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Il consigliere di Stato De Rosa sul rincaro dei premi
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"Non ho telefonato a Berset
e anche se lo avessi fatto..."
ANDREA BERTAGNI


"È meglio una lettera di una semplice telefonata". Raffaele De Rosa, direttore del Dipartimento sanità e socialità (Dss), risponde così al ministro della sanità, Alain Berset, che ieri, sabato, sul Corriere del Ticino si è detto sorpreso della reazione del consigliere di stato ticinese. Che, il giorno dell’annuncio del rincaro dei premi del 2.1%, il 22 settembre, ha parlato di "schiaffo". Senza nemmeno stabilire con Berset "un minimo contatto, nemmeno una telefonata", per usare le parole del ministro socialista.
Insomma, sarebbe bastata una telefonata per abbassare i premi?
"Non è corretto immaginare che in una procedura così complessa come quella dei premi di malattia si possa correggere tutto con una telefonata. Tanto più che i premi che ci hanno annunciato lunedì 21 settembre, il giorno prima della comunicazione ufficiale, erano in realtà definitivi e inappellabili".
Lei e il coordinatore del Dipartimento, Paolo Bianchi, il 19 agosto avete scritto all’Ufficio federale della sanità pubblica. Cosa avete chiesto concretamente?
"Seguendo la procedura e rispettando i tempi nel momento opportuno abbiamo chiesto di mantenere i premi invariati, perché c’era stata una diminuzione dei costi di oltre il 5%. Ci sembrava insomma ci fosse un margine di manovra".
Quando avete avuto risposta?
"L’Ufficio federale della sanità pubblica ci ha risposto venerdì 18 settembre e il 21 abbiamo ricevuto i dati definitivi dei premi. Quindi non c’è stato il tempo per reagire e per replicare".
Berset si aspettava però una telefonata...
"Mi dispiace ma penso di aver fatto di più di una telefonata. Una lettera di due pagine con la  quale si argomentano e si motivano le proprie ragioni è meglio di una telefonata".
Da anni all’annuncio dei nuovi premi si minacciano fuoco e fiamme in Ticino, ma poi vengono digeriti dalla politica e dai cittadini. Non sarebbe ora di mettere fine a questa sceneggiata?
"Come Ticino abbiamo presentato tre iniziative cantonali con le quali, ne sono convinto, si potrà agire maggioremente sui costi della salute. Iniziative già accettate da diversi governi cantonali, così come dai parlamenti di Ginevra e Vaud".
Cosa chiedono?
"Chiediamo una procedura con più voce in capitolo per i cantoni, e che le riserve degli assicuratori malattia devono ritornare agli assicurati".
Basterà questo per contenere l’eccessiva offerta sanitaria?
"Servirà uno sforzo di tutti. Noi possiamo agire in modo limitato sulla pianificazione ospedaliera, Berna dovrà agire sui farmaci e la gente dovrà essere sensibilizzata sul consumo di prestazioni".
an.b.
26.09.2020


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