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Sociologi, politici, esperti e genitori sul congedo paternità
Immagini articolo
L'accudimento è un diritto
e pure un dovere dei papà
PATRIZIA GUENZI


Bene ma non benissimo. È questo il parere di Chiara Saraceno, sociologa e accademica italiana, su un congedo pagato di due settimane per i neopapà, per cui in Svizzera si andrà a votare il prossimo 27 settembre. E spiega: "Mi sembra una buona cosa, certo, ma non risolve in sè la questione. Il punto in realtà è un altro. I padri devono finalmente accollarsi il diritto/dovere delle prime fatiche parentali".
Fatiche che, per ora, sono (quasi) tutte sulle spalle delle madri, a cui la legge concede 14 settimane di congedo remunerato. I padri hanno diritto a uno-due giorni pagati. Fortunatamente alcuni settori professionali, pubblici e privati, e imprese prevedono un congedo, di durata e importo variabili. "È comunque un primo passo nella giusta direzione - nota Giuliano Bonoli, docente di politiche sociali presso l’Istituto superiore di studi in amministrazione pubblica (Idheap) dell’Università di Losanna, membro della Coff, Commissione  federale di coordinamento per le questioni familiari -. La politica sociale della Svizzera è sempre stata di piccoli passi, va però detto che abbiamo uno stato sociale tra i più sviluppati".
Un primo passo all’insegna di un compromesso tipicamente svizzero e di una socialità finanziariamente sostenibile. Per risalire dal fondo della classifica. Quasi tutti i Paesi europei hanno infatti una qualche forma di congedo parentale o di paternità, con durata e livelli di compensazione variabili. "Va incentivato soprattutto un congedo non in copresenza con la madre - riprende Saraceno -. Intendo dire che bisogna riconoscere il diritto-dovere dei padri di essere presenti quando nasce un figlio. Molti Paesi, soprattutto quelli nordici, hanno introdotto il congedo parentale, meglio sarebbe dire genitoriale, addirittura con una quota riservata al padre, se non ne approfitta va persa". Papà ma anche un po’ mamma... Un modello ancora molto lontano in Svizzera. "Una raccomandazione della Coff - dice Bonoli - prevedeva 38 settimane, di cui 8 ad uso esclusivo del padre". Da tempo molti partiti auspicano un modello di congedo parentale da suddividere tra la coppia.
Daniel Graf, fondatore della piattaforma wecollect.ch, si è impegnato a raccogliere le firme per una nuova iniziativa per un congedo parentale di 30 settimane, 15 al papà, 15 alla mamma. "Tutti i padri devono essere presenti quando nasce un bambino. Tutti, non solo quelli che possono permettersi un congedo non pagato" ha spiegato Graf. E quanto sia fondamentale restare accanto al neonato lo confermano i tre papà intervistati dal Caffè (vedi pagina accanto), che rivendicano i loro doveri genitoriali. "Una delle condizioni per conciliare vita professionale e vita familiare presuppone avere sufficiente tempo libero a disposizione", spiega Saraceno.
Tempo libero che una parte del tessuto economico si troverebbe in difficoltà a garantire. Inoltre, non tutti sono disposti a sostenere costi supplementari per pagare le scelte altrui. "Comunque sia, ogni nuova generazione di padri aspira ad un coinvolgimento maggiore nell’accudimento dei figli e nel lavoro domestico - conclude Bonoli -. Approfitiamo di questa occasione, si potrà solo andare avanti. Non avrebbe senso rifiutare dicendo che è poco".
pguenzi@caffe.ch
20.06.2020


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