Masha Dimitri
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"La presenza di papà
è ancora molto forte"
OMAR RAVANI


ono passati diversi mesi da quando il clown Dimitri se n’è andato. Da quel triste 19 luglio Masha non ha smesso un attimo di pensare a come continuare la complessa opera del padre, che ha reso celebre ovunque la culla del teatro, Verscio. "Siamo ancora in fase di transizione - confida al Caffè -, è difficile rendersi conto che papà non è più fisicamente presente".
Jacob, questo era il nome di battesimo del celebre artista, se n’è andato in una calda giornata d’estate, con un ultimo colpo di scena. "Siamo stati colti di sorpresa, anche perché la morte non è mai stata un tema che mio padre amava affrontare", dice la figlia. A chi gli chiedeva cosa ne sarebbe stato del teatro e della scuola dopo di lui, rispondeva accigliato di non pensarci. Anche perché ha sempre goduto di ottima salute, tanto da calcare il palcoscenico fino all’ultimo. "Papà in realtà non è mai andato via. Tutti noi lavoriamo come se lui fosse ancora qui, anche perché la sua figura si staglia sempre possente in scena e dietro le quinte. È un po’ il nostro ‘fantasma’ del palcoscenico’, che ci guida e che ci indica sempre qual è la migliore strada da seguire".
Ma la via da percorrere, per Masha, è ancora da tracciare. Anche perché il periodo di assestamento, necessario dopo un colpo così duro, non è per nulla terminato. "Non lo è e sarà così ancora per qualche tempo. È vero che papà ci ha insegnato come proseguire sulla via che lui stesso ha tracciato, però adesso ai comandi lui non c’è più". Ma nulla si ferma, tantomeno nel mondo dello spettacolo, dove gioia di vivere e entusiasmo sono fondamentali. "Abbiamo trasformato la negatività di un momento così triste in tanta energia positiva - racconta Masha Dimitri -. Sono riuscita a capire che non è vero che la morte è un punto di arrivo. Da lì sono ripartita, con i miei fratelli, tutti i collaboratori e gli studenti della scuola, per continuare a esplorare e a sperimentare. Nel solco di quanto faceva papà, che era nella vita esattamente ciò che mostrava in scena. Non ho mai avuto l’impressione che recitasse e questo lo ha sempre contraddistinto".
Un tributo alla perdita del padre, Masha lo ha però pagato... "È un bel po’ di tempo che non salgo più sul palco davanti al pubblico - ammette -. Troppo per una persona come me che la recitazione ce l’ha nel cuore e che si sente bene solo quando sa di potere trasmettere qualcosa a chi ha davanti". Per vincere la paura di ricominciare occorre forza. "Ci si sente arrugginiti, bisogna dare dimostrazione di coraggio - afferma l’attrice -. Perché alla fine è quello che ci consente di andare in scena, per ringraziare chi crede in noi".
E chi ha di più creduto nel dopo Dimitri sono proprio gli abitanti di Verscio. "Sono fantastici. Succede spesso che mi fermino per strada solo per ringraziarmi di quello che sto facendo, malgrado papà non ci sia più  - spiega -. Io però non riesco a capire perché lo facciano, visto che a tenere in vita questo piccolo miracolo sono coloro che fisicamente sulle scene ci salgono per davvero". Una situazione a cui Masha sta per porre termine con la riproposizione di uno spettacolo, ormai rodato, "Dimitrigenerations" che riparte oggi, domenica, alle 18 a Verscio e avrà altre quattro repliche durante il mese. Manca il capostipite, ma c’è la sua famiglia, da Masha a Nina, da Samuel a Silvana. Eppure l’obiettivo di Masha resta un suo spettacolo:  "Sto lavorando ad un progetto, che vorrei presentare entro fine anno. Per farcela chiederò aiuto a tutto lo staff del teatro, perché da sola non posso riuscirci".
Tutti, malgrado le difficoltà in cui si dibatte una realtà di nicchia come quella del Teatro Dimitri, sono coscienti che solo portando in avanti quanto fatto dal fondatore ci sarà un futuro garantito per ancora molti anni. "Ogni volta che mi guardo attorno, in casa o sul posto di lavoro, ci sono tracce di papà - conclude -. Ci sono ancora le sue note, sparse in giro, le sue foto e i manifesti che disegnava. È questa la forza dell’arte, che sopravvive anche alle separazioni più dolorose. Tutto ciò ci trasmette tantissima energia".
09.04.2017


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