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Il Governo pianifica le corsie in vista di una pandemia bis
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Ecco il piano che trasforma
i reparti e le cure intensive
PATRIZIA GUENZI


Per non farsi trovare impreparati in vista di una pandemia bis, il governo ha ripreso in mano il "piano" d’emergenza per trasformare corsie e terapie intensive di ospedali e cliniche. Con una sostanziale differenza. I tempi per raggiungere il pieno regime si accorciano rispetto al "piano" precedente, dell’8 luglio. Quest’ultimo - datato 1 ottobre - è  stato inviato a tutti gli istituti di cura pubblici e privati del cantone, ai servizi ambulanze e altri "attori" della salute.

I CENTRI COVID-19
L’ospedale La Carità di Locarno e la Clinica Luganese Moncucco rimangono i centri di riferimento Covid-19 del cantone.

I DATI
Lo speciale gruppo cosiddetto di pilotaggio e quello di coordinamento monitoreranno l’evoluzione della pandemia. Con la raccolta dei dati, dal numero di visite nei pronto soccorso dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) e nei vari checkpoint al numero di persone in quarantena. Dal numero di test a quello delle ammissioni e dimissioni di pazienti Covid-19 positivi nei rispettivi reparti al numero di decessi legati al coronavirus.

I LETTI
Si anticipano i tempi sin dalla fase1, che prevede di raggiungere prima un’offerta importante di letti disponibili. I due centri di riferimento Covid-19 dovranno garantire, a un ritmo di sette letti di cure intensive e di venti di reparto ogni 48 ore, il raggiungimento per Locarno e Moncucco rispettivamente di 42/19 letti di cure intensive e di 120/100 letti di reparto. Inoltre, Locarno dovrà arrivare ad avere anche quattro letti ogni 48 ore per pazienti tracheostomizzati fino a venti totali. Il Cardiocentro, che nel "piano" precedente doveva garantire un solo letto di cure intensive, sin dalla fase1 dovrà metterne a disposizione sette.
 
GLI ALTRI ISTITUTI
Si accelera anche il coinvolgimento dell’ospedale Italiano di Lugano (Oil) e di quello regionale di Bellinzona sede Faido (Fai). Progressivamente dovranno mettere a disposizione più letti di reparto, fino a 50 (Oil) e 70 (Fai). Valutando l’andamento e il progressivo aumento della domanda, saranno interessati anche l’ospedale Malcantonese, Castelrotto, la clinica di riabilitazione dell’Ente ospedaliero sede Novaggio e la clinica Hildebrand di Brissago.

I TRATTAMENTI
A dipendenza dell’andamento dei contagi e del numero di pazienti ospedalizzati, sia nei reparti che nelle cure intensive, e con il parere degli esperti, il Cantone deciderà di limitare o sospendere gli esami e i trattamenti medici non urgenti, stazionari e ambulatoriali, nei centri Covid-19 ma anche in altre strutture ospedaliere.

LE RISORSE
Per far fronte ai pazienti che non possono procastinare un intervento, il Cantone potrà chiedere la disponibilità di strutture logistiche e risorse di personale, sia del pubblico che del privato, attraverso uno scambio di mezzi, apparecchiature e sanitari.

I REPARTI CHIUSI
Infine, proprio per riuscire a fronteggiare velocemnte un’eventuale emergenza, sino al 30 novembre viene mantenuta la chiusura del reparto di medicina pediatrica stazionaria dell’ospedale di Locarno. I pazienti saranno ricoverati all’ospedale di Bellinzona, che già concentra la chirurgia e l’oncologia pediatriche. Conferma pure la chiusura del reparto di letti acuti di minore intensità della Carità, i pazienti andranno o all’ospedale regionale di Bellinzona sede di Acquarossa o alla clinica Varini di Orselina. Infine, viene confermata anche la chiusura del pronto soccorso dell’ospedale Italiano il cui personale potrà andare a rafforzare il pronto soccorso del Civico di Lugano.
p.g.
10.10.2020


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