Perché il Civico ha denunciato il chirurgo dell'Ars Medica
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"Intervento mai fatto"
LILLO ALAIMO


Nulla di nuovo. Il legale del neurochirurgo denunciato in procura dal Medico cantonale per il sospetto di "lesioni gravi intenzionali", ha scritto al Caffè prospettando la possibilità di una denuncia per diffamazione e, non poteva mancare, concorrenza sleale. La stessa cosa accaduta tre anni fa per il caso dei seni asportati per un errore di identità. Allora i fatti avvennero nella clinica Sant’Anna e l’avvocato che firmò la denuncia era Edy Salmina (in Pretura penale il Caffè è stato pienamente assolto, ora è in attesa di un ricorso in Appello). Questa volta i fatti sono avvenuti alla Ars Medica, appartenente allo stesso gruppo sanitario privato, e l’avvocato che rappresenta la clinica è ancora Edy Salmina. Il legale del neurochirurgo è invece John Noseda. Ai tempi della Sant’Anna era procuratore pubblico generale e si interessò di una piccola parte della vicenda dei seni asportati per errore. Quella relativa alla fatturazione. Si concluse con un decreto di abbbandono.
Ora la storia sembra ripetersi. Il neurochirurgo, del quale nessuno ha per ora fatto il nome, attraverso l’avvocato Noseda diffida il Caffè dal "continuare a pubblicare notizie inveritiere". E ci mancherebbe! Ed è appunto per questo che la storia sembra ripetersi. Quali sarebbero le "notizie inveritiere" pubblicate?
Il neurochirurgo, sempre attraverso il suo legale, chiede al giornale di pubblicare quanto segue: "Falso che il medico sia accusato di operazioni fasulle". E allora, andiamo con ordine.
Il Caffè ha riportato fedelmente (e lo fa anche questa settimana, pubblicando un documento ufficiale) il contenuto della denuncia in magistratura del Medico cantonale e dell’ospedale Civico di Lugano. Era l’8 febbraio scorso. Nello scritto si legge testualmente: "I dati analizzati sono fortemente sospetti per un falso intervento". Il riferimento è al primo di quattro casi segnalati in procura da febbraio sino allo scorso luglio. Quindi di "falso intervento" si parla nella denuncia del Medico cantonale riportata parola per parola dal Caffè.
Il giornale non ha mai scritto, come insinua curiosamente la lettera dell’avvocato Noseda, che il neurochirurgo sia accusato (evidentemente da parte della magistratura) di "operazioni fasulle". Anche perché… il reato di "operazione fasulla" non esiste nel codice penale. Esiste invece il reato di "lesioni gravi intenzionali" per il quale, stando alla segnalazione del Medico cantonale, vi sarebbero in questo caso forti sospetti.
L’avvocato Noseda chiede inoltre al giornale di specificare che il suo assistito respinge ogni altra accusa di violazioni mediche. Si presume si riferisca alle "lesioni gravi intenzionali".
Il legale del neurochirurgo fa rilevare infine che "il procedimento penale non riguarda minimamente accuse di carattere patrimoniale, né di truffa, né di falsa fatturazione, né reati di questa natura". Una volta ancora, il Caffè non ha mai scritto che il medico sarebbe sotto inchiesta per simili reati. Il giornale ha invece riportato fedelmente quanto si legge nella segnalazione del Medico cantonale, ovvero: "Sulla base dei documenti e della fatturazione saranno da valutare gli estremi per il sospetto di truffa alle assicurazioni sociali, falsità in documenti e falsità in certificati".
Questo è quanto, in risposta all’avvocato Noseda, al quale il Caffè ha comunicato la propria disponibilità a dare spazio e voce al suo patrocinato.
Ora altre informazioni sulla vicenda. E altri interrogativi su come si è sviluppata.
Le segnalazioni alla procura da parte del Medico cantonale e del Civico, tra febbraio e la seconda metà dello scorso mese di luglio, sono state quattro. È ormai noto. Quattro casi, quattro pazienti giunti in ospedale dopo essere stati operati alla Ars Medica dal neurochirurgo in questione. Le segnalazioni sono scaturite da un attento esame dei casi fatto dagli specialisti del Civico. Si tratta del direttore medico e scientifico del Neurocentro, il professor Alain Kaelin; del primario e del viceprimario sempre del Neurocentro, Michael Reinert e Dominique Kuhlen; del direttore sanitario del Civico e capo Dipartimento dei servizi medici, Paolo Merlani; del professor Marco Pons, direttore sanitario e capo Dipartimento Medicina, sempre dell’ospedale di Lugano.
È alla luce delle analisi e delle relazioni di questo gruppo che il Medico cantonale, Giorgio Merlani, ha scritto la sua denuncia al Ministero pubblico (le due pagine riportate qui sopra). Le analisi si sono avvalse, sia dei risultati di due risonanze magnetiche (una fatta dalla Ars Medica prima dell’operazione e un’altra ordinata dal Civico quando la prima paziente si è rivolta al Neurocentro). Nulla era cambiato, scrive Merlani, dopo l’intervento alla Ars Medica.
Non è tutto. Gli specialisti del Civico si sono avvalsi anche della documentazione fornita dalla paziente. In una lettera il neurochirurgo affermava di aver effettuato un intervento di foraminotomia. Intervento, scrive Merlani, "in realtà mai realizzato come dimostratoci in maniera assai convincente dagli specialisti del Neurocentro". Sono stati anche valutati i parametri dell’anestesia. Per un intervento come quello dichiarato dal neurochirurgo occorrerebbero circa 90 minuti.  Stando alle carte in possesso del Civico vi sarebbero incongruenze fra i tempi dell’operazione e quelli dell’anestesia.
lalaimo@caffe.ch

Leggi la lettera
25.08.2019


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