Berna e notai sulle vecchie autorità Lafe senza legittimità
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Casa per stranieri
tra interrogativi e silenzi
ANDREA BERTAGNI


Settecento atti di compravendita di case e appartamenti a stranieri sono a rischio. È la notizia pubblicata dal Caffè due settimane fa, dopo che il Tribunale amministrativo cantonale ha definito incompetenti a decidere le vecchie commissioni Lafe (legge federale per l’acquisto di immobili da parte di stranieri). Questo perché una nuova legge (maggio 2018) ha introdotto un’unica autorità cantonale. Ma per un "pasticcio" le vecchie autorità sono rimaste in carica dando il via libera agli atti. È probabile che ora venga trovata una soluzione a quella decisione emessa il 21 marzo in seguito a un ricorso.
Nel frattempo, dopo il servizio del Caffè, la Divisione giustizia del Dipartimento delle istituzioni  ha replicato con un comunicato - peraltro poco chiaro - scrivendo di solo 5 "fattispecie" toccate dalla decisione del Tribunale a fronte di 700 atti. Per quale motivo? La Divisione il 5 aprile 2019 si è rifiutata di dare una ulteriore spiegazione. Soprattutto sul significato, in questo caso, di fattispecie. Non è quindi possibile sapere ufficialmente di cosa si tratta. Da quel che risulta al Caffè, le 5 "fattispecie" menzionate sarebbero il numero di ricorsi al Tribunale amministrativo.
"Io stesso sto aspettando di capire cosa succederà - dice Franco Pedrazzini, notaio a Locarno, esperto in compravendite - perché in effetti le vecchie autorità Lafe non avevano la facoltà di esprimersi". Di sicuro le decisioni 2018 di acquisto non contestate hanno prodotto l’iscrizione sul registro fondiario. A dare l’ultimo via libera  è il Dipartimento federale di giustizia. "Abbiamo ricevuto anche noi le sentenze del Tribunale amministrativo - spiega da Berna Francesco Macrì del Dipartimento - l’applicazione della Lafe spetta però ai Cantoni: se c’è stato un errore di legislazione cantonale, non spetta a noi intervenire". Ci sono inoltre almeno altri due aspetti da chiarire. Il primo riguarda le tasse di giustizia incassate a seguito delle decisioni delle vecchie autorità Lafe. In quanto frutto di decisioni nulle, queste tasse devono essere restituite?
Il secondo riguarda le sanzioni emesse contro le irregolarità alla Lafe dalle commissioni "inesistenti". Sanzioni che ogni anno garantiscono alcuni milioni alle casse cantonali. Potrebbero essere anch’esse nulle? La Divisione della giustizia si è rifiutata di dare una risposta. Maria Cristina Bonfio, presidente dell’ordine dei notai, spiega: "Non dovrebbero esserci grandi problemi in quanto si tratta di transazioni in accordo tra tutte le parti". L’ordine si prenderà comunque il tempo per riflettere. "La nullità delle multe secondo me potrebbe invece essere invocata - spiega Pedrazzini - ma per i ricorrenti sarebbe una vittoria di Pirro, perché le nuove autorità, non farebbero altro che replicare le decisioni di ammenda già pronunciate".

an.b.
14.04.2019


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