In autunno "sbanca" la prima piattaforma online ticinese
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Il casinò di Lugano
sulle orme di Baden
MAURO SPIGNESI


Baden ha fatto ruotare la pallina sul disco della roulette e alla fine è uscito il numero uno. È il primo casinò svizzero a sbarcare sull’online in un mercato, quello dei giochi virtuali, che a livello nazionale (secondo le stime) può contare su un giro d’affari di 250 milioni all’anno. Baden è stato inserito insieme a Lucerna, Davos e Pfäffikon nel primo ciclo di richieste per l’estensione della concessione federale, come prevede la nuova legislazione operativa dal primo luglio. Nel secondo ciclo, che verrà aperto in autunno, è molto probabile che ci sia anche il Casinò di Lugano, come è stato annunciato a giugno, quando i vertici della sala da gioco avevano spiegato d’essere riusciti a mettere a punto un progetto per sbarcare online e che inizialmente doveva essere in collaborazione con Berna e Neuchâtel, per condividere costi e marketing. Ipotesi poi abbandonata per puntare su una richiesta unica indirizzata alla Commissione federale competente "targata" soltanto Lugano.
"Noi stiamo ancora valutando in che modo possiamo inserirci in questo mercato che certamente ci interessa perché ci consente di articolare l’offerta", spiega Luca Antonini, direttore amministrativo del Casinò Admiral di Mendrisio e componente della direzione di quello di Locarno. "Sia chiaro, non abbiamo affatto rinunciato - spiega ancora Antonini - a presentare un progetto per richiedere l’estensione della licenza, che peraltro per legge dovrebbe essere fatta individualmente sia da Locarno che da Mendrisio. Semplicemente stiamo ancora valutando i costi e verificando se sarà necessario eventualmente individuare un partner. Sono valutazioni importanti e ci stiamo prendendo il tempo necessario".
Il problema del gioco virtuale è legato soprattutto al "know-how". Tanto è vero che per lanciare la sua piattaforma (jackpot.ch) dove sono presenti cinquanta differenti giochi solo per i residenti in Svizzera, il casinò di Baden ha stretto un accordo con "Gamanza, sviluppatore internazionale di giochi e piattaforme", hanno spiegato dall’azienda che a luglio ha ottenuto la concessione: "Nell’ambito di questa collaborazione il Grand Casino Baden ha acquisito una partecipazione nel Gruppo Gamanza, la cui sede centrale è stata trasferita a Baden". L’amministratore delegato del casinò, Detlef Brose, ha spiegato che su questo progetto "abbiamo lavorato per circa quattro anni". Con il nuovo partner tecnologico acquisito e l’utilizzo delle più recenti tecnologie software, hanno fatto notare ancora i vertici della sala da gioco argoviese, "si ottiene un elevato grado di flessibilità nello sviluppo e quindi un rapido adattamento ad un mercato in continua evoluzione".
E mentre gran parte dei casinò - 8 con licenza A e 13 più piccoli con licenza B - progettano l’entrata nel nuovo segmento di mercato digitale (in quello classico l’anno scorso sono state registrate più entrate del 3,4 per cento con un fatturato complessivo di 708 milioni) diverse società di sviluppo software sono al lavoro per preparare nuove piattaforme. Questo perché, per effetto della nuova legge sui giochi, solo gli svizzeri che si registreranno nei siti online autorizzati dalla Confederazione potranno giocare. Negli altri, tutti stranieri, non si potrà. Quando sarà a regime la nuova normativa chi cliccherà in queste pagine verrà reindirizzato in un sito dove sono elencati i divieti.
m.sp.
18.08.2019


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