Un itinerario che percorre la parte orientale della Francia
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I gioielli architettonici
dell'affascinante Loira
GIÒ REZZONICO


L’itinerario che proponiamo prevede la visita della parte orientale dei castelli della Loira, una delle destinazioni turistiche più ambite di Francia, sia del turismo interno che da chi proviene dall’estero. Il nostro viaggio toccherà tra l’altro Amboise e Blois, due città che tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento segnarono la storia di Francia, divenendo di fatto per alcuni decenni capitali del paese. Fu da queste due città che iniziò un’interessantissima avventura architettonica, che si protrasse fino all’Ottocento e che vide sorgere lungo il fiume Loira e i suoi affluenti, su un’estensione di circa 300 chilometri, una miriade di castelli e di palazzi signorili di grande pregio, che ci permettono di ripercorrere la storia di questo magnifico paese (vedi Appunti di viaggio a pagina 18).

La cattedrale di Bourges
La prima tappa dell’itinerario ci porta a Bourges, che si trova alle porte della regione dei castelli della Loira. L’abbiamo scelta per la sua splendida cattedrale, contemporanea a quella di Chartres e considerata una delle più elevate creazioni del gotico francese. Le vetrate in particolare sono di straordinario interesse e dimostrano l’evoluzione di quest’arte dal XII al XVII secolo. Attorno alla basilica si estende un pittoresco quartiere antico con case a graticcio e palazzi in pietra di stile gotico e rinascimentale. Bourges conobbe il suo massimo splendore artistico alla fine del XIV secolo quando Jean de Berry, figlio di Giovanni il Buono, la scelse come capitale del suo ducato. Nella sua università, fondata nel 1463, studiò Calvino, che qui scoprì i princìpi del luteranesimo, importati da studenti tedeschi.

Il castello di Talleyrand
"Questo luogo è il più bello della terra e nessun re possiede un parco più pittoresco": così la scrittrice e drammaturga francese George Sand descrisse il castello di Valençay. Fu costruito nel XVI secolo sul luogo in cui sorgeva un maniero medievale duecentesco da una famiglia di banchieri, che per edificare e mantenere questa splendida proprietà si svenò a tal punto da essere poi costretta a venderla a un banchiere scozzese, che a sua volta nel 1803 la cedette a Charles Maurice de Talleyrand-Périgord, il grande diplomatico francese. Il castello divenne così sede di importanti incontri politici, organizzati dal nuovo proprietario, soprannominato "il camaleonte" per la sua capacità di "rimanere a galla" con i governi più disparati. Riuscì infatti, grazie alla sua abilità politica, ai suoi modi raffinati e alla sua abilità di oratore, a lavorare come diplomatico alle dipendenze sia dei re di Francia, sia dei rivoluzionari francesi,  sia di Napoleone Bonaparte. Il castello di Valençay durante il periodo napoleonico divenne anche la prigione dorata di Ferdinando VII di Spagna, che vi soggiornò come "ospite" di Talleyrand per un paio di anni insieme al fratello Carlos e allo zio Antonio. Per la visita del castello e del suo splendido e vastissimo parco (sono a disposizione vetture elettriche) bisogna prevedere circa 3 ore. Audioguide anche in lingua italiana.

Loches, città reale
Vale davvero la pena di trascorrere una notte a Loches, presso La Maison de l’Argentier du Roy, un "hôtel de charme" situato in un’antica residenza dentro le mura interne della città. Il borgo è sorto in posizione strategica (sulla via che collega Parigi alla Spagna) su uno sperone roccioso che si specchia nelle acque del fiume Indre. La Citadelle, cinta dalle prime mura del XII secolo, era allora giudicata imprendibile. Ospita il castello dove alloggiavano i re di Francia (per questo è denominata "cité royale"), una graziosa chiesetta romanica, pochissime case e un torrione adibito per secoli a prigione. Passeggiando di notte per le strette vie di questa antica fortezza si ha l’impressione di immergersi in un’altra epoca. La città, che si espande ai piedi della Citadelle, è protetta a sua volta da un’altra cinta muraria e propone pittoresche stradine su cui si affacciano edifici del Quattrocento e rinascimentali.

Il castello delle donne  
Soprannominato "château des dames" Chenonceau è uno dei castelli più amati e frequentati di Francia. Fu un ricco banchiere ai tempi di Francesco I a costruire questa fastosa dimora tra i 1513 e il 1521 sui resti di un preesistente maniero e di un antico mulino. Si devono però a sua moglie Caterina Briconnet la grazia e il gusto che caratterizzano il castello, ceduto in seguito a Francesco I e passato quindi a Enrico II, che lo regalò alla sua dama preferita Diane de Poitiers, bella, intelligente e provvista di un ottimo senso degli affari. Fu lei che costruì il celebre ponte sul fiume Cher, che conferisce all’edificio la sua architettura unica al mondo. Così come i giardini da lei voluti furono tra i più moderni e spettacolari del suo tempo. Alla morte di Enrico II sua moglie Caterina de’ Medici allontanò Diane  dal castello, intervenne sui giardini e sopra il ponte voluto dalla rivale costruì una galleria a due piani per organizzare feste sontuose. Ma la storia del castello è legata anche ad altre donne: Luisa di Lorena alla morte del marito Enrico III vi si ritirò per portare il lutto; Louise Dupin, due secoli più tardi, restituì il suo fasto all’edificio caduto in rovina trasformandolo in un brillante salotto e accogliendo scrittori, poeti, scienziati e filosofi come Montesquieu, Voltaire o Rousseau.  Chenonceau, edificato sulle acque tranquille del fiume Cher in cui si specchia, inserito in un paesaggio verde che contrasta con il colore bianco della pietra con cui è stato costruito, rappresenta un’immagine fiabesca che il visitatore difficilmente potrà dimenticare.
Per la visita degli interni bisogna calcolare circa un’ora e trenta minuti (sono a disposizione audioguide) e altrettanto per i giardini.

