I retroscena dei presunti falsi interventi all'Ars Medica
Il ministro informato
soltanto a fine luglio
R.C.


Raffale De Rosa, direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (Dss) dallo scorso 7 aprile, è stato informato dell’inchiesta penale a carico del neurochirurgo della Ars Medica soltanto qualche settimana fa. Gli ultimi giorni di luglio. Quindi dopo l’ultimo caso di presunta mala sanità nella clinica privata di Gravesano, denunciato alla magistratura dall’ospedale Civico di Lugano.
Quando De Rosa si è insediato alla testa del Dipartimento, il Medico cantonale aveva già segnalato alla procura i primi due casi di ex pazienti della Ars Medica rivoltisi al Civico. In febbraio e a marzo. Ed è esattamente in questo periodo, probabilmente dopo il primo caso di febbraio, che venne informato l’allora direttore del Dipartimento, Paolo Beltraminelli. Secondo quanto ricostruito dal Caffè, l’ex consigliere di Stato ricevette una telefonata da Stefano Radczuweit, segretario della Commissione di vigilanza sanitaria e capo dell’Ufficio sanità del Dss. Radczuweit ricevette per conoscenza la lettera di segnalazione alla magistratura scritta dal Medico cantonale, Giorgio Merlani, l’8 febbraio.
Nella lettera alla procuratrice Alfier, che ha in mano l’inchiesta, Merlani scrisse che una volta "ricevuto il nulla osta dalla magistratura" sarebbe stata avviata dall’Amministrazione cantonale "un’indagine, dato il nostro ruolo di vigilanza sugli operatori sanitari". Era febbraio. E sino ad oggi, evidentemente non essendo terminata l’inchiesta della procura, non è stata ufficialmente "avviata" alcuna indagine dall’Amministrazione. E, cosa quantomeno anomala, il ministro Raffaele De Rosa è stato avvisato solo alla fine di luglio di quanto stava accadendo da febbraio. Ed è stato informato dal dottor Merlani (per altro infastidito per il "troppo che il Caffè ha già scritto", così ha risposto ieri, sabato, alla nostra sollecitazione) che al nostro giornale ha confermato di aver avvisato De Rosa solo dopo il quarto caso.
Il direttore del Dss alla domanda del Caffè sul ritardo con il quale è stato informato ha risposto così con un sms: "Per me è fondamentale che i presunti interventi fasulli siano stati immediatamente segnalati al Ministero pubblico, e questo sin dal mese di febbraio. Alla magistratura è pure stata fatta presente l’esigenza di acquisire nel più breve tempo possibile elementi di inchiesta sufficienti per poter valutare da parte nostra l’adozione di provvedimenti cautelari di polizia sanitaria. La vicenda è poi tornata di particolare attualità al momento della segnalazione di un possibile ulteriore caso a fine luglio quando  abbiamo di nuovo sollecitato la magistratura".
In poche parole, i tempi con il quale è stato informato al ministro poco importano. Non fa cenno e si limita ad aggiungere: "In qualità di direttore del Dss a me interessa che si possa fare chiarezza nel più breve tempo possibile, così da poter adottare i provvedimenti che si impongono".
Cosa accadrà a questo punto? Il neurochirurgo, stando alla direzione della clinica, non era al corrente di nulla sino ad una settimana fa. Di nulla, sebbene la magistratura abbia sequestrato le cartelle cliniche dei quattro casi. E, sempre secondo i vertici della Ars Medica, nemmeno la direzione conosceva i dettagli della vicenda. Da qui, letto il Caffè, la decisione di sospendere cautelativamente il neurochirurgo.
"In febbraio avevamo chiamato immediatamente la procura, ma ci era stato detto che non sussistevano pericoli per i pazienti. Noi conoscevamo le ragioni dell’inchiesta", ha detto una settimana fa al Caffè il direttore generale della Ars Medica, Fabio Rezzonico. Eppure nella prima segnalazione del Medico cantonale alla magistratura si scriveva di un "possibile pericolo per la salute pubblica".
18.08.2019



ULTIM'ORA
Dall'
Amministrazione
Dalla
Polizia cantonale
Ultim'ora
18.03.2020
Pubblicazione straordinaria: Decreto esecutivo concernente l’annullamento e il rinvio delle elezioni comunali per il periodo 2020-2024 del 18 marzo 2020
18.03.2020
Notiziario statistico Ustat: Monitoraggio congiunturale, andamento e prospettive di evoluzione dell'economia ticinese, marzo 2020
13.03.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, febbraio 2020
11.03.2020
Notiziario statistico Ustat: Risultati provvisori della statistica delle transazioni immobiliari, Ticino, quarto trimestre e anno 2019
28.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale alberghi e ristoranti, Ticino, gennaio 2020
26.02.2020
I Servizi del Gran Consiglio hanno proceduto alla pubblicazione dell'ordine del giorno della seduta parlamentare del 9 marzo 2020
19.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale commercio al dettaglio, Ticino, gennaio 2020
14.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Meteorologia, Ticino e Svizzera, gennaio 2020
11.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Indagine congiunturale banche, Ticino, gennaio 2020
10.02.2020
Notiziario statistico Ustat: Idrologia, Ticino, quarto trimestre e anno 2019
LE FIRME DEL CAFFÈ
Loretta Napoleoni
Loretta Napoleoni
Se si stampa il denaro
solo per indebitarsi
Lorenzo Cremonesi
Lorenzo Cremonesi
Nello scenario siriano
mani russe e iraniane
Guido Olimpio
Guido Olimpio
Il terrorismo resterà
ancora un pericolo
Filippo Ceccarelli
Filippo Ceccarelli
Il governo MaZinga
nella crisi dell'Italia
Luigi Bonanate
Luigi Bonanate
Primavera di tensioni
per quattro leader
Elisabetta Moro
Elisabetta Moro
Nella tana degli affetti
per sentirci meno soli
Luca Mercalli
Luca Mercalli
Per fermare i virus
aiutiamo l'ambiente
Chiara Saraceno
Chiara Saraceno
Per le famiglie servono
sostegni continuativi


IT Illustrazione
Cover stories
Sfoglia l'archivio »
La lettura
Leggi »
Instant book
Leggi »
I racconti
Leggi »
Altre
pubblicazioni


Per le tue vacanze
scopri il Ticino
Vai al sito »



Vai al sito »



Le infografie




I video della settimana
Inviate i vostri video a caffe@caffe.ch

Coronavirus,
negli Stati uniti
1500 decessi
in appena 24 ore

Francia:
accoltella persone
nel centro
di Romans-sur-Isère

DIREZIONE, REDAZIONE
E PUBBLICITÀ

via B. Luini 19 6600 Locarno
Svizzera

caffe@caffe.ch
+41 (0)91 756 24 00