Studio sugli aspetti fiscali e contributivi per gli over 65
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Vantaggi e trappole
per chi rimanda l'Avs
MAURO SPIGNESI


Conviene davvero, al di là delle proprie scelte personali. Conviene davvero continuare a lavorare, sentirsi attivi, rifiutare poltrona e pantofole dopo i 65 anni? Sì, a patto che… A patto che si facciano una serie di conti e si prendano precisi accorgimenti facendo attenzione alle prestazioni di Avs, cassa pensioni e terzo pilastro. Lo dice il risultato di uno studio realizzato dall’economista Karl Flubacher di VZ VermögensZentrum, azienda finanziaria di consulenza patrimoniale indipendente. Che parte da un dato interessante: secondo l’Ufficio federale delle assicurazioni sociali, circa una persona su tre lavora oltre l’età Avs. Tanti avviano una propria attività indipendente, altri invece restano nell’azienda di cui sono dipendenti lavorando oltre i 64 o 65 anni ma con un orario ridotto. Ma "restare attivi anche dopo l’età pensionabile può presentare tuttavia anche delle insidie", spiega Flubacher. "Chi ad esempio percepisce, oltre al salario, anche una rendita, rischia di essere assegnato a una categoria di imposizione più elevata. Inoltre, sull’avere previdenziale erogato dal secondo o terzo pilastro, viene riscossa un’imposta sul versamento di capitale".
In Ticino, secondo dati del 2017, sono circa 8mila le persone che hanno scelto di continuare a lavorare oltre l’età pensionabile. Ma soltanto un centinaio complessivamente sono coloro che hanno chiesto di rinviare la rendita continuando a lavorare (le donne possono richiedere questa misura sino a 69 anni, gli uomini sino a 70).
Eppure questa tendenza a livello nazionale è sempre più marcata. Complice da una parte l’evoluzione demografica e l’aspettativa di vita e dall’altra la mancanza di specialisti soprattutto nella fascia senior. Ed ecco perché diverse aziende hanno deciso di mettere a punto programmi d’attività confezionati proprio per i professionisti over 65. Programmi che puntano a stimolare e motivare questi dipendenti sulla soglia dell’Avs. VZ VermögensZentrum per il suo studio ha effettuato un sondaggio tra i 20 datori di lavoro più quotati a livello nazionale nei diversi settori economici, dalla Migros alla Coop, da Adecco a Norvatis, sino ad aziende come la Posta o le Ferrovie federali. "In generale le persone che hanno oltre 65 anni - spiega l’economista Siegfried Alberton, docente al Dipartimento scienze aziendali e sociali della Supsi - sono molto utili per i passaggi di competenze e per la formazione. Non mancano le aziende che assumono chi ha più di 65 anni per condurre strategie commerciali e per sviluppare progetti  di acquisizione e fusione societarie. Hanno infatti una vasta esperienza, sono posati, lavorano in modo ponderato e hanno un’ampia rete di contatti e conoscenze. Gli over 65 sono una carta da giocare. Una carta strategica".
Utili, dunque. Ma che devono fare i conti con un certo numero di ostacoli.  Intanto non tutte le casse pensioni  autorizzano gli over 65 a continuare a versare riscatti volontari. E di questo bisogna tenere conto. Per contro la rendita Avs subisce un aumento. Per esempio una donna che sceglie di continuare a lavorare per 5 anni e arriva a 69 anni percepirà il 31,5 per cento in più rispetto a ciò che avrebbe ottenuto a 64 anni. Chi è attivo oltre i 65 anni, però, deve continuare a  versare i contributi Avs, Ai e Ipg con una quota del 5.1 per cento del reddito. Inoltre sono possibili vantaggi fiscali per il terzo pilastro. Anche a Berna si sono accorti che molti over 65 continuano a lavorare e sono state messe a punto diverse proposte.

mspignesi@caffe.ch
23.06.2019


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