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Bloccati gli ingressi e la quarantena diventa obbligatoria
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L'Italia resta "blindata"
ma i contagi rallentano
R. C.


L’Italia ha deciso ieri, sabato, una nuova stretta agli ingressi sul territorio nazionale. E lo ha fatto mentre sono state superate le diecimila vittime (10.023) per il coronavirus. Ieri, sabato, i decessi registrati sono stati 1.434 rispetto a venerdì: è l’incremento più alto dall’inizio dell’emergenza. Sono 12 mila i guariti. Si è tuttavia notato un calo dei contagi arrivati a 70.065. L’incremento di ieri è stato di 3.651 mentre venerdì era stato di 4.401. Una lieve oscillazione verso il basso, un piccolo segnale positivo. "Se non fossero state adottate misure drastiche di contenimento i casi sarebbero di più", ha detto il capo della Protezione civile, Angelo Borelli.
Intanto da subito tutte le persone che entreranno sul territorio nazionale dovranno stare in quarantena per 14 giorni. L’ordinanza del ministero delle infrastrutture e dei trasporti e del ministero della salute prevede che chiunque arrivi in Italia in auto, treno, aereo o nave sia "tenuto a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco una dichiarazione che specifichi i motivi del viaggio, l’indirizzo completo dell’abitazione dove sarà svolto l’isolamento fiduciario, il mezzo privato o proprio che verrà utilizzato per raggiungerla e un recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante l’intero periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento". Inoltre l’ordinanza, volta a contrastare la diffusione del coronavirus, obbliga compagnie di trasporto e armatori a dotare i passeggeri di mascherine e a misurare loro la temperatura. I provvedimenti riguardano in particolar modo i numerosi italiani ancora bloccati all’estero. Dall’inizio dell’emergenza si stima che i rientri siano stati già 35mila ma altre migliaia di persone stanno tuttora cercando di superare gli ostacoli rappresentati da aeroporti chiuse e frontiere sbarrate.
Sempre ieri, sabato, il governo italiano ha annunciato che il blocco antivirus su tutto il territorio nazionale, che avrebbe dovuto concludersi venerdì prossimo, sarà prorogato ben oltre il 3 aprile. Resta dunque la chiusura di tutte le scuole, l’obbligo di autocertificazione per uscire di casa e le restrizioni su passeggiate e sport all’aperto. Tecnicamente il blocco totale sarebbe prorogabile fino al 31 luglio.
Il Paese sarà "effettivamente al sicuro solo quando l’indice di contagio, il cosiddetto R con zero, sarà inferiore a uno, cioè quando una persona positiva avrà la potenzialità di infettare meno di una persona. Ma è difficile dire ora quando ciò accadrà - ha spiegato all’agenzia Ansa l’epidemiologo Pierluigi Lopalco - perché ci sono ancora troppe incognite".
r.c.
29.03.2020


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