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L'esperto spiega quando e come utilizzare il farmaco
'Nella mentalità latina
si venera l'antibiotico'
ANDREA STERN


Per la polmonite sì, per la bronchite solitamente no, per l’influenza, il raffreddore o la sinusite nemmeno. "La maggior parte degli antibiotici viene prescritta per le infezioni delle vie aeree - spiega il dottor Christian Garzoni, specialista in malattie infettive -. Infezioni frequenti, che danno molto fastidio. Per il medico di famiglia non è  però sempre facile capire se siano causate da un virus o da un batterio". Questo dubbio, unito a un certo aspetto culturale che accomuna il Ticino al Sud dell’Europa, fa sì che un antibiotico su due venga consumato senza che ve ne sia una reale necessità.
"Avere la tosse per tre settimane può essere normale - dice Garzoni - ma capitano pazienti che dopo pochi giorni pretendono già l’antibiotico. Nell’Europa del Nord o anche solo in Svizzera tedesca si tende a stare il più lontano possibile dagli antibiotici ma nella mentalità latina si pensa siano la panacea di tutti i mali. Per combattere certe malattie sono completamente inutili, se non addirittura dannosi".
Non per niente l’Organizzazione mondiale della salute considera la lotta all’antibiotico-resistenza tra le priorità assolute. A livello mondiale i risultati sono ancora decisamente scarsi. Ma in Ticino, seppur scontentando qualche paziente che reclamava la sua dose di medicinale miracoloso, i medici sono riusciti negli ultimi anni a far leggermente diminuire il consumo di questi farmaci. "Si può e si deve migliorare ancora - sostiene Garzoni -. È fondamentale limitare allo stretto necessario l’utilizzo di antibiotici onde evitare il ritorno di malattie che oggi sembrano debellate".
Uno scenario per nulla fantascientifico. "Già oggi abbiamo a che fare con batteri molto più resistenti rispetto a una decina di anni fa - osserva lo specialista -. E se in Svizzera i decessi causati da infezioni resistenti agli antibiotici sono ancora pochi, in certi Paesi la situazione è già parecchio grave. Un accurato studio inglese sostiene che nel 2050 i batteri resistenti agli antibiotici causeranno più morti dei tumori".
29.09.2019


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