Il governo giallo-verde al battesimo del 2 giugno
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S'ode a destra...
una Nuova Italia
CLEMENTE MAZZETTA


Bagno di folla a Roma per il premier italiano Giuseppe Conte  e per il nuovo governo giallo-verde. E se si ode a destra uno squillo di tromba, dopo la svolta populista e le feroci polemiche dei giorni scorsi, ieri, sabato, tutti appassionatamente si sono stretti attorno al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che neanche una settimana fa i 5Stelle volevano "mettere sotto accusa". Tutto dimenticato, insomma alla festa della Repubblica, dove l’Italia sembrava persino ridiventata un "Paese normale". Anche il neo ministro dell’Interno Matteo Salvini sul bavero della giacca, sotto la spilletta leghista, si è appuntato la coccarda tricolore indossata da tutte le autorità presenti alla sfilata del 2 giugno.
È stata la prima uscita istituzionale del presidente del Consiglio Conte e dei suoi ministri più in vista, Luigi Di Maio e Salvini. Applauditissimi. Il leader leghista ha ribadito il suo punto di vista sui migranti annunciando che partirà per la Sicilia: "Voglio lavorare per migliorare i rapporti con i Paesi da cui arrivano migliaia di disperati per il bene nostro e loro". Salvini si è mostrato conciliante verso i partner europei: "Cosa dico a chi ha paura di questo governo? Che siamo eleganti, sorridenti, democratici".
Di ben altra opinione l’opposizione del Partito democratico. Per il segretario reggente del Pd Maurizio Martina quello di Conte è "un governo di destra, populista con un programma pericoloso per il Paese. Le giornate che abbiamo alle spalle purtroppo confermano le nostre preoccupazioni". Un riferimento ai tre mesi di crisi, la più lunga e rocambolesca vissuta dalla Repubblica dal 1946, con l’Italia che ha assistito incredula a ben cinque giri di consultazioni, due mandati esplorativi, ai presidenti di Senato e Camera, e a due pre-incarichi. Il primo a Conte, il secondo al "tecnico" Carlo Cottarelli, poi messo in stand by. Il tutto inframmezzato da una crisi istituzionale ed economica.
Per la prima, i "5Stelle" chiedevano l’impeachment del capo dello Stato per non aver nominato ministro dell’economia di Paolo Savona, professore euroscettico, proposto dalla Lega. Per la seconda, lo spread saliva oltre i 300 punti. "Saranno i mercati ad insegnare agli italiani come votare", ha commentato il commissario europeo al Bilancio Gunther Oettinger.  Frase respinta sdegnosamente. Però i "5stelle" han deposto le armi, Di Maio è salito al Colle a chiedere scusa e nel giro di 24 ore tutto è rientrato. Savona è stato spostato ad un altro ministero, all’economia è stato nominato Giovanni Tria. Cottarelli ha salutato e Conte è stato richiamato al Colle.
Appena nominato presidente del Consiglio s’è sentito in dovere di tranquillizzare: "Non siamo dei marziani". Ora la fiducia al parlamento. E Silvio Berlusconi ha preannunciato un’opposizione "rigorosa".
03.06.2018


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