2019


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