Strategie contrapposte per semafori e "rotatorie"
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Rotonde a Bellinzona,
Berna non segue Zali
LIBERO D'AGOSTINO


Progetti esecutivi per le strade nazionali". Un documento di 109 pagine del Datec, il Dipartimento federale dell’ambiente e dei trasporti, del novembre 2015, destinato ad inasprire lo scontro tra il dipartimento del Territorio e l’Ustra, l’Ufficio federale delle strade. Centonove pagine che vanno bene al di là delle polemiche dei giorni scorsi sul fatto se l’Ustra fosse stato informato o meno del progetto del Cantone di eliminare tre rotonde sulla strada tra Cadenazzo e Quartino, il principale asse di attraversamento del Locarnese, sostituendole con cinque impianti di semafori. Guarda caso, in quel documento del Datec si dà il via libera all’Ustra per realizzare due rotonde allo svincolo autostradale di Bellinzona sud- Camorino eliminando gli attuali semafori, per rendere più scorrevole il traffico su uno degli snodi più delicati dell’arteria che collega l’A2 con Locarno. Una strategia del tutto opposta a quella scelta dal dipartimento diretto dal ministro leghista Claudio Zali.
L’Ustra quelle due rotonde è fermamente decisa a costruirle. Nel documento del Datec si ricorda che alla luce della positiva esperienza con la rotonda provvisoria di Camorino, realizzata per i lavori di Alp Transit, è stato fatto un apposito studio per valutare gli effetti della costruzione di due rotatorie, da cui è emerso che sarebbe la soluzione ottimale anche guardando all’evoluzione del traffico sino al 2030. "Il progetto - si legge nell’approvazione dei piani - prevede le seguenti opere: una nuova rotonda al nodo est per la gestione dei flussi di traffico in uscita dall’autostrada (direzione sud-nord) e di quello sulla strada cantonale; una nuova rotonda al nodo ovest per la gestione del traffico in uscita dall’autostrada (direzione nord-sud) e del traffico sulla strada cantonale. Gli impianti semaforici esistenti al nodo est vengono smantellati".
Dunque, mentre Berna vuole eliminare i semafori e costruire delle rotonde, il Cantone fa l’esatto contrario su una strada che, peraltro, dall’anno prossimo sarà sotto l’esclusiva competenza federale, ossia dell’Ustra. Ma sulla semaforizzazione del principale asse viario del Piano di Magadino incombe anche la minaccia di un referendum, sostenuto da Ppd, Ps, Verdi e Pc, contro il credito di 3,3 milioni di franchi approvato dal Gran Consiglio lo scorso dicembre. La raccolta delle firme è ormai alle battute finali, ma il comitato interpartitico che lo ha promosso è abbastanza ottimista, entro il primo febbraio si raggiungerà quota settemila.
In attesa della realizzazione del collegamento veloce tra l’autostrada e Locarno, previsto per il 2030, secondo governo e parlamento i semafori sarebbero la soluzione ideale per fluidificare la circolazione su una strada dove transitano giornalmente oltre 25mila veicoli, con lunghe colonne in estate e nelle ore di punta. Insomma, se le rotonde andavano bene anni fa, quando transitavano soltanto 15mila automezzi, oggi sono del tutto inadeguate a smaltire flussi di traffico molto più intensi. "Tentare non nuoce", dicono i sostenitori dei semafori e 3.3 milioni d’investimento "non mandano di certo in rovina le casse  del Cantone" ha sottolineato Zali. Per i promotori del referendum si tratta, invece, di una scelta che non è supportata da analisi e studi attendibili e che non tiene conto dell’alleggerimento dei transiti non appena entrerà in funzione la nuova galleria ferroviaria del Ceneri, che dimezzerà i tempi di percorrenza tra Sopra e Sottoceneri. Dunque, i semafori sarebbero solo uno spreco di denaro pubblico, dopo che il Cantone nell’ultimo quindicennio ha investito su questo asse una barca di soldi anche per realizzare quelle rotonde che oggi si vorrebbero eliminare e che sono costate oltre dieci milioni di franchi.
Certo che l’efficacia dei semafori è tutta da dimostrare su un’arteria che conta, come ricordava il deputato socialista Bruno Storni," ben 24 innesti stradali, dei quali 7-8 verrebbero semaforizzati,  50 accessi privati o commerciali e sei stazioni di servizio". Dove per di più, oltre a numerosi tir e roulotte, circolano ogni giorno anche dei mezzi agricoli, assai lenti nel fermarsi e ripartire ai semafori.

ldagostino@caffe.ch
27.01.2019


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