Da Bellinzona a Chiasso è gara a chi diventa più verde
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I carnevali si sfidano
a colpi di sostenibilità
ANDREA STERN


A carnevale ogni scherzo vale, purché sia a impatto zero. Sono finiti i tempi in cui le orde carnascialesche potevano permettersi di lasciare per terra decine di tonnellate di rifiuti. Oggi, nel 2020, la sostenibilità ha preso il sopravvento. Volenti o nolenti. "Da questa edizione avremo solamente bicchieri, piatti e stoviglie biodegradabili - afferma Livio Mazzuchelli, presidente del carnevale Or Penagin di Tesserete, dal 27 al 29 febbraio -. Inoltre, all’interno del paese metteremo dei contenitori per la raccolta differenziata. Contiamo sulla collaborazione della gente per migliorare il bilancio ambientale della manifestazione".
Mazzuchelli sostiene che questi piccoli passi sono dovuti, anzi, inevitabili. "È importante fare la nostra parte - osserva -. Sono tuttavia un po’ stupito da come d’un tratto l’ecologia sia finita al centro di tutto. Una volta noi presidenti di carnevale venivamo interpellati in merito alle misure di sicurezza. Oggi invece ci viene chiesto praticamente solo cosa intendiamo fare per salvare il pianeta". Una missione cui i carnevali possono contribuire solo in minima parte. "È giusto cercare di migliorare il nostro bilancio ambientale - sottolinea ancora Mazzuchelli -, ma non vorrei introdurre troppi divieti e vincoli. Si rischia di snaturare il carnevale, che deve restare una festa".
A Chiasso la si pensa diversamente. Quest’anno il Nebioboli, che si terrà già dal 6 al 9 febbraio, sarà il primo carnevale a condurre un’azione di sensibilizzazione sull’utilizzo delle bombolette sprai. "E dall’edizione successiva saranno semplicemente bandite - spiega il presidente, Alessandro Gazzani -. Sono inquinanti, fastidiose e meno amate di quanto si pensi. Credo che si possa benissimo festeggiare un carnevale senza le stelle filanti spray".
Nebiopoli ha già fatto da apripista, l’anno scorso, con i bicchieri lavabili. "All’inizio c’era un po’ di scetticismo - riconosce Gazzani -. Ma ora non li contesta più nessuno. Sono diventati la norma". E i bicchieri lavabili sono anche più ecologici e più economici. "L’anno scorso c’era il problema che il lavaggio doveva essere effettuato nella Svizzera tedesca - spiega -. Inoltre i singoli bicchieri erano piuttosto cari, senza il sostegno del Comune di Chiasso non avremmo potuto permetterceli. Ma nel frattempo anche in Ticino hanno aperto un paio di ditte che offrono questo servizio. E il Comune è andato a trattare, ottenendo dei prezzi molto interessanti". A vantaggio anche delle altre associazioni che vorranno seguire l’esempio Nebiopoli. "Capisco che per chi organizza piccoli eventi - riprende Gazzani - sia più difficile passare ai bicchieri lavabili. Il costo resta elevato. Per questo dobbiamo muoverci tutti insieme. Solo così potremo avere più potere contrattuale. E solo così potremo dare una vera svolta ecologica al divertimento".
Per ora la svolta ecologica resta però piuttosto confusa. Ognuno va per la sua strada. Il carnevale Rabadan di Bellinzona, dal 20 al 25 febbraio, ha sì optato per i bicchieri lavabili. Ma ne ha scelto un modello con microchip, unico in Ticino. Le critiche preventive non sono mancate, in particolare da chi teme che questi bicchieri possano essere scomodi, poco igienici o addirittura intrusivi della privacy. "Tutte le novità generano una certa diffidenza - comenta Gazzani -. È successo anche da noi. Ma poi, una volta superato il banco di prova, tutte le critiche sono state dimenticate".
astern@caffe.ch
02.02.2020


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