Opinioni a confronto sul cambiamento di sesso e di nome
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Modificare l'"identità"
tra diritti e burocrazia
PATRIZIA GUENZI


Facilitare la vita delle persone con una transidentità o una variante dello sviluppo sessuale. Questo il principale obiettivo del Consiglio federale con la modifica il Codice civile che permette a transessuali e intersessuali di cambiare più facilmente sesso e nome nel registro dello stato civile. Basterà solo una dichiarazione. Non saranno richiesti né un esame medico né il rispetto di altre condizioni preliminari. "Un primo passo ma c’è ancora molto da fare", per l’Associazione Transgender Network Switzerland. Fatto è che prima della riforma l’iter burocratico era molto complicato. Serviva il parere di un tribunale. Resta però la "struttura binaria" del sesso (maschile/ femminile), nessuna terza categoria di genere per ora. Anche se il Consiglio federale sta valutando la possibilità di introdurre un terzo sesso. "L’identità di genere è qualcosa di molto più complesso", osserva la sessuologa.
p.g.


Maschile e femminile sono due classificazioni decisamente superate
Alecs Recher
Responsabile della consulenza giuridica di Transgender Network Switzerland
È un primo passo. E va bene. Ma la strada del processo che dovrebbe facilitare l’esistenza delle persone con una transidentità o una variante dello sviluppo sessuale che vogliono cambiare nome e sesso sui documenti è ancora piuttosto lunga. Con questo progetto di legge il Consiglio federale intende snellire la procedura, non più coinvolgere un tribunale, uno psicologo, psichiatra o un medico. È la persona che decide per sè e si rivolge all’ufficio dello stato civile. Tutto è più veloce e soprattutto meno caro. Oggi chi vuole modificare i suoi dati sui documenti deve pagare dagli 300 ai 1’000 franchi. Con la modifica, il costo si aggirerà attorno ai 75 franchi. Resta comunque l’ostacolo del sesso che va comunque indicato sui documenti. Ma di questo parlerò più avanti.
La strada è ancora lunga, dicevo, perché a volte i cambiamenti fanno in parte un passo indietro. Se oggi anche i minorenni hanno il diritto di modificare il proprio nome e sesso - non è infatti prevista dalla normativa applicabile un’età minima prima della quale non sarebbe possibile richiedere questo cambiamento, è sufficiente essere capace di discernimento e non è necessario il consenso dei genitori - con la modifica non sarà più così. Nel progetto di legge l’ok di mamma e papà sarà indispensabile.  
Tornando all’obbligo di indicare il sesso sul registro dello stato civile, M (maschile) o F (femminile), l’ideale sarebbe fare come la Germania: avere la possibilità di lasciare vuota la casella, senza scrivere nulla, né M né F. È una distinzione priva di senso. Esiste un’identità di genere e ogni individuo ha il diritto di vivere secondo la propria, senza dover obbligatoriamente esplicitarla. Ad esempio, un uomo trans ha il diritto di indossare abiti maschili, di ricevere la posta con l’intestazione "signore" o di utilizzare il bagno degli uomini. Le persone non binarie hanno in diritto di utilizzare il nome che preferiscono e essere chiamate con questo nome. Un diritto che sussiste anche senza che sia necessario un cambiamento del nome o della registrazione del sesso ufficiale, a prescindere che si segua una terapia ormonale o che ci si sia sottoposti a un intervento.


L’unicità di un individuo deve essere rispettata al di là dell’aspetto fisico
Kathya Bonatti
Sessuologa e Life Coach
La decisione del Consiglio federale di permettere a transessuali e intersessuali di cambiare più facilmente sesso e nome nel registro dello stato civile è molto importante perché l’identità di genere va oltre la definizione del sesso biologico uomo e donna. Si parla di transidentità quando l'identità percepita nel proprio intimo non corrisponde alle caratteristiche fisiche esteriori: ad esempio un uomo nato nel corpo di una donna e viceversa. L’identità sessuale è ancora più complessa del sentirsi maschio o femmina: comprende anche i ruoli sessuali attribuiti dalla società e l'orientamento sessuale. L’identità di genere quindi è una parte determinante dell'identità sessuale ed è un concetto che ha diverse sfaccettature psicologiche importanti.
Il fatto di non richiedere più un esame medico né il rispetto di altre condizioni preliminari è sicuramente un passo rilevante nel non considerare più la transessualità e l’intersessualità una patologia. Viene insomma lasciata piena libertà ad ogni individuo di sentirsi uomo o donna. La proposta del Consiglio federale va insomma incontro alle necessità interiori e alle molteplici sfumature degli esseri umani ed è un deciso passo avanti nel rispetto di ogni singolo individuo. Non dobbiamo infatti dimenticare che ogni persona è unica. E se questa persona si trova in sintonia con se stessa non ha bisogno di qualcun altro che la definisca. Senza dimenticare che così facendo, si evitano sofferenze e disagi personali, ma anche sociali. Tanto più che attualmente è invece necessario far riconoscere il cambiamento di sesso da un giudice.
Con la decisione del Consiglio federale non assisteremo inoltre a un eccesso di persone che cambieranno la loro sessualità. Chi la sente, la vive come una necessità. La decisione del governo è quindi da salutare positivamente, anche se per il momento non viene introdotta una terza categoria di genere, così come è già prassi in altri Paesi al mondo, come il Brasile e la Tailandia.
19.01.2020


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