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Paola Maugeri
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"Non ho dubbi, ripartiremo
ma saremo molto diversi"
ROSELINA SALEMI


Paola Maugeri, 53 anni, ex capelli azzurri, buddhista, vegana (ci ha scritto due libri, Las Vegans e Con passo lieve-La mia vita e le mie ricette a impatto zero), una laurea in scienze politiche, un figlio, Timo, un piccolo cane che risponde al nome di Tofu e l’abitudine di alzarsi alle cinque del mattino ("così ho qualche ora solo per me"), ha intervistato 1.300 rockstar (quasi tutte, da Roger Waters dei Pink Floyd a Lou Reed, passando per gli U2 e i Coldplay). "Se il 2020 passerà alla storia come l’anno della pandemia causata da un virus silente che nel giro di qualche mese ha costretto interi continenti a fermarsi, a rallentare e a interrogarsi sulla propria esistenza, forse sarà anche l’anno della rinascita. Vedremo un nuovo modo di stare al mondo, figlio della ricerca di senso a cui ci ha costretti il tempo sospeso del lockdown", dice.
Conduttrice tv e radio di programmi musicali (attualmente su Virgin Radio), è la voce guida del podcast di Audible Essere umani? Dieci riflessioni per ritrovare se stessi che, a sorpresa, è tra i più ascoltati. "In questi mesi di incertezza e paura - spiega - la maggioranza di noi si è resa conto di avere una vita che non vuole, costruita sul meccanismo lavora-compra-consuma, come criceti su una ruota. Non ci siamo fatti domande, ma la natura ci ha costretti. Si sta difendendo da noi. Le città sono l’espressione di una cultura della produttività e della sopraffazione, sono un genocidio della natura. Negli ultimi cinquant’anni, abbiamo depauperato, distrutto, saccheggiato e impoverito il pianeta; è arrivato il momento di rispettarlo. Siamo stati separati dal nostro io più profondo, ci siamo smarriti.
Dopo aver guardato fuori, dobbiamo guardarci dentro. "Senza cambiamenti interiori, non ci sono neanche cambiamenti sociali". Le piacciono nazioni equilibrate (che, rispetto al virus, stanno soffrendo meno di altre) come la Svezia, dove amerebbe abitare. "Ci ho passato dei mesi. La relazione con l’ambiente è più sana, e non è un caso che il fenomeno Greta Thumberg sia esploso lì". A qualcuno sembra strano associare questo mood filosofico, animalista e green a una vita come la sua, immersa nel rock. Non a lei. "Purtroppo siamo vittime della banalità e dei luoghi comuni. Il rock è la musica del diavolo, degli sballati o di quelli vestiti di nero, la filosofia è una cosa pallosa. Facciamo uno sforzo per non essere superficiali! In un mondo superficiale voglio essere la discepola della profondità".
Per superare questo lungo, doloroso periodo, consiglia di tornare ai gesti semplici della vita quotidiana. "Ci chiamiamo esseri u-mani. Ci esprimiamo nel fare. Cinquant’anni fa, il tempo passato in cucina occupava buona parte della giornata di una persona. Oggi, non è più così. Quello era fare, non tirar fuori una scatoletta di cibo precotto e metterlo nel microonde! È nella manualità che possiamo capire. Sederci a scrivere dei biglietti per le persone a cui vogliamo bene: questo è essere umani. Sono i gesti che ci contraddistinguono e ci migliorano".
E quando arriva l’ansia, perché arriva, con i contagi, le polemiche, il senso di impotenza? "L’insegnamento zazen (letteralmente "meditare seduti") può essere d’aiuto. Ci mostra il valore del fermarsi. Siamo stressati dalla corsa, dai, dai e dai!, ossessionati dalla performance, spaventati da quello che potrebbe ancora succedere. Si ripartirà, non ho dubbi, ma non come prima. Combattiamo l’ansia con nuove abitudini: respirare profondamente, trovare un’ora per pensare, riconnettersi con la natura. Se lo facessero tutti, nessuno suonerebbe più il clacson al semaforo, nessuno urlerebbe per scaricare la rabbia. I rocker l’hanno capito per primi. Ormai sono tutti super-salutisti e vegani".
05.06.2021


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