Le imprese di trasporto spiegano le differenze di prezzo
Tariffe Ffs ballerine
"decisione politica"
ANDREA STERN


Le Ferrovie federali svizzere (Ffs) non ritengono di dover prendere posizione sulla questione dei prezzi "ballerini". Pur essendo loro a vendere i biglietti attraverso il sito ffs.ch, i distributori automatici e gli sportelli nelle stazioni, preferiscono rimandare la palla ad altri. "È l’organizzazione mantello ch-direct a doversi esprimere in merito" sostiene Patrick Walser, portavoce dell’ex regia federale.
Ch-direct, nonostante sia sconosciuta ai più, è un’organizzazione importante. Coordina infatti i sistemi tariffali di 250 imprese di trasporto, tra cui le Ffs. E accetta di rispondere alle perplessità del Caffè. "Sì - afferma Thomas Ammann -, siamo a conoscenza del problema". Lo chiama proprio così, problema. E aggiunge che "non potrà però essere risolto entro breve, ci vorrà sicuramente ancora qualche anno". Perché, prosegue il portavoce di ch-direct, le disparità di prezzo sul sito delle Ffs sono dovute a decisioni politiche.
"Sul traffico a lunga distanza il viaggiatore paga il biglietto in base ai chilometri percorsi - spiega il portavoce di ch-direct -. C’è una tariffa al chilometro, che decresce con la distanza. Sul traffico regionale invece il sistema è diverso. Poiché in quasi tutte le regioni della Svizzera esistono delle comunità tariffali che dividono il territorio in zone. Il viaggiatore acquista dunque il biglietto per una, due o più zone. E poi può all’interno di queste zone può fare quello che vuole. Che faccia un chilometro o dieci, il prezzo non cambia, se resta nelle zone predefinite".  
Il sistema delle zone è stato voluto dai Cantoni per favorire l’utilizzo dei mezzi pubblici tra i propri cittadini, in particolare tra i pendolari. Questi beneficiano così indirettamente di sussidi maggiori rispetto a quelli destinati ai viaggiatori su lunghe distanze. "A livello di imprese di trasporto c’è la volontà di correggere questa situazione - afferma Ammann -. Proprio in quest’ottica il 1° gennaio 2020 verrà costituito un tavolo di lavoro per studiare una riorganizzazione a lungo termine. Ma, come detto, la questione è essenzialmente politica, per cui è difficile prevedere se e quando potrà essere raggiunta un’armonizzazione tariffale a livello nazionale".
L’obiettivo del tavolo di lavoro sarà quello di ripristinare l’equità di trattamento fra tutti gli utenti dei trasporti pubblici. L’idea di base è che se un Cantone elargisce dei sussidi a favore del traffico regionale, devono poterne beneficiare tutti i viaggiatori, non solo quelli che hanno acquistato un certo tipo di biglietto. Un’idea logica. Nel frattempo però più che essere logici, sul sito delle Ffs è meglio essere furbi.
19.05.2019


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