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Il programma di investimenti dopo 4 settimane di lavoro
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La riscossa di Biden
per rilanciare l'America
ALESSANDRA BALDINI DA NEW YORK


Salario minimo a 15 dollari l’ora entro il 2025, assegni diretti subito ai cittadini - circa 1.400 dollari, da aggiungere ai 600 dollari già approvati lo scorso dicembre - e un maxi piano da 1.900 miliardi di dollari che punta soprattutto sulle infrastrutture: "Siamo al trentottesimo posto nel mondo, dobbiamo fare di tutto - dalle autostrade agli aeroporti - per rendere il nostro Paese di nuovo competitivo", ha detto il presidente degli Stati Uniti Joe Biden presentando al Paese le misure del New Deal, edizione 2021.
Biden è al giro di boa del primo mese al timone dell’America, ha lavorato per quattro settimane intensissime durante le quali ha cercato di creare un’oasi di stabilità in mezzo a tempeste convergenti: pandemia, disoccupazione, distribuzione dei vaccini, l’impeachment del predecessore Donald Trump dopo l’assalto al Capitol. La lista delle cose da fare predisposta da collaboratori come il Chief of Staff Ron Klain, il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan e Jeffrey Zients, coordinatore per la risposta al Covid, assomiglia di più a un elenco di cose da disfare: dal ritorno nell’accordo di Parigi sul clima, la cancellazione del gasdotto Keystone, la revoca del bando agli ingressi da Paesi musulmani e africani, sino allo stop alla costruzione del muro con il Messico voluto da Trump.
Poi la riforma dell’immigrazione. Green card subito e cittadinanza in tre anni per 700 mila "dreamer", ovvero lavoratori agricoli e persone con uno status di protezione temporanea, mentre per altri 11 milioni la strada per la regolarizzazione sarà diluita in otto anni. Tra i dettagli significativi anche la cancellazione della parola "alien" per sostituirla con "noncitizen". L’approccio più umano fa da contrappunto alla visione più internazionale che Joe Biden ha dell’America: "Siamo tornati, l’era dell’America First è finita", ha detto ai leader del G7 nel suo primo intervento da presidente davanti a una platea globale.
Ed ecco dunque il ritorno nelle organizzazioni internazionali come Who e Consiglio dei Diritti Umani. Il messaggio di Biden è che si torna a lavorare insieme su tutti i fronti, dalla lotta alla pandemia al clima, dall’Iran a tutti i grandi dossier internazionali, con un rinnovato impegno degli Usa a sostenere Onu, Ue e Nato con la diplomazia, il dialogo e il multilateralismo, tutti termini che nell’America di Biden tornano ad essere la stella polare, anche se il messaggio inviato agli europei contiene un monito: il rischio di "una nuova Guerra Fredda" è reale se sui rapporti con la Russia e con la Cina ognuno andrà per conto suo. "In troppi luoghi, compresi gli Stati Uniti e l’Europa, i progressi della democrazia sono sotto attacco. E noi dobbiamo difenderli. La democrazia deve prevalere e dobbiamo dimostrare che le democrazie possono ancora adempiere alla loro funzione nel soddisfare i bisogni dei nostri popoli", ha detto Biden alla Conferenza di Monaco.
Il Covid, del resto, ha messo a nudo l’importanza di collaborare: Biden, che conta di avere a disposizione 600 milioni di vaccini entro luglio, si è impegnato a stanziare 4 miliardi di dollari per il programma di vaccinazione. Sul fronte interno altri 1,6 miliardi di dollari sono in campo per rafforzare i test antivirus nelle scuole e nei rifugi per gli homeless e per irrobustire gli sforzi volti a tracciare le varianti. La battaglia contro la pandemia con le sue devastanti conseguenze economiche sono l’obiettivo numero uno: un approccio che ha contribuito a far salire in un mese gli indici di gradimento di Biden a livelli che Trump non ha mai ottenuto.
20.02.2021


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