Tra critiche e divieti, il lavoro temporaneo è in calo
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Le agenzie interinali
scoprono la crisi
MAURO SPIGNESI E ANDREA STERN


Criticato, demonizzato, addirittura vietato da alcuni Comuni. Sono tempi duri per il lavoro interinale. "C’è chi pensa che contrastandolo si bloccheranno i frontalieri - afferma Federica Marotta, vice direttrice della Easy Work di Chiasso - ma in realtà si bloccano anche molti disoccupati residenti che vorrebbero lavorare". Il riferimento è alla decisione del Consiglio comunale di Chiasso di dare seguito a una mozione del consigliere comunale ppd Giorgio Fonio che chiedeva di vietare alle ditte vincitrici degli appalti pubblici di utilizzare personale delle agenzie interinali. Una decisione che potrebbe essere imitata anche da Biasca, Mendrisio e Lugano. Ma prima dovrà esprimersi il Consiglio di Stato, visto che in settimana le agenzie di collocamento hanno presentato un ricorso contro la norma chiassese, tramite gli avvocati Laura Cansani e Costantino Delogu.
Non è tuttavia solo a causa della politica che il settore del lavoro temporaneo sta iniziando ad accusare il colpo, dopo anni di continua crescita. Emblematico il fatto che nel primo trimestre dell’anno il numero di ore lavorate sia diminuito dell’1,3%. Un arretramento che Swissstaffing, associazione mantello delle agenzie di collocamento, spiega con la diminuzione degli ordini in entrata ma anche con la conversione dei posti temporanei in posti fissi.
"È un dato di fatto che molti lavoratori interinali che si dimostrano validi vengono poi assunti dalle aziende - spiega Marotta -. In questo senso le agenzie fungono da trampolino di lancio. Anche perché spesso non si limitano a collocare il personale ma si occupano anche di formarlo. Poi è vero che purtroppo nel settore sono entrate anche persone poco serie. Ma non si può condannare un intero settore solo per un paio di pecore nere. Piuttosto andrebbe introdotto un albo dei consulenti di personale, come già esiste per gli avvocati o i fiduciari".
È un’idea. Anche se chi contrasta le agenzie interinali non mette in discussione la loro serietà, bensì la trasformazione del mondo del lavoro di cui sono protagoniste. "Noi - spiega Giangiorgio Gargantini, co-segretario di Unia Sottoceneri - non abbiamo alcuna preclusione nei confronti del lavoro interinale. A patto che questa forma di occupazione mantenga le sue caratteristiche cioè resti momentanea, necessaria e dunque straordinaria. Se diventa la norma siamo davanti a una deriva inaccettabile". I sindacati, sia Unia che Ocst, sono presenti nella Commissione professionale paritetica per il prestito di personale. "A livello di contratti collettivi - aggiunge Gargantini - noi siamo intervenuti per quello dell’edilizia dove abbiamo posto precisi paletti sull’uso dei lavoratori interinali. Poi è chiaro che questo settore è regolato, ci sono controlli e in alcuni casi è anche un modo per reintegrare professionalmente i disoccuopati. Ma se si esagera si rischia che una persona passi da un contratti a termine all’altro restando precaria a vita".
Swissstaffing esibisce uno studio indipendente secondo cui più della metà dei lavoratori temporanei in cerca di un lavoro fisso lo trovano entro due anni dall’inizio della loro missione. "È vero, succede, anche se nutro qualche dubbio sulla precisione di queste cifre - osserva Giorgio Fonio, sindacalista Ocst -. Ma la questione va osservata da una prospettiva più ampia. Perché la diffusione delle agenzie interinali sta trasformando il modello occupazionale del nostro cantone. Si rendono i lavoratori sempre più vulnerabili e si scarica su di loro il rischio aziendale. Questo, secondo noi, è inaccettabile".

m.sp./a.s.
02.06.2019


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