Claudio Santamaria
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"Quando si è felici
si lavora sempre meglio"
ROSELINA SALEMI


Per Claudio Santamaria, attore super-versatile e marito indivisibile della scrittrice e conduttrice televisiva Francesca Barra, è il tempo delle sfide. Intanto si è trasferito da Roma a Milano (di solito gli attori fanno il contrario) in una bella casa-factory sui Navigli, vicino all’acqua. "Roma è la città più bella del mondo - dice - ma non è ai primi posti come qualità della vita. Milano è stimolante, internazionale. Se non sei un giovane attore che deve fare provini su provini, ti puoi permettere il trasloco. Io, dopo vent’anni di lavoro, posso. In tre ore arrivo a Roma e vado a prendere mia figlia Emma (avuta da Delfina Delettrez Fendi, ndr.) a scuola, mentre lì, tre ore puoi anche passarle nel traffico". Poi si è lanciato nella narrativa con il romanzo La giostra delle anime (Mondadori) una produzione Claudio   Francesca.
"È bello - dice - scrivere insieme! Non ho mai scritto, se non soggetti e sceneggiature, ed è un’esperienza incredibile. Ambientato nella Lucania più selvaggia, il libro parla di abuso, di riscatto, e soprattutto di magia. Ma la più grande magia che lo attraversa, e quella che ci rende umani, è l’amore. Niente di autobiografico, anche se in ogni creazione c’è sempre un po’ di noi". Esce poi in questi giorni il film Gli anni più belli, di Gabriele Muccino, la vita di quattro amici nell’arco di quarant’anni, dal 1980 ad oggi, dall’adolescenza all’età adulta. Speranze, delusioni, successi fallimenti: un grande affresco italiano. Santamaria è Riccardo detto "Il Sopravvissuto" perché se l’è cavata dopo aver beccato un proiettile della polizia. "Ha grandi ideali, eppure fatica a trovare il suo posto nel mondo". E sta ancora incassando il successo del fim Tutto il mio folle amore, di Gabriele Salvatores ispirato al romanzo-verità di Fulvio Ervas. "Willi, detto Willipoi, è un padre irresponsabile che scopre il legame con Vincent, il figlio autistico abbandonato prima della nascita. L’occasione: un imprevisto, avventuroso viaggio on the road". Nei panni (e negli stivali) di Willi, cantante di matrimoni, "il Modugno dei Balcani", Santamaria si è divertito: "La prima sceneggiatura era ambientata in America e io ero una specie di Tony Bennett, poi Gabriele l’ha spostata in Italia e io ho avuto la folgorazione, alle due di notte, guardando una foto mia con baffetti: perché non facciamo un tipo che imita Modugno? Andata! Modugno non è facile ma a me piace cantare. Datemi un microfono e lo prendo al volo. Se tornassi indietro… magari sarei diventato una rockstar". A Sanremo voleva andare non come conduttore, ma come concorrente: "Altri attori l’hanno fatto. Giorgio Faletti con ‘Signor tenente’ o Nino Manfredi". Invece è salito sul palco dell’Ariston da ospite (però, per poco, ha cantato). Chi gli dà questa energia? "Una sola parola. Francesca. L’amore. Lavori meglio quando sei felice, e io lo sono. La vita artistica non può essere separata da quella personale. Utilizzi quello che hai e sei. Francesca era con me in Croazia sul set di Salvatores, e questo ha dato leggerezza e vitalità anche al personaggio".
Le sfide sono ancora tante: "Una serie per Mediaset, L’Ora, racconta il quotidiano del pomeriggio di Palermo diretto da Vittorio Nisticò, che interpreto. Lo fece diventare il più venduto, il primo a parlare di mafia e a mettere in prima pagina le foto dei boss. Una storia vera, avvincente". E poi c’è, in arrivo, il reality Celebrity Hunted Italia (su Amazon Prime Video) con l’inseparabile Francesca e una bella compagnia di famosi (Fedez, Francesco Totti) che devono restare nascosti mentre una squadra di poliziotti dà loro la caccia. "Ma c’è molto altro che vorrei fare. La regia. La scrittura. La fotografia, che è una vera passione)". Le critiche, anche cattive, alle immagini sexy scattate a Francesca, le liquida così: "È gente che ha un grande malessere dentro, e i social danno la possibilità di esprimerlo. Sono troppo felice per preoccuparmi".
09.02.2020


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