Per le spese extrascolastiche se ne va un salario medio
I soggiorni linquistici?
Da 5mila franchi e oltre
MAURO SPIGNESI


Se si vuole mandare il proprio figlio a studiare l’inglese ad esempio a Boston, dove può anche apprendere tutta una serie di concetti legati al mondo e dell’economia, bisogna prevedere da 1’400 a 1’800 franchi, partendo da venti e arrivando a oltre trenta lezioni alla settimana di meno di un’ora ciascuna. Lezioni, alloggio e pasti naturalmente sono compresi nel prezzo. Resta fuori dalla lista dei costi invece il viaggio, così come le spese extra. Un viaggio in Usa di tre settimane può dunque arrivare a costare da quattromila sino a seimila franchi. In pratica un salario medio. Un investimento, che molte famiglie fanno ogni estate quando finisce la scuola e vogliono offrire ai propri ragazzi gli strumenti per poi districarsi in un mondo sempre più globalizzato dove parlare le lingue diventa una garanzia, un lasciapassare per il futuro. Un lasciapassare che può fare tappa, ad esempio, a Shanghai. Qui i costi sono quasi praticamente uguali a quelli previsti per un soggiorno di lingue negli Stati Uniti.
Soggiorni che possono costare anche parecchio. Soprattutto se si sceglie di seguire le lezioni in importanti università che organizzano corsi estivi per gli studenti stranieri e alla fine, se si supera un esame, consegnano un attestato che può essere inserito nel proprio curriculum. Questo succede soprattutto per l’inglese, per il tedesco e il francese. Si tratta quasi sempre tuttavia di corsi piuttosto impegnativi e severi. E non sempre i ragazzi che li affrontano alla fine di un anno scolastico, quando hanno praticamente terminato le energie e vorrebbero staccare per qualche settimana, riescono a superarli. Tanto che gli esperti consigliano sempre di seguire i corsi attraverso un percorso graduale, tappa dopo tappa.
Per imparare le lingue tuttavia oltre che affidarsi a società specializzate legate a scuole estere o università, si può scegliere la strada degli stage. Ci sono aziende, in particolare multinazionali, che consentono la presenza nelle proprie strutture agli studenti che durante l’estate vogliono testare le proprie conoscenze linguistiche e sono disposti a lavorare per qualche settimana. In questi casi è comunque sempre meglio affidarsi a una delle tante società specializzate che organizza soggiorni linguistici o scambi culturali e che ha una collaudata rete di società dove far svolgere lo stage.
Chi vuole fare un corso di lingue, sempre consigliato dagli insegnanti perché consente ai ragazzi di conoscere nuovi amici, nuove realtà culturali e visitare città straniere, può tuttavia risparmiare. Sono diverse le organizzazioni internazionali che si occupano dei soggiorni che offrono periodicamente degli sconti, soprattutto ai ragazzi che hanno già acquistato un "pacchetto" di corsi. Poi si può risparmiare andando a vivere durante il periodo in una famiglia invece che al college o negli hotel convenzionati.
Un tempo, neppure lontano, si andava a conoscere o perfezionare la lingua straniera lavorando. C’era chi faceva il cameriere magari per un’estate a Londra e chi il lavoratore stagionale magari in un hotel di parigi o Berlino. Oggi con le nuove norme sul lavoro sempre più restrittive è diventato difficile. Se non impossibile.
m. sp.
25.08.2019


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