Parlare di sentimenti e intimità favorisce l'integrazione
Immagini articolo
Richiedenti l'asilo
a lezione d'"amore"
PATRIZIA GUENZI


Migranti e sessualità. È ancora tabù. Per la Svizzera e per gli stranieri. Spesso si aspetta che siano i richiedenti l’asilo a farsi avanti, a chiedere un consiglio, una visita ginecologica, un contraccettivo... Nel canton Vallese, invece, il responsabile del Dipartimento sanità è convinto che un progetto di integrazione debba comprendere anche la sessualità. Ha quindi organizzato dei corsi di educazione sessuale, obbligatori, per richiedenti l’asilo: dall’età del consenso alle mutilazioni genitali femminili, dall’autonomia sessuale ai metodi contraccettivi all’intimità. "Queste persone devono conoscere le strutture esistenti dove rivolgersi per chiedere aiuto - spiega Véronique Eckert, consulente sessuale che si occupa dei corsi -. Bisogna semplificare il più possibile l’accesso alle informazioni".
Informazioni che in Ticino il Centro di registrazione di Chiasso assicura ai migranti appena arrivati. "Molto generiche - spiega la responsabile del Centro, Micaela Crippa -. Per i nostri ospiti forse sarebbe prematuro un corso, ma in generale iniziative di questo tipo sono senz’altro positive". Anche per Brenno Balestra. Il primario di medicina interna all’ospedale di Mendrisio, "nosocomio di frontiera" per i migranti, ammette infatti che questo è un aspetto ancora trascurato. "Tuttavia - osserva -, non vorrei che queste iniziative siano dettate più da un bisogno nostro (di sicurezza, di ‘civilizzazione’), non dei migranti". E tornano alla mente i fatti di Colonia del Capodanno 2016: decine di donne avevano denunciato alla polizia tedesca di essere state stuprate da un gruppo di uomini di origine nordafricana. Per il sindaco di Colonia non c’erano prove che tra gli aggressori ci fossero profughi.
Comunque sia, è evidente l’esigenza di parlare di sesso, ma anche di sentimenti, di parità tra uomo e donna coi richiedenti l’asilo. "C’è ancora la tendenza a considerare il sesso un affare privato - osserva la direttrice dell’Associazione Salute Sessuale Svizzera, Barbara Berger -, ma ricordiamo che per uno straniero l’accesso alle informazioni è molto più complicato". Berger da sempre insiste sull’importanza di sostenere soprattutto i gruppi più vulnerabili e in settimana ha sollecitato la Confederazione affinché garantisca l’accesso alle cure e limiti le disuguaglianze e le discriminazioni nel campo della salute. "In particolare nei confronti delle donne in gravidanza - sottolinea -, per le quali le attenzioni sono spesso insufficienti, come lo dimostrano studi recenti. Faccio un esempio: i corsi preparto, dovrebbero essere tradotti simultaneamente".
Monica Marcionetti, di Antenna May Day, a Lugano, che collabora con consultori e altri servizi di aiuto ai migranti, ha qualche perplessità sull’obbligatorierà di questi corsi: "Imporli mi sembra poco opportuno - osserva -. Penso sia meglio creare prima un clima di fiducia, come cerchiamo di fare noi durante gli incontri, per aiutare queste persone a confidare eventuali timori, difficoltà o problemi legati anche alla loro sfera sessuale".
Prima del canton Vallese, la Germania ha organizzato "lezioni di sesso", proprio sull’onda dello scandalo del Capodanno 2016, con una pagina web, "Zanzu". Un elenco, in dodici lingue, per i nuovi arrivati su quali comportamenti tenere se vogliono avere rapporti sessuali con le donne tedesche. Un’iniziativa che Heinz-Jürgen Voss, esperto in sessuologia dell’Università di Merseburg, ha subito definito "razzista", perché parte dal presupposto che gli stranieri hanno un’educazione sessuale inferiore a quella dei tedeschi. Melete Solomon, psicologa, coordinatrice di Amic, Associazione di mediatrici interculturali a Ginevra, replica: "Ciò che per noi occidentali è la normalità, salutarsi con un bacio o un abbraccio, stringersi la mano, per chi proviene da Paesi come la Siria, Afghanistan o Eritrea non lo è. Spiegare i nostri usi e costumi è fondamentale". Ma anche, aggiunge Véronique Eckert, "affrontare il tema dell’uguaglianza tra uomo e donna, della contraccezione, dei sentimenti, del pudore, spiegare cosa vuol dire un no".
E Berger invita tutti a prestare più attenzione e sensibilità nei confronti delle ragazze mutilate, costrette a sposarsi giovanissime con la forza, o violentate durante il viaggio verso l‘Europa. Un percorso molto pesante per alcune di loro. "C’è ancora molto da fare, non tutte le regioni della Svizzera garantiscono gli stessi trattamenti", dice.
Dal 2014 i cantoni dispongono di un programma di integrazione che aiuta ogni migrante a orientarsi, identificarsi nella nuova realtà, affrontare le questioni legate ai temi culturali, della politica, del lavoro e della salute. "Per molti stranieri è ancora un tabù la sessualità - osserva Solomon -. Le donne si vergognano a farsi vedere incinte, hanno difficoltà a chiedere aiuto. L’accesso ad ogni e qualsiasi informazione di orgine sessuale è un loro diritto".
Un diritto, certo, ma forse non così urgente. Prima ci sono altri bisogni, secondo Brenno Balestra. "Non sono sicuro che l’educazione sessuale sia una delle necessità più immediate per queste persone in cerca di asilo, di sicurezza, di occupazione, di familiari dispersi, di cure mediche immediate, ecc. - osserva il medico -. Diverso è, probabilmente, in un programma d’integrazione una volta ottenuto l’asilo e risolti i problemi più immediati. Sarebbe però interessante sapere cosa ne pensano i migranti stessi".

p.g.
08.07.2018


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

L'ascensore sociale
si è ormai inceppato
L'INCHIESTA

"Il via vai di procuratori
rallenta le inchieste"
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

I talenti non hanno
orientamenti sessuali
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
La crescita dipende
dai rapporti con Trump
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Le famiglie in fuga
dalle paure di Kabul
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Tecniche viet-cong
nei tunnel del Califfato
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
L'Ue messa a dura prova
dall'avanzata sovranista
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Cibo e ambiente
allungano la vita
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell’economia ticinese, marzo 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2019
15.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, gennaio 2019
13.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2019
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, quarto trimestre e anno 2018
11.03.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2019
07.03.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da giovedì 7 marzo 2019 alle ore 10.00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
27.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'Ordine del Giorno della seduta dell'11 marzo 2019.
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2019
27.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, gennaio 2019

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Brexit:
Farage lancia
la marcia
pro-Leave

Tirana:
violente proteste
davanti
al Parlamento