function iscriviti() {window.open("http://ads.caffe.ch/ppl/","_blank","width=620,"menubar=no","resizable=no","scrollbars=no")};




In America decisivi gli Stati non schierati politicamente
Immagini articolo
Il virus la vera variabile
nel voto delle presidenziali
LORETTA NAPOLEONI


Le elezioni presidenziali americane al tempo del Covid inevitabilmente hanno una variabile aggiuntiva, la pandemia. Ma quanto questo fattore nuovo ed inedito inciderà sul voto nessuno può saperlo. Non esistono infatti dati a riguardo né episodi simili nella storia dai quali poter attingere. La variabile pandemia - che riguarda da vicino Donald Trump finito in quarantena - nell’equazione elettorale influenzerà anche il post-elezioni se, come è prevedibile, il perdente ne contesterà i risultati. Così il Covid diventerebbe una leva per scardinarli. Fantapolitica? Assolutamente no, basta riflettere sulla polemica relativa al voto per posta e sulle difficoltà del servizio postale americano di far arrivare le schede elettorali in tempo per i conteggi a causa del Covid.
Ma prima di arrivare al dopo voto è bene concentrarsi sui pochi giorni che ci separano dall’apertura dei seggi, giorni durante i quali si decide il futuro della nazione poiché è durante questo periodo che nei cosiddetti "swing states", gli Stati tradizionalmente non schierati con un partito o con un altro, gli elettori decidono chi votare. Tra questi c’è la Florida, l’Arizona e il Texas. Tutti e tre duramente colpiti dal virus sia a livello medico che economico. Il turismo, ad esempio, di cui l’Arizona e la Florida vivono è crollato mentre nel Texas la caduta del prezzo del petrolio ha aperto le porte alla recessione. Facile intuire perché a fine maggio Florida, Arizona e Texas sono stati tra i primi Stati a riaprire l’economia nella speranza che bastasse porre fine al lockdown per farla ripartire.
Sbagliavano, però, i governatori di questi Stati - tutti filo-trumpisti - a pensare che il Covid svanisse come era arrivato, improvvisamente e silenziosamente. Non solo l’economia ne è ancora ostaggio ma la politica del Covid è diventata l’elemento più discriminante tra i due candidati.
Tema caldissimo negli ultimi sei mesi è stato il vaccino. Donald Trump non ha mai fatto mistero di non essere un sostenitore dei vaccini, anzi ne ha più volte criticato l’uso e questo gli ha portato alcuni voti dall’area dei No-Vax, di cui un buon 60 per cento sono repubblicani. Di fronte alla pandemia Trump si è trasformato nel più grande sostenitore del vaccino anti Covid, suggerendo addirittura di saltarne alcune fasi di verifica pur di produrlo in fretta. Lo sfrenato ottimismo mira a mettere in cattiva luce Joe Biden che invece mostra la giusta cautela.
Secondo un’indagine condotta dalla Kaiser Family Foundation, Istituto di ricerca americano, il 50 per cento degli americani si rifiuterebbero di essere vaccinato prima delle elezioni di novembre. Ciò fa presumere che la cautela di Biden sia più in sintonia con l’elettorato dell’ottimismo di Trump. Ma non è detto che gli indecisi voteranno in base a questa variante. È possibile che Trump - che ha contratto il virus - voglia convincere gli americani che il vaccino ormai esiste e la pandemia non è più un tema elettorale mentre l’economia rimane la chiave di volta della loro scelta politica.
Se questa manovra funzionasse, allora Trump potrebbe vincere perché in tutte le indagini di opinione condotte negli ultimi mesi la maggioranza degli americani lo considerano il candidato migliore per far ripartire l’economia.
03.10.2020


Leggi in anteprima
le notizie del Caffè

ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
19.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, ottobre 2020
13.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, ottobre 2020
11.11.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 23 novembre 2020
10.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, ottobre 2020
10.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale attività manifatturiere, Ticino, ottobre 2020
06.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, ottobre 2020
05.11.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale costruzioni, Ticino, ottobre 2020
30.10.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, terzo trimestre 2020
28.10.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno provveduto a pubblicare l'Ordine del Giorno della seduta plenaria del 9 novembre prossimo
13.10.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, settembre 2020
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Il trionfo di Biden
in un Paese dilaniato
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Guido Olimpio
Guido Olimpio
La perenne infinita attesa
per l'attacco all'Occidente
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Tormentati e solitari,
animati dalla genialità
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Abbiamo appena dieci anni
per evitare una catastrofe
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Si pensi anche ai costi
causati da altre limitazioni

IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie


I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Thailandia:
nuove
proteste
a Bangkok

Piovono razzi
su Kabul.
Sospetti
sui talebani

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00