Fuori dal coro
Immagini articolo
Il '68 ha rappresentato
uno storico giro di boa
GIÒ REZZONICO


Recentemente parlando con dei giovani mi sono reso conto che non avevano idea di che cosa sia stato e abbia rappresentato il Sessantotto, di cui quest’anno ricorre il cinquantesimo. Si è scritto molto degli avvenimenti del maggio parigino e di quanto è accaduto in Ticino (occupazione dell’aula 20 alla Scuola Magistrale di Locarno). Al di là però dei vissuti personali e dei fatti storici, come si può spiegare a un giovane di che cosa si è trattato? Penso si possa affermare che i movimenti del Sessantotto abbiano segnato un giro di boa, un confine tra due epoche. Ma cosa c’era prima e che cosa è iniziato ed è proseguito dopo il ’68? Le proteste hanno fatto esplodere una situazione sedimentata da anni.
Quando io ero ragazzino la società si basava sull’autoritarismo e non sull’autorevolezza. E questo era accettato da tutti. Lo Stato con tutto quanto ne consegue, la Chiesa, l’Esercito, la Medicina (non a caso scrivo con la prima lettera maiuscola) erano entità che non venivano messe in discussione. Quello che diceva il Consigliere di Stato ticinese, il prete della parrocchia, il medico o il superiore militare non poteva suscitare dubbi. Era una società gerarchica. Dalle ricostruzioni degli storici risulta che gli avvenimenti della Scuola Magistrale a Locarno non siano accaduti tanto per questioni ideologiche, come si è indotti a pensare, quanto piuttosto come reazione al regime militaresco con cui erano gestiti i due convitti, quello maschile e quello femminile: sì, perché per esempio le ragazze andavano separate dai ragazzi, era un segno dei tempi. Tempi di grande ipocrisia, certamente più di oggi.
Quante persone, soprattutto uomini, erano apparentemente chiesa e famiglia e poi si scopriva che avevano una doppia vita sentimentale. Il Sessantotto ha buttato all’aria questo ordine. Abbiamo cominciato a chiederci se il modo nozionistico in cui venivano insegnate le materie era quello giusto. Caduti dal piedistallo i medici hanno dovuto relativizzare le loro verità e ammettere i loro errori. Anche la Chiesa ha dovuto affrontare grandi cambiamenti, in parte già anticipati da Papa Giovanni XXIII. L’esercito stesso si è dovuto ammorbidire verso gli obiettori di coscienza. I rapporti tra i sessi sono mutati. Si ricordi che il suffragio femminile a livello federale risale al 1971! Si è cominciato ad ammettere, almeno nei fatti, le unioni gay. Naturalmente non tutto poteva cambiare in pochi mesi o anni. Per questo ho parlato di un giro di boa, perché il Sessantotto ha dato il via a una serie di mutamenti che sono in corso ancora oggi e che forse solo decenni dopo, come avviene per l’omosessualità, cominciano davvero ad essere accettati. È un buon esempio la recente organizzazione del Gay Pride a Lugano.
10.06.2018


LO STUDIO

La qualità
dei media svizzeri
IL DOSSIER


La contestata
legge di polizia
IL DOSSIER


Rimborsopoli
IL DOSSIER


Le polemiche
sul Cardiocentro
IL DOSSIER


La passerella
sul Verbano
IL DOSSIER


Microplastiche
piaga dei laghi
GRANDANGOLO

La privacy è morta
evviva la privacy
L'INCHIESTA

Gli affiti il business
delle Ferrovie federali
L'IMMAGINE

Una settimana
un'immagine
LE PAROLE

di Franco Zantonelli

E il dentista incassa
i soldi dei contribuenti
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il gioco a scacchi
tra Trump e Kim
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
La Libia aspetta
lo scontro finale
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Dalla Russia a Roma
le avventure degli 007
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Il dopo Chavez
che avvelena Caracas
Mariarosa Mancuso
Mariarosa Mancuso
Dramma e commedia
al Festival di Locarno
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
La rivoluzione parte
dal carrello della spesa
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Siccità, piogge e uragani
nel sordo allarme clima
ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia
Ultim'ora
22.02.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, gennaio 2019
19.02.2019
La Sezione forestale comunica che il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto (RLCFo/RaLLI) è in vigore a partire da martedì 19 febbraio 2019 alle ore 09.00 a causa del pericolo d'incendio di boschi. La misura è attiva su tutto il territorio cantonale.
06.02.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 18 febbraio prossimo
01.02.2019
Il divieto assoluto di accendere fuochi all'aperto è revocato a partire da venerdì 1° febbraio 2019 alle ore 9:00. Si ricorda che restano in vigore le prescrizioni generali definite dal Regolamento di applicazione dell'Ordinanza contro l'inquinamento atmosferico (ROIAT)
30.01.2019
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, quarto trimestre e anno 2018
29.01.2019
Concorso per funzioni di direzione e vicedirezione delle scuole medie superiori per il periodo 2019-2023
28.01.2019
I giovani e le aziende interessate a partecipare al programma di scambio Swiss Mobility sono invitati a porre candidatura entro il 15.3.2019
18.01.2019
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Svizzera e Ticino, dicembre 2018
15.01.2019
Concorso per funzioni di direzione e vicedirezione delle scuole professionali secondarie e superiori per il periodo 2019-2023
09.01.2019
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 21 gennaio prossimo

Sfoglia qui il Caffè

E-PAPER aggiornato
dalla domenica pomeriggio

La pubblicità
Per chi vuole
comunicare
con il Caffè
App
"Il Caffè+"
per iPad e iPhone
Scarica »
App
"Il Caffè+"
per Android
Scarica »
Rezzonico
Editore
Tessiner Zeitung
Vai al sito »



I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Ultimo
assalto
all'Isis
in Siria

Francia:
gilet gialli,
atto
numero 14