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Le alte quotazioni del metallo sono un segnale di rilancio
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Nel trading ticinese
la ripresa spinta dal rame
ANDREA STERN


Lo chiamano "Doctor Copper". Perché il rame, "copper" in inglese, è una delle materie prime che più di tutte permette di prevedere l’andamento della salute economica. "È considerato un anticipatore dei cicli economici - spiega Walter Lisetto, responsabile dell’Asset Management e membro di direzione di Axion Swiss Bank -. L’aumento del prezzo del rame avvenuto negli ultimi mesi è quindi da leggere in maniera positiva".
Se il rame prende valore - e lo ha fatto nelle ultime settimane salvo poi assestarsi e calare - significa che le aziende stanno facendo scorta in vista di un aumento della produzione. "In questo si differenzia dal petrolio - dice Lisetto -, che segue le dinamiche sociopolitiche invece di anticipare i cambiamenti".
Curiosamente il rame - come altre materie prime acquistate e vendute da molte società di trading online con base in Ticino (vedi articolo sotto) - ha iniziato a prendere il volo in piena pandemia. In marzo il suo prezzo era sceso fino a toccare i 2,10 dollari la libbra. Ma da allora è progressivamente salito, poi si è assestato in una forbice da 2.7 a 2.9. "Sicuramente questa tendenza - prosegue Lisetto - è spinta dalla crescita dell’industria della mobilità elettrica, che fa un largo uso di questo metallo". Ma non solo. "L’aumento del prezzo può benissimo essere l’indicatore di una imminente ripresa economica".
Una ripartenza che potrebbe essere guidata dalla Cina, tra l’altro il più grande consumatore di rame al mondo. "È il primo Paese a essere stato colpito dal coronavirus ma sta dando segnali molto espliciti di una ripresa veloce - nota Lisetto -. Una cosiddetta ripresa a V, dove dopo una rapida discesa si registra un forte rimbalzo". Il resto del mondo invece è ancora qualche passo indietro. "Vedremo se anche in Europa seguiremo la stessa tendenza o se sarà piuttosto una ripresa a U, quindi più lenta. L’importante è che non sia una L…".
Però un dubbio rimane. Perché l’aumento del rame delle settimane scorse, a differenza di quelli precedenti, è andato di pari passo con l’oro. Ossia del bene rifugio per eccellenza, che in questi mesi di incertezza ha raggiunto i suoi massimi storici. "Probabilmente dietro a questa crescita del rame c’è un aspetto speculativo", osserva spiega Sergio Rossi, professore di macroeconomia all’Università di Friborgo.
Il rame, secondo Rossi, sarebbe a sua volta diventato un bene rifugio. Sebbene valga solo pochi franchi al chilo. "Il problema - aggiunge il professore - è che oggi sui mercati finanziari ci sono pochi oggetti in grado di aumentare o almeno mantenere il loro valore. Quindi i grandi investitori istituzionali non guardano più solo ai metalli preziosi, come l’oro o l’argento, ma anche ai metalli industriali. Li acquistano e li stoccano in attesa di poterli rivendere quando ci sarà una ripresa".
Che questi movimenti abbiano indotto Doctor Copper a sbagliare la diagnosi? Amalia Mirante,  economista e docente alla Supsi e all’Usi, ritiene che la verità stia nel mezzo. "Non si può escludere la speculazione ma io credo che almeno parte di questo ottimismo sia giustificato". Perché l’andamento del rame non è l’unico segnale positivo. "Gli ultimi indicatori sulla produzione industriale di Cina e Stati Uniti - aggiunge - dimostrano che la ripresa si sta rivelando più veloce rispetto alle previsioni. Certo, le incognite restano molte". astern@caffe.ch
22.08.2020


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