Così i presidenti Sanvido e Giudici ora guardano al futuro
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Il Day After dell'accordo
tra Ente e Cardiocentro
PATRIZIA GUENZI


L’agognata firma c’è stata. Dopo quasi due anni di inutili polemiche, l’accordo per l’entrata, a fine 2020, del Cardiocentro nell’Ente ospedaliero cantonale è stato sottoscritto dai vertici delle rispettive strutture sanitarie. Ecco il Day After dei due presidenti che si gettano alle spalle i contrasti e pensano al futuro.

Dopo mesi di polemiche finalmente una soluzione. Un compromesso. Chi se ne avvantaggia maggiormente, Eoc o Cardio? Quali i benefici per le due parti?

Paolo Sanvido: "È una soluzione che rafforza il servizio pubblico del cantone. L’Ente ospedaliero onora le volontà del fondatore, il dottor Zwick, e integra un istituto di qualità nella nostra regione. L’Istituto Cardiocentro, dal canto suo, potrà crescere e svilupparsi perché non sarà “da solo” ad affrontare le sfide e la concorrenza di altri centri nazionali ma potrà appoggiarsi sulle strutture, sul network e sull’esperienza dell’Ente. Inoltre, si è evitato un confronto che avrebbe fatto solo male soprattutto alla causa della medicina"

Giorgio Giudici: "Si è trovata la soluzione migliore per la sanità ticinese. L’unione di due eccellenze non può che essere un’ottima premessa per il futuro. E questo malgrado la forte tendenza alla litigiosità tipica del nostro cantone. Ma sono sollevato, finalmente si guarda al futuro. A noi premeva trovare una soluzione che mantenesse quattro punti cardine: il brand Cardiocentro, la sua struttura, il personale e il modello operativo di autonomia per permettere alla struttura di continuare la sua attività garantendo efficacia e qualità."


Si dice che il lancio dell’iniziativa da parte di Grazie Cardiocentro sia stata sostanzalmente un’arma di ricatto nell’ambito della trattativa.

Paolo Sanvido: "Non voglio fare il processo alle intenzioni e nel frattempo l’iniziativa è stata ritirata e una soluzione è stata trovata. Non è molto diversa da quella che avevamo proposto già parecchio tempo fa. Forse si sarebbero potute evitare tensioni e polemiche. Ma quel che conta oggi è il risultato."

Giorgio Giudici: "Nessun ricatto e nessuna scorrezzetta da parte nostra, ci mancherebbe. Le iniziative sono fatte per essere accolte e annullate. Ho comunque apprezzato la sensibilità dimostrata dai cittadini verso un’importante struttura del cantone e il sostegno che hanno voluto darle. Poi come in tutte le cose ci sono valori che vanno al di là delle vittorie e delle sconfitte. Ripeto, nessuno ha vinto, tutti abbiamo vinto. Soprattutto i pazienti ticinesi."


Quella alla quale si è giunti questa settimana è la soluzione migliore per i pazienti...

Paolo Sanvido: "Rispetto a un conflitto come quello che avremmo avuto se fossimo andati al voto, e rispetto a una soluzione di privatizzazione, quella di oggi è la soluzione giusta per i pazienti. Potremo avere sinergie e lavoro in comune tra Istituto Cardiocentro e resto dell’offerta sanitaria pubblica regionale a un livello finora impossibile. E avremo una crescita di tutto il settore con, soprattutto, miglioramenti ulteriori nelle cure per i nostri pazienti. Bene così."

Giorgio Giudici: "Polemiche e litigi non li abbiamo innescati noi, il Cardio non ha mai fatto polemica. Semmai sono arrivate da altre parti. Il fatto di insistere soprattutto sull’autonomia finanziaria era fondamentale e l’Ente ospedaliero l’ha capito. In questo modo ha garantito al Cardio dignità, valore e autonomia operativa, pur nel rispetto dei rapporti col suo nuovo partner, l’Ente."


Vien da chiedersi se ne è valsa la pena sottoporre i cittadini a due anni di polemiche.

Paolo Sanvido: "Ad ogni modo le firme all’iniziativa hanno certamente avuto il merito di dimostrare l’interesse e la passione dei ticinesi per i temi della sanità e a noi di ricordare ancora una volta quanto sia importante avere una sanità di qualità per tutti."

Giorgio Giudici: "Quello che è stato è stato. Non voglio più parlarne né pensarci. L’importante è aver trovato l’accordo. Un accordo che non sarà perfetto nella sostanza, ma potrà essere perfezionato grazie alla qualità dello staff di cui dispone. Sono certo che gli operatori sapranno valorizzare il Cardio anche nell’ambito dell’Ente ospedaliero. È il livello dei medici quello che conta in una struttura sanitaria. Sono loro l’anima di un ospedale. E l’elevata qualità del Cardio non è stata mai messa in discussione. Ora si deve lavorare tutti per mettere le basi in vista del Master in medicina."


Quali saranno future e vere sfide per la sanità del cantone?

Paolo Sanvido: "La mobilità ci confronterà sempre di più alla competizione sul piano nazionale. La Città Ticino deve investire nella ricerca clinica e sul progetto di Master Usi. Deve riuscire a concentrare le specialità continuando ad offrire cure di qualità accessibili a tutti, vicine al territorio, con un alto livello di integrazione, con istituti specializzati che si parlano e collaborano. Essere piccoli e bravi non basta più. Ci vuole massa critica, organizzazione comune, circolazione delle conoscenze. Ciò è possibile nell’ambito dell’Ente. Non sarebbe invece possibile con una frammentazione tra tanti istituti, per quanto eccellenti."
11.08.2019


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