I nuovi scenari dopo l'accordo tra Lega e Cinque stelle
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In Italia ha debuttato
un premier "sotto tutela"
FRANCESCO ANFOSSI DA ROMA


Il nuovo governo populista italiano, se nascerà, avrà il volto di Giuseppe Conte, 54 anni, avvocato specializzato in diritto amministrativo a Firenze e a Roma, sconosciuto al grande pubblico, originario di Foggia, nel profondo Sud italiano. Un nome frutto di un accordo tra Movimento Cinque Stelle e Lega Nord, i due vincitori delle elezioni del 4 marzo.
Un uomo solo al comando, nel senso della solitudine, in equilibrio tra Matteo Salvini, segretario della Lega e Luigi Di Maio, leader dei Cinque Stelle, a sua volta espressione del fondatore Beppe Grillo e del suo collaboratore Davide Casaleggio. Salvini e Di Maio hanno messo in mano a questo tecnico prestato alla politica un programma in ventidue punti pieno di buone intenzioni, dal lavoro al reddito di cittadinanza, dalla "flat tax" (due sole aliquote per la dichiarazione dei redditi) a politiche di welfare familiare, fino all’abolizione della legge Fornero sulle pensioni, che aveva innalzato l’età pensionabile. Se applicato, questo programma dovrebbe costare 65 miliardi di euro (oltre 56 miliardi di franchi). Dove prenderà le risorse il "novizio" Conte? Sforando sul deficit e allargando il già ipertrofico debito pubblico italiano, attirandosi le ire dell’Unione europea? Uscendo dal sistema monetario dell’euro?
Da qui le preoccupazioni dell’Europa e soprattutto del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, che gli ha affidato riluttante il mandato di presidente del Consiglio incaricato di quella che con molta enfasi Di Maio definisce "la Terza repubblica".
Vi è poi una questione legata alla debolezza intrinseca del potenziale leader. Conte è un professore universitario senza alcuna esperienza politica, scelto in base alla stima di un componente dei Cinque Stelle. I veri leader del Governo sono Salvini e Di Maio, che infatti si accingono a entrare nella compagine di governo come ministro degli Interni e del Lavoro. Dunque il capo del governo diverrebbe un premier sottoposto ai "diktat" dei due potenti ministri, proprio perché Conte non ha alcun contropotere da opporre. Un’anomalia senza precedenti nella storia d’Italia.
È vero che l’Italia ha una lunga tradizione di premier "tecnici" ovvero non espressi dal Parlamento e dalla politica, ma si trattava di personaggi di alto profilo (i due dirigenti della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi e Lamberto Dini, il commissario europeo Mario Monti) che venivano posti sotto l’alta protezione del presidente della Repubblica e godevano di una maggioranza ampia, una sorta di Grossa Coalizione all’italiana. Ma in questo caso il premier incaricato è mal sopportato persino dal Quirinale, soprattutto dopo aver appreso che aveva falsificato il suo curriculum, spacciando per master in prestigiose università straniere (da Harvard a Vienna) banali corsi di lingue.
Ma il vero fantasma che si aggira per l’Europa, destinato a creare scompiglio, è quello del professor Paolo Savona, la mina vagante del governo che Salvini vorrebbe come ministro dell’Economia. Questo 83enne economista ha definito l’euro un "errore storico". La sua teoria è che la moneta unica europea è lo strumento di Berlino per attuare le sue mire espansive, sulla falsariga della Germania nazista degli anni Trenta. Che succederà nei vari Ecofin, gli incontri dei premier e dei ministri finanziari dell’Europa, quando incontrerà Angela Merkel?
Ecco perché il cammino di Conte è un sentiero stretto, con pochissimi margini di manovra, già sottoposto alla tempesta finanziaria dei mercati di tutto il mondo, che non gli credono, e alle perplessità dell’Unione europea e della Chiesa italiana, per via dell’impronta fortemente anti immigrati del programma steso da Salvini e Di Maio. Con lo spread alle stelle e l’incubo della Grecia.
27.05.2018


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