Una pagoda nel nulla
Nel 1770 il duca di Choiseul, ministro del re Luigi XV, fu esiliato nel suo castello di Chanteloup, dove riceveva ospiti illustri da tutta Europa. Per dimostrare la sua riconoscenza ai potenti amici che venivano a visitarlo durante l’esilio, nel 1775 fece costruire una pagoda, ispirata a quella edificata in stile cinese a Kew in Inghilterra per la principessa di Galles. Un peristilio di 16 colonne e 16 pilastri sostengono la pagoda che termina a forma di cupola e si articola su 6 piani. L’edificio conobbe un successo straordinario: venivano da tutta Europa per ammirarlo.

Leonardo ad Amboise
"Qui sarai libero di sognare, di pensare e di lavorare". Con questa promessa il monarca francese Francesco I attirò ad Amboise Leonardo da Vinci, il quale trascorse nel rinascimentale Château du Clos-Lucé gli ultimi tre anni della sua vita, dal 1516 al 1519. Nel castello che lo ospitò e che sorge a poche centinaia di metri da quello reale, un’esposizione presenta le molteplici sfaccettature di questo immenso genio dalla mente pluridisciplinare. Si racconta che Leonardo arrivò ad Amboise con la tela della Gioconda nascosta nel bagaglio. Giunto nella sua nuova sede all’età di 64 anni non deluse le attese di Francesco I: organizzò fastose feste ricche di colpi di scena e lavorò a progetti faraonici per assecondare i desideri del re. La bella cittadina che si affaccia sul fiume con le sue case antiche e le sue vie tortuose è caratterizzata dall’elegante castello reale, che sorge su uno sperone roccioso, da cui si domina la Loira e uno dei rari ponti che anticamente la attraversava. Fu trasformato in reggia fastosa, cenacolo di poeti e artisti, da Carlo VIII. Centro del potere durante il Rinascimento, il castello fu luogo di residenza di tutti i re Valois e Borboni, nonché teatro di numerosi eventi politici del regno: nascite, battesimi, congiure, editti di pace. Questa imponente fortezza fu  infatti una sorta di ‘asilo nido’ di quei re di Francia, in particolare Carlo VIII e Francesco I, che una volta diventati regnanti ne fecero la grandezza.

Il Festival dei giardini
L’incantevole castello di Chaumont-sur-Loire costruito nel Quattrocento in tufo bianco e ampliato il secolo successivo è famoso soprattutto per il suo splendido parco che ogni anno, da aprile a ottobre, ospita il "Festival International des Jardins". Giunto alla ventisettesima edizione, annualmente invita una trentina di artisti, architetti, paesaggisti, giardinieri, urbanisti a interpretare una tematica nel verde. Quest’anno il soggetto è "I giardini del pensiero". Il pittoresco castello con le sue torri e i tetti appuntiti è celebre anche per aver ospitato fino alla sua morte Diane  de Poitiers, quando venne allontanata dal castello Chenonceau dalla rivale Caterina de’ Medici.

Gli interni di Cheverny
Una mezz’ora di automobile separa Chaumont da Cheverny, passando per Fougères-sur-Bièvre dominata dal suo castello in stile feudale nonostante sia stato costruito in epoca rinascimentale. Il maniero di Cheverny è invece un perfetto esempio del classicismo architettonico seicentesco, particolarmente interessante per i suoi interni con rivestimenti policromi e dorati, nonché per i preziosi mobili. Essendo appartenuto alla stessa famiglia da sempre, il mobilio è rimasto intatto. Cosa assai rara per un monumento di questo genere. Visitandolo si ha l’impressione che l’ultimo inquilino sia partito il giorno prima. Dopo il fascino romantico del castello, ci si immerge nell’immenso parco con boschi di sequoie, cipressi, pini e cedri, spostandosi a bordo di vetture e battelli elettrici. Per la visita degli interni e degli esterni bisogna contare circa 3 ore.

La storia di Francia
Come lo testimonia il suo castello, che domina la città, Blois ebbe un ruolo centrale nella storia del Rinascimento francese e lo fece a scapito della rivale Amboise. Il borgo antico è disposto ad anfiteatro sulla riva destra della Loira. Drammi, lotte di potere, complotti, avvenimenti storici si svolsero nel castello che racconta la storia di sette re e di dieci regine. La sua architettura, essendosi sviluppata sull’arco del tempo, riassume bene l’evoluzione che hanno conosciuto i castelli della Loira nel corso di cinque secoli. Un luogo unico, dove è rappresentata l’evoluzione  dell’architettura francese dal Duecento al Seicento. Attorno a una sola corte si affacciano infatti quattro facciate e quattro monumenti di epoche diverse, edificati da altrettanti monarchi francesi. La visita del castello richiede circa un’ora, mentre per quella della città storica si contino almeno un paio di ore.
19.08.2018


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