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Spopola in Ticino l'App contro lo spreco alimentare
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Come ti riciclo il cibo
a un terzo del prezzo
CLEMENTE MAZZETTA


Troppo buono per essere buttato. Così "Too Good To Go", un’applicazione geniale che ricicla e aggiorna le care vecchie abitudini della nonna  - non buttare mai niente del cibo che avanza, riciclalo, riusalo, dividilo con il vicino di casa - sta contrastando la società dello spreco dando una mano all’ambiente e un’altra… al portafogli. L’iniziativa arriva da Copenaghen. Nel 2015 un gruppo di ragazzi ha avuto l’intuizione di contrastare lo spreco alimentare dei ristoranti che buttavano via quanto non veniva consumato, riciclando i pasti con un’idea semplice e geniale, che gioca anche sull’effetto sorpresa: il Magic box. L’applicazione gratuita mette infatti in relazione i ristoratori, gli esercenti, i negozianti con i clienti con l’obiettivo di salvare ciò che non è stato venduto quel gioro sotto forma di paniere a sorpresa. Il Magic box appunto. Non si sa a priori cosa c’è dentro. Si sa che è roba buona. E che costa un terzo del prezzo iniziale.
"L’iniziativa in Ticino ha già una settantina di punti vendita e l’app è stata utilizzata a tutt’oggi da migliaia di persone", dice Fiorenzo Comini, il giovane imprenditore, 25 anni, responsabile della gestione di "Too Good To Go" nel cantone.  Si va verso i 15 mila pasti salvati. Too Good To Go" prossimamente sbarcherà anche negli Usa. In Svizzera è partita nell’estate del 2018 arrivando in Ticino l’anno dopo. "Ma dopo qualche difficoltà iniziale, grazie al sostegno di GastroTicino, dell’Unione dei contadini, la Federazione orto-trutticola ticinese non si ferma più. Segnalo la recente adesione di Migros con sei punti vendita in tutto il Ticino che ampliano lo spettro dell’offerta".
Ma che fa Too Good To Go? Semplicemente attualizza il principio  della nonna ad un livello più ampio mettendo in contatto negozi, pasticcerie, ristoranti, tavole calde che si ritrovano con prodotti invenduti, e da buttare quindi, con i clienti dell’ultima ora.  E così quel pasto caldo, quel piatto di dolci, quel cesto di frutta e verdura viene "riciclato"  con uno sconto sostanzioso: un terzo del prezzo. Conviene a chi acquista, conviene a chi vende. E conviene all’ambiente, in una realtà in cui ogni abitante in Svizzera butta 300 chili di cibo l’anno.
"L’obiettivo del nostro movimento è quello di coinvolgere più partner possibili, più consumatori per evitare sprechi, per riciclare cibo perfettamente commestibile e ridurre così l’impatto ambientale", spiega Fiorenzo Comini, che ricorda come i prodotti non consumati generino delle inutili emissioni di anidride carbonica. Sono ben 2,8 milioni le tonnellate di cibo che si buttano via ogni anno in Svizzera. Stando al Politecnico di Zurigo il 25 per cento dell’impatto ambientale dovuto agli alimenti in Svizzera è da attribuire agli scarti alimentari evitabili (food waste). Se si spreca di meno, si produce di meno, si consuma meno acqua e si coinvolgono meno superfici coltivabili. In svizzera "Too Good To Go" ha registrato 840mila pasti salvati e duemila partner.
Attiva in 14 Paesi europei, l’app è stata scaricata da 19 milioni di persone riciclando quasi 30 milioni di pasti che altrimenti sarebbero finiti nella pattumiera. Più di un pasto salvato al secondo. Un’idea economica nel vero senso della parola. Senza inganno perché la qualità della merce è garantita dal passaparola dell’app. Altrimenti ne perderebbe la reputazione dei fornitori.
"La qualità viene gestita tramite i feedback degli utenti, come si usa sulle piattaforme online", spiega Fiorenzo Comini. Le classiche stelle di valutazione.  "Inoltre - aggiunge - si richiede sempre il numero di registro di commercio a chi si iscrive al momento del loro ingresso"
c.m.
23.02.2020


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