I treni faticano a trasportare tutti sull'asse del Gottardo
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Alptransit è già piccola
ma ancora vantaggiosa
ANDREA STERN


Costata oltre 12 miliardi di franchi, la nuova galleria ferroviaria del San Gottardo doveva rivoluzionare i trasporti sull’asse nord sud. Ma a tre anni dalla sua inaugurazione, le code in autostrada non si sono accorciate di un centimetro e gli stessi treni non riescono a soddisfare la richiesta. "Chi non ha prenotato il posto è pregato di scendere, il treno è sovraccarico" è il messaggio diffuso più volte dagli altoparlanti in stazione a Bellinzona. E quattro amici bernesi hanno raccontato al Blick di aver dovuto aspettare tre ore sul marciapiede prima di aver salire su un treno. "Solo sul quinto abbiamo trovato posto" ha detto uno di loro, che in seguito ha ricevuto le scuse personali di Andreas Meyer, Ceo delle Ffs.
"Il problema non sta nel tunnel - sostiene Remigio Ratti, professore di economia all’Università di Friburgo ed esperto di trasporti -, bensì negli accessi al tunnel e nei nodi di Zurigo e Milano. Quest’ultimo in particolare è saturo e non riesce ad assorbire aumenti di traffico. Nonostante la nuova galleria di base, resta quindi estremamente difficile potenziare l’offerta".
Le Ffs ci stanno perlomeno provando. "Nei weekend critici fanno circolare sempre almeno una ventina di treni in più - nota Fabio Canevascini, presidente della sezione ticinese di Pro Bahn -. Tolgono le cosiddette tracce al traffico merci per lasciare il maggior spazio possibile ai viaggiatori. Lo sforzo per aumentare la capacità c’è, senza dubbio".
Resta il fatto che nei periodi caldi, come a Pasqua o in occasione dei ponti, questo sforzo non riesce ad accontentare tutti i viaggiatori. "Bisogna anche farsi furbi - prosegue Canevascini -. Spesso le Ffs fanno circolare un treno supplementare cinque minuti prima o dopo quello normale. Ma molti viaggiatori non si informano e vanno ad affollare il treno normale, mentre quello supplementare viaggia semivuoto".
La ferrovia avrebbe quindi la capacità di assorbire ulteriore traffico. Al contrario della strada, ormai satura. L’anno scorso al San Gottardo è stata raggiunta una coda record di 28 chilometri, mentre al rientro dal ponte dell’ultima Ascensione i rallentamenti si sono protratti fino a notte inoltrata. Sull’asse nord sud resta l’alternativa dell’aereo, che però offre solo duecento posti al giorno per direzione. A prezzi, oltretutto, poco concorrenziali per le famiglie. Con i biglietti Lugano-Zurigo andata e ritorno a partire da 139 franchi, l’offerta di Swiss può essere interessante per chi viaggia da solo, visto che per lo stesso tragitto l’automobile viene a costare in media 291 franchi, secondo i calcoli del Touring club svizzero. Ma se i viaggiatori sono più numerosi è più conveniente l’automobile. Oppure anche il treno, se si acquista la Carta Junior delle Ffs, che con soli 30 franchi all’anno permette di far viaggiare i bambini sotto i 16 anni sull’intera rete svizzera.
Le Ffs devono però fare in modo che il viaggio in treno sia non solo conveniente ma anche comodo. "Sicuramente la situazione è destinata a migliorare dalla fine del 2020 - sostiene Ratti - quando verrà aperta la nuova galleria del Monte Ceneri e verranno ultimati i lavori in Svizzera tedesca". Allora le Ffs potranno potenziare il servizio e offrire più posti a sedere. "Ma per poter sfruttare al meglio Alptransit vi è anche un’altra condizione - conclude Ratti -. Bisogna completare la linea da frontiera a frontiera".

astern@caffe.ch
30.06.2019


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