L'economista Marius Osterfeld difende il lavoro in affitto
"Ai sindacalisti dico...
le 'interinali' servono"
ANDREA STERN


A Chiasso il divieto di impiegare lavoratori interinali per gli appalti pubblici è stato approvato dal Consiglio comunale con 38 voti favorevoli, un astenuto e nessun contrario. "Sono rimasto sorpreso da questo risultato", ammette Marius Osterfeld, economista di Swissstaffing, l’associazione di categoria delle agenzie interinali.
Perché il voto di Chiasso l’ha sorpresa?
"Da una parte per l’unanimità. Dall’altra per il tentativo di risolvere la questione dell’immigrazione a livello comunale. Apparentemente, i Comuni non si sentono sostenuti dalle autorità federali e cantonali e quindi cercano di muoversi da soli. È la dimostrazione che ci sono ancora dei problemi irrisolti".
Perché è stato preso di mira il lavoro temporaneo?
"Evidentemente il divieto è stato visto come una delle poche leve che potevano essere azionate. Ma dubito che sia legale e soprattutto dubito che possa migliorare la situazione del mercato del lavoro".
In teoria non dovrebbe nemmeno avere effetti negativi.
"Invece sì, perché colpendo le agenzie interinali si colpiscono anche i disoccupati. Si toglie loro un importante strumento di reintegro nel mondo del lavoro".
Non esistono già gli uffici regionali di collocamento (Urc)?
"Certo, ma la flessibilità delle agenzie interinali è un valore aggiunto. Esse sono ben connesse nell’economia ticinese e possono agire molto rapidamente. Chi cerca lavoro ha interesse a giocare tutte le carte possibili".
Swisstaffing ipotizza una collaborazione tra agenzie private e Urc. Di che tipo?
"Sarebbe utile una maggiore condivisione di informazioni. Si potrebbe pensare ad esempio a uno scambio elettronico di dati, in forma anonima. Il profilo di ogni disoccupato ticinese sarebbe immediatamente visibile nei sistemi di tutte le agenzie private, che potrebbero così proporre i posti vacanti più appropriati. Ma per arrivare a questo tipo di collaborazione occorre innanzitutto uscire dall’attuale spirale negativa. Anche la politica deve rendersi conto che il lavoro temporaneo è un’opportunità, non un pericolo".
In realtà sembra che la politica ticinese voglia combattere il lavoro temporaneo. Diversi altri comuni e lo stesso Cantone stanno seguendo l’esempio di Chiasso.
"Queste reazioni a catena sono frequenti in politica. Anche i sindacati e certe correnti politiche, il cui obiettivo è la limitazione del lavoro interinale, ne sono coscienti. Sfruttano il momento per far valere i loro interessi nonostante il buon funzionamento del partenariato sociale nel settore del prestito di personale".
Perché invece, stando al sondaggio dell’istituto gfs, la popolazione è contraria al divieto?
"I lavoratori ticinesi ritengono che le pressioni nel mercato del lavoro non siano dovute alle agenzie e ai lavoratori interinali. D’altronde il lavoro temporaneo rappresenta solo il 2,3% del mercato, una parte troppo piccola per avere tutta questa influenza".
11.08.2019


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