Vertice fra i "dem" e i 5stelle per il futuro governo italiano
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Conte prova a ricucire
ma è appeso a un filo
R.C.


Governo al bivio in Italia. Ancora  evidenti tensioni tra i democratici e i "5 stelle", dopo l’ultimatum del leader del movimento Luigi Di Maio, che ha evocato le urne ritenendo imprescindibili i 20 punti del loro programma. La trattativa per la formazione di un nuovo governo, pur con qualche spiraglio dopo gli ultimi incontri, resta in bilico. "Serve un chiarimento", dicono i Dem. Ieri mattina, sabato, il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte, si è recato per un colloquio, inizialmente non previsto, dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  È serpeggiato il timore che stia valutando la possibilità di rinunciare al mandato ricevuto.
Conte ha poi incontrato i vertici dei due partiti per la definizione del programma. Graziano Delrio, capogruppo del Pd, ha definito "inaccettabili" gli ultimatum di Di Maio. Ma, alla fine del vertice, ha detto: "Sono stati fatti passi in avanti: il presidente Conte farà la sintesi". Il capogruppo del M5s Francesco D’Uva ha buttato acqua sul fuoco, parlando di uno scontro destinato a rientrare: "Siamo fiduciosi. Si va avanti".
Ma i  punti di disaccordo non sono pochi. A partire dalla legge sulla sicurezza, per il quale il Pd ha richiesto sostanziali modifiche accogliendo i rilievi del presidente Sergio Mattarella. "Riteniamo che non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza - ha specificato Di Maio - vanno tenute in considerazioni le osservazioni, ma senza modificare  di quei provvedimenti. Non rinneghiamo questi 14 mesi di governo". Governo condotto assieme alla Lega di Matteo Salvini, che a sua volta ha chiesto a Mattarella di "mettere fine al mercato delle poltrone: convochi le elezioni e restituisca la parola e la dignità agli Italiani".
01.09.2019


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