Max Giusti
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"Dopo tanti pacchi
voglio fare Sanremo"
ALESSANDRA COMAZZI


Personaggio eclettico, Max Giusti. Quarantanove anni, conduttore televisivo e radiofonico, attore comico, doppiatore, imitatore, musicista, tennista di rango, motocrossista. Di recente ha dichiarato, e non stava scherzando: "Mi candido ufficialmente a condurre il Festival di Sanremo. Dopo tanti programmi, dopo tante stagioni di pacchi, e di innovazioni, l’idea mi solletica molto. Chissà". Certo, chissà che cosa succederà dopo il successo di Claudio Baglioni, formula difficilmente replicabile ma non è detto. Per l’italiana Rai la manifestazione è il momento topico del palinsesto annuale. Il conduttore viene scelto con cura e bilanciamento. Che Carlo Conti fosse pronto si diceva da sempre, ma il Festival non gli veniva mai affidato, come se non si fidassero. Poi si sono decisi. Potrebbe essere così anche per Giusti. "Il pubblico - dice - mi conosce e mi segue. E di recente ne ho avuto un’altra prova". Dal 2008 al 2015 lui ha guidato, con alcune interruzioni, il famoso gioco dei pacchi di Rai1, quell’"Affari tuoi" tanto contestato, a esempio, da Antonio Ricci con "Striscia la notizia". Adesso che tutto è finito, Max Giusti potrebbe dirci se la competizione è taroccata o no. "A parte che se pure lo fosse non lo direi - ride - Ma davvero non lo è. La produzione è sorvegliatissima, e i pacchi vengono consegnati a caso ai concorrenti, all’ultimo minuto. Il conduttore non sa nulla, non deve sapere nulla. Dicevamo della possibilità di condurre Sanremo, e che sono convinto che il pubblico mi accoglierebbe. Perché lo dico? Perché ne ho la prova. Succede che, dopo tanti anni di Rai, sono approdato alla Nove, la rete di Discovery, con il gioco "Boom". I dati dimostrano che il pubblico mi ha seguito anche lì, "Boom" ha fatto boom, erano state programmate 50 puntate poi diventate 190".
La scelta di andare alla Nove, canale più defilato, accomuna Max Giusti a Maurizio Crozza, deve essere il fascino della nicchia. "Nicchia mica tanto. Le persone che ci seguono sono tante, e poi ormai è cambiato il modo di guardare la tv. Le trasmissioni non si vedono soltanto in diretta, ma a frammenti, e replicate sui vari "replay". L’esperienza del nuovo quiz è comunque molto positiva e diversa da quella di "Affari tuoi". Che intanto non vorrei si chiamasse "gioco d’azzardo": quello non è un azzardo, nessuno rischia (rischiava, anzi, il programma per ora è chiuso), i soldi propri. Al massimo si guadagna qualcosa. Con uno spirito, però, generalmente molto sereno, è un’esperienza, vediamo come va. È un gioco dove conta la fortuna. In "Boom", invece, conta la preparazione dei concorrenti".
Max Giusti mostra di amare il lavoro che svolge, con generosità, e praticamente senza interruzione. "Di esperienze devi averne tante, io farei di tutto, pure le ospitate alle sagre. Quando conducevo "Affari tuoi", in una settimana milioni di persone guardavano la mia faccia. Per cinque anni sono stato "uno di famiglia". Di questo bisogna tenere conto e avere rispetto". Per "Distretto di polizia", Canale 5, era diventato ispettore. A "Quelli che il calcio" imita Claudio Lotito, presidente della Lazio, e Massimo D’Alema, Zhang Jindong, l’azionista di maggioranza dell’Inter, e Maradona. Più una folta schiera di cantanti, capeggiata da De Gregori, Ligabue e Guccini. "Sono del 1968, ho cominciato nel 1991 con Stasera mi butto. Non è che volessi fare il comico, ma da ragazzino ho pensato che quella fosse la strada migliore per farmi accettare. Ho un papà giovane, che per me è stato importantissimo, lo capisco ancora meglio adesso, che ho due figli". Qualche anno fa ha portato in teatro uno spettacolo intitolato "Di padre in figlio": "Penso che un papà debba poter ancora sognare e far sognare, soprattutto suo figlio".
11.03.2018


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