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La crisi spinge le persone a diventare indipendenti
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"E ora mi metto in proprio,
apro un'attività tutta mia"
PATRIZIA GUENZI


Il bisogno, si sa, aguzza l’ingegno. Nei momenti di crisi e di difficoltà si fa di tutto per mettere in campo nuove strategie, tattiche e soluzioni. E se l’esigenza è quella di assicurarsi un’entrata a fine mese, ecco che ingegnarsi diventa un imperativo. Tanto da arrivare a dire: "E ora mi metto in proprio". Magari tirando fuori dal cassetto quel progetto a lungo conservato perché il momento di provarci è adesso. In questo periodo, complice anche lo spettro della disoccupazione per alcuni dipendenti a causa delle difficoltà post Covid di molte aziende, c’è chi ha deciso di buttarsi, di aprire un’attività tutta sua. Lo conferma il servizio cantonale Fondounimpresa, uno dei tanti "canali" da cui passa chi prende questa decisione (un’ottantina le persone che ogni anno concretizzano il loro progetto): "Dalla collaborazione interpadimentale tra Finanze e Educazione ipotizziamo un aumento di richieste. Solitamente la preferenza va per il ramo  alberghiero, consulenza/servizi e artigianato".
Perché no?, dunque. Un’occasione da cogliere al volo. Concretizzare un sogno a lungo cullato che potrebbe diventare realtà. Un aumento di richieste le ha registrate anche fondazione Agire, che si occupa di progetti soprattutto incentrati sulle nuove tecnologie. "Abbiamo avuto più domande. La maggior parte nell’ambito dell’innovazione, aziende ad alto contenuto tecnologico, start-up tecnologiche e spin-off". Idee e progetti che Agire accompagna e sostiene. "Devono avere intrinsecamente delle innovazioni. Una delle ultime era un’azienda che ha inventato un nuovo composto ecosostenibile per fare delle confezioni o creare packaging".
La forma giuridica aziendale più frequente è la ditta individuale. Un ottavo delle persone professionalmente attive in Ticino è indipendente. Ovviamente, prima di creare un’azienda bisogna riflettere sul progetto e sui cambiamenti che implica. Gli esperti consigliano un’autovalutazione realistica, una seria analisi di mercato e la consapevolezza che si tratta di un importante investimento personale. Essere pronti, in buona sostanza, a lavorare molto durante i primi anni e, anche, a guadagnare meno di prima o molto poco. Stando alle statistiche, un’azienda su quattro non sopravvive al secondo anno.
Intanto, l’assicurazione disoccupazione propone misure di sostegno speciali per chi è senza lavoro. Inoltre, sono diversi i siti a cui rivolgersi per avere informazioni: dal portale Pmi della Confederazione a Venturelab, un’iniziativa della Commissione per la tecnologia e l’innovazione, in collaborazione con alcune scuole universitarie. Organizza dei moduli di formazione su misura per incoraggiare le giovani aziende e sensibilizzare gli studenti al tema dell’imprenditoria. E ancora, donnepmisvizzera.
Per i più giovani, poi, esiste il progetto fondounimpresa.ch, rivolto a chi ha appena terminato una formazione. Informa sulla metodologia del far impresa, forma all’autoimprenditorialità e fornisce utili strumenti per "sopravvivere" al mercato e superare gli inevitabili ostacoli. Quello che viene definito coaching, una sorta di sportello informativo per la consulenza breve o per l’accompagnamento (gratuiti) di progetti, che sostiene da un punto di vista culturale, umano e tecnico chi è interessato all’avvio di nuove imprese nei campi dell’artigianato, della piccola industria e del terziario.
p.g.
15.08.2020


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