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Gli hotel stellati sono ottimisti, gli altri molto meno
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Ma che estate sarà...
in vacanza tra il virus
ANDREA BERTAGNI


Non abbiamo prenotazioni, arrivano solo disdette e la situazione non migliora con il passare dei giorni. È un vero disastro". Learco Bernasconi dell’hotel 3 stelle Colorado di Lugano non ha molta voglia di parlare. Anche perché c’è poco da dire. Nonostante gli inviti a passare l’estate in Ticino e gli incentivi di Bellinzona a spendere sul territorio. Un’azione lanciata martedì scorso che spera di creare un indotto di 20 milioni di franchi, regalando ai ticinesi un buono da 25 franchi a testa per i ristoranti e uno sconto del 20% per gli alberghi. Si spera, dunque. Anche perché nel frattempo le frontiere con l’Italia riapriranno il 3 giugno. E tutto potrebbe ancora cambiare...
Tanto più che la promozione durerà dal 22 giugno al 30 settembre. Intanto i turisti non soltanto non si vedono. Sono un vero e proprio miraggio. "La ragione è che chi ha meno potere d’acquisto è più attendista di chi ha più soldi - afferma Nick Meili, dell’albergo Colibrì a Lugano, 3 stelle -. Comunque rimango positivo, sono convinto che a luglio e ad agosto recupereremo. Molto dipenderà anche quando potranno riaprire le piscine. Perché chiaramente se ripartono le offerte di intrattenimento, ricominciamo anche noi". Se oggi non c’è insomma da rallegrarsi, si spera per il futuro. Anche al Seven boutique hotel di Ascona. "Speriamo di lavorare bene - dice Christina Marzano-Breuer -, anche se i clienti si stanno tirando un po’ indietro e non sarà mai come l’anno scorso. La situazione però cambia quasi di giorno in giorno. Vediamo cosa succede. Incrociamo le dita".
Il continuo evolversi degli eventi non solleverà invece i bad&breakfast. Che temono. E hanno paura. Alcuni, come il Namasté di Breganzona, hanno già deciso di abbandonare l’attività. "Abbiamo dato la disdetta dell’affitto - spiega Marina Genzini -, ci dispiace moltissimo, avevamo appena iniziato, ma fino ad oggi è stato un disastro totale. Per fortuna non viviamo solo di turismo". A influire sulla decisione di gettare la spugna è stata proprio la mancanza di clienti dall’Italia, dalla Germania e dalla Svizzera tedesca. "Clienti che in questi giorni stanno cancellando uno alla volta le prenotazioni di luglio e agosto", sottolinea Genzini.
Anche Sara Travaglini del Salotto Brè è sconsolata. "Ho paura. Al momento non abbiamo prenotazioni. I clienti vogliono fare loro il prezzo, ma io non ci sto. Confido che col tempo qualcosa cambierà. Ma sicuramente non sarà prima di metà giugno". Anche da Sara Travaglini i turisti prima arrivavano dappertuttto. Mentre oggi non se ne vede neppure l’ombra. È crisi anche a Cadro, alla Locanda Ombrone. "Tutto cancellato fino a settembre - rimarca Antonio Tanzariello -, quest’anno è veramente un disastro. E chi dice ci sarà un ritorno degli svizzero-tedeschi si sbaglia. Appena potranno, andranno all’estero, e chi si è visto si è visto". Antonio Tanzariello però non si perde d’animo. Anche se tutto sta andando in rovina. "Se vogliamo sopravvivere dobbiamo inventarci qualcosa", osserva. Chissà, magari potrebbe essere la promozione turistica appena lanciata da Bellinzona a risollevare almeno un po’ la situazione alle strutture più piccole. Tanzariello lo spera. Anche se per lui le modalità di riapertura decise dal Consiglio federale sono state troppo frettolose. "Io non ho neanche aperto, mi sembra davvero troppo prematuro".
Le uniche che vedono il bicchiere mezzo pieno al momento sono le strutture di quattro e cinque stelle. Sebbene la fotografia degli alberghi che stanno riaprendo dopo la pandemia ha sfaccettature diversificate. Per alcuni, la ripresa è addirittura più rosea dell’anno scorso. È il caso, ad esempio, dell’hotel 5 stelle Castello del sole beach resort di Ascona. Che a luglio e ad agosto ha più prenotazioni del 2019. "Gli ospiti sono soprattutto svizzeri - spiega Simon Jenny -, un gruppo di amici di Zurigo composto da cinque coppie, ad esempio, che di solito andava a giocare a golf in Italia, ha scelto di soggiornare da noi per una settimana perché, dice, si sente più tranquillo, più al riparo da eventuali nuovi contagi". Vero è che l’albergo nel periodo di chiusura non ha potuto contare sul ristorante, sulle feste e sui matrimoni. "Una perdita che a fine anno inciderà per il 25-30% sul fatturato", annota Jenny. Anche all’hotel Eden Roc di Ascona, struttura a 5 stelle, i vacanzieri hanno già preso d’assalto le camere. "Il 90% di loro - dice Laura De Pedrini - sono svizzeri che non se la sentono di andare all’estero per ragioni di sicurezza". Il bilancio fino a ora è dunque "positivo - riprende De Pedrini - visto che abbiamo anche una lunga lista d’attesa". Più cauto è invece il direttore dello Splendide Royal di Lugano, anch’esso pentastellato. "In questa fase è difficile fare delle previsioni - precisa Giuseppe Rossi - ma pensiamo di poter raggiungere un’occupazione del 25-30 per cento". Il motivo? "Lo Splendide ha tradizionalmente una clientela internazionale, che quest’anno potrà ricominciare a viaggiare dal 3 giugno, vediamo cosa succederà".
Scendendo di categoria, la parziale soddisfazione si trasforma in prudente ottimismo. "L’estate sembra buona - osserva Julia Tobler dell’omonimo albergo di Ascona -, non sarà comunque come gli anni scorsi, anche perché non possiamo accettare tutte le prenotazioni per rispettare le misure di sicurezza". La speranza di fare bene però c’è. Filippo Ris dell’hotel Castello-Seeschloss di Ascona, è prudente. "La situazione non è certo facile, speriamo di riprendere in estate e magari anche in autunno, perché per luglio e agosto siamo messi bene, ma non vorrei che chi ha prenotato lo ha fatto aspettando di vedere quello che succede all’estero". A Bellinzona c’è un altro tipo di turismo. Più legato alle aziende. "Che per il momento - racconta Bettina Doninelli dell’hotel La Tureta - non si sono ancora mosse. La situazione sta comunque migliorando, perché le persone, dopo aver cancellato, stanno prenotando di nuovo per agosto e settembre". Doninelli è convinta che ricostruire l’immagine del turismo in Ticino non sarà facile. "Di solito sono sempre ottimista, ma in questo periodo lo sono un po’ meno, perché con la riapertura delle frontiere con l’Italia cambierà tutto velocemente. E non a nostro vantaggio."
abertagni@caffe.ch
17.05.2020


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