Il farmacista cantonale invita le farmacie a razionare le dosi
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"L'abuso di antibiotici
rende più forti i batteri"
PATRIZIA GUENZI


Altri Paesi l’hanno già sperimentato. La distribuzione razionata di antibiotici ne riduce l’utilizzo di almeno il dieci per cento. Non solo. Elimina il rischio che il paziente possa in futuro utilizzare le pasticche restanti. Ma, soprattutto, evita gli sprechi e lo sviluppo di batteri resistenti. Ce n’è abbastanza per invitare le farmacie a vendere soltanto la dose necessaria, come ha recentemente fatto il responsabile dell’Ufficio del farmacista cantonale. Giovan Maria Zanini, infatti, sottolinea lo scopo principale della sua iniziativa: "È una questione di salute pubblica, vogliamo impedire l’automedicazione e lottare contro la resistenza agli antibiotici. Se andiamo avanti di questo passo tra qualche decina di anni rischieremo di morire di infezioni oggi curabilissime perché gli antibiotici non saranno più in grado di debellarle. Un ritorno al Medioevo insomma".
Viene chiamata "resistenza agli antibiotici" o "antibiotico-resistenza" la capacità dei batteri di adattarsi e di resistere all’azione degli antibiotici. Non sono quindi le persone a diventare resistenti agli antibiotici, ma i batteri. Batteri che possono poi passare da una persona all’altra, rendendo il trattamento delle infezioni più complicato e più lungo, talvolta impossibile. Un pericolo che ha già spinto oltre un centinaio di farmacie del cantone ad aderire all’invito di Zanini. Complice l’eco che la sua iniziativa ha avuto a livello nazionale. "Addirittura mi hanno detto che ci sono pazienti che chiedono di avere soltanto la giusta dose - riprende il farmacista cantonale -. In sostanza viene anticipata un’azione che tutti i consumatori dovrebbero fare: riportare in farmacia i medicinali non utilizzati. Se suggeriamo di togliere quelli non necessari alla cura prima dell’acquisto, è anche più comodo perché evita al paziente di dover tornare in farmacia". Inoltre, insiste Zanini, in questo modo si impedisce l’automedicazione. Avere degli antibiotici in casa potrebbe spingere ad utilizzarli senza prima chiedere consiglio al medico innescando così il pericoloso fenomeno dell’antibiotico-resistenza, "uno dei problemi che la medicina sta affrontando", sottolinea Zanini. Tocca ora ai farmacisti convincere i pazienti a pagare una scatola intera per portarsi a casa magari soltanto una parte del contenuto. Non si risparmia, dunque, ma in questo modo si contribuisce pure a salvaguardare l’ambiente. Ancora troppi farmaci finiscono nella pattumiera perché non riportati in farmacia. Soltanto in Ticino 25 tonnellate vengono bruciati ogni anno nell’inceneritore.
09.06.2019


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