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La famiglia Giorgetti su scuola e insegnamento
Immagini articolo
"Occorre avere per tutti
più materiale tecnologico"
PATRIZIA GUENZI


"Riprendere con il passo giusto. Dopo la pausa estiva alcuni correttivi, sulla base dell’esperienza vissuta la scorsa primavera a causa dell’emergenza Covid, la scuola deve intraprenderli. Soprattutto sul fronte della dotazione informatica, molto carente. Rispetto ad altre realtà, senza andare molto lontano penso ad alcuni istituti privati, è indietro anni luce". È l’opinione di Duska Giorgetti, di Canobbio, 43 anni, mamma di due ragazzi, di 15 e 11, che con loro ha vissuto gomito a gomito il lockdown. "Devo dire che la scuola a distanza ha funzionato benissimo, almeno nella nostra sezione - riprende -. Un po’ meno bene è andata la ripresa in presenza, per cui c’è stata parecchia  disorganizzazione. Voglio dire, il rientro si poteva pianificare meglio. Non è possibile che in alcuni giorni i miei figli non avevano né compiti né lezioni. Bighellonavano per casa, con il rischio di perdere nozioni importanti".
A casa Giorgetti il lockdown dal punto di vista scolastico non ha creato alcun problema. I mezzi informatici non mancavano, i due ragazzi avevano ognuno la propria postazione, lo spazio necessario ed erano costantemente seguiti da mamma Duska. "Mi rendo conto che la nostra era una situazione privilegiata. Ma al di là delle singole realtà familiari, ora la scuola deve organizzarsi in vista di settembre. Il tempo per pianificare e valutare l’ha avuto. Faccia tesoro dell’esperienza vissuta".
E anche Duska si augura ovviamente che si riprenda "in presenza". "I ragazzi hanno bisogno del contatto con i coetanei. Mio figlio più grande durante l’emergenza me lo diceva chiaramente che gli mancava il contatto sociale, che aveva voglia di tornare alla sua vita di prima".
La vita di prima, già. Tutte le famiglie si augurano che riprenda per davvero. Che i figli ritornino in classe, che i docenti possano fare lezione guardandoli negli occhi. "Nell’emergenza sicuramente ognuno ha fatto quello che ha potuto, ma dal punto di vista tecnologico, ripeto, le cose devono cambiare. La scuola deve investire in questo settore, fondamentale per l’educazione dei nostri figli".
p.g.
11.07.2020


